Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 17 Giugno 2019

MEZZOGIORNO DI FUOCO/ SVIMEZ, NASCITE A PICCO E DAL SUD SE NE VANNO TUTTI

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 27, 2015

Da dove partire per mettere mano al dramma Mezzogiorno? In attesa di un masterplan che, come Godot, non è mai arrivato, ci sono i dati del Rapporto Svimez indispensabili per guardare al futuro. Tra questi numeri ci sono alcuni che non possono passare in secondo piano per capire come stanno cambiando le regioni meridionali. 

Da qui se ne vanno tutti

Al Sud ancora più morti che nati, per il terzo anno consecutivo. Nel 2014 la popolazione meridionale è diminuita ulteriormente di circa 20 mila unità, per effetto congiunto delle migrazioni verso il Centro-Nord o l'estero e per il calo delle nascite. Tra il 2001 e il 2014 sono emigrati dal Sud verso il Centro-Nord oltre 1 milione 667mila meridionali, a fronte di un rientro di 923 mila: il Mezzogiorno ha quindi perso nettamente 744 mila unità. Di questi, il 70%, 526 mila, sono giovani, di cui poco meno del 40% (205 mila) laureati. Da rilevare come negli ultimi 15 anni i laureati emigrati siano cresciuti di 1.000 unità l'anno. Dinamiche simili per i pendolari di lungo raggio: nel 2014 sono circa 120 mila i residenti nel Sud che hanno trovato un'occupazione nel Centro-Nord, di cui circa il 25% donne.

Sud senza bambini

Nel 2014 i nati nel Mezzogiorno hanno toccato il valore più basso dall'Unità d'Italia: 174 mila. Il calo delle nascite interessa anche il Centro-Nord dove, per la prima volta, coinvolge anche le nascite da coppie con almeno un genitore straniero. Un preoccupante minimo storico che pone in tutta evidenza la dimensione del problema. Per dare un'idea, nel 1862 nel Mezzogiorno si registravano 391 mila nati (217 mila in più di oggi) a fronte di una popolazione di 9 milioni e 600 mila unità. Nel Centro-Nord nel 1862 nascevano 442 mila bambini (113 mila in piu' di oggi) a fronte di una popolazione di circa 17 milioni. In poco più di dieci anni il Mezzogiorno ha perso il primato della fecondità femminile, mentre nel Centro-Nord si è manifestato un crescente risveglio della maternità: nel 2013 il numero medio di figli per donna e' pari a 1,31 nel Sud e a 1,43 nel Nord.

Anche in questo modo il Meridione paga di più la crisi economica mai finita. Se ne vanno via i laureati e gli specializzati, se una nuova generazione è costretta a scappare e si alza l'età media mentre le nascite vanno a picco, occorre rinunciare a inutili proclami e partire da questo dato demografico per elaborare un "masterplan". Sempre che non arrivi prima Godot.

G.M.

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Giugno 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30