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Mercoledì, 23 Settembre 2020

MIGRANTI, L'APPELLO: "RIAPRITE I CONFINI DELLA ROTTA BALCANICA"

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 24, 2015

In questi giorni, dal confine greco-macedone di Idomeni fino a tutti i confini dei Paesi della cosiddetta 'rotta balcanica' (Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia), stiamo assistendo a grandi cambiamenti per le migliaia di persone che tentano disperatamente di raggiungere la Fortezza Europa. Mentre l'attenzione dei media è tutta concentrata sull'allarme terrorismo, dal 19 novembre i confini della Macedonia sono ufficialmente chiusi per tutti coloro che non possono provare di essere siriani, afgani o iracheni. Ciò in spregio all'art. 3 della Convenzione di Ginevra che sancisce espressamente il divieto di discriminazione ('Gli Stati Contraenti applicano le disposizione della presente Convenzione ai rifugiati senza discriminazioni quanto alla razza, alla religione o al paese d'origine).

ADIF- Associazione Diritti e Frontiere, Progetto Melting Pot Europa, Garibaldi 101, Ospiti in Arrivo, Campagna LasciateCIEntrare,Tenda per la Pace e Diritti, Rete Solidale Pordenone, Associazione Immigrati Pordenone, Coordinamento Welcome Refugees FVG lanciano un appello per i confini della "rotta balcanica":

"Ad oggi, stando a quanto sta succedendo a Idomeni, confine greco-macedone, sono da considerarsi 'migranti economici' coloro che provengono dalla Palestina, dalla Somalia, dall'Eritrea, dall'Iran e molti altri paesi così come tutti/e coloro che non possono dimostrare di provenire dalle tre nazionalità "selezionate".
Nonostante per ora le organizzazioni internazionali sul posto - il cui operato e il cui raggio di intervento sono stati negli ultimi mesi non adeguati - siano molto caute nel definire ciò che sta succedendo (si parla di persone 'bloccate ai confini', di 'situazione molto tesa'), appare invece evidente che quanto sta accadendo è una vergognosa forma di respingimento di massa sotto forma di separazione su base etnica e nazionale (per altro coordinata anche da Paesi quali Serbia e Macedonia, che l'UE in teoria considera 'non sicuri' per i richiedenti asilo). Davanti ai confini chiusi ci sono famiglie con bambini, ci sono centinaia di persone esposte al freddo e alle intemperie che sperano - a quanto pare inutilmente - che il confine riapra anche per loro, ormai 'profughi di serie B'. Desta molta preoccupazione, a tal proposito, il comunicato diramato da UNHCR, IOM e UNICEF nel quale si esplicitano le "categorie" di migranti: "(...)to identify those who are in need of protection, those to be relocated to other European countries, and people who do not qualify for refugee protection and for whom effective and dignified return mechanisms have to be put in place" legittimando implicitamente le procedure di discriminazione su base etnica e nazionale appena introdotte"

"Chiediamo – è scritto nella nota - immediatamente la riapertura dei confini sulla rotta balcanica e la cessazione immediata di questa arbitraria e criminale 'selezione del migrante' che viola esplicitamente il diritto internazionale ed europeo, che garantisce il diritto di chiedere ad asilo a chiunque ed indipendentemente dalla nazionalità. Chiediamo che i profughi bloccati al confine greco-macedone possano proseguire il loro viaggio verso l'Europa, e che nessuno dei paesi balcanici blocchi i migranti lungo la rotta. Ricordiamo che la Convenzione di Ginevra sancisce il divieto di espulsione e di rinvio al confine: 'Nessuno Stato Contraente espellera' o respingera', in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua liberta' sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza o a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche' e che la stessa UNHCR con un comunicato del 30 gennaio scorso ribadiva la raccomandazione del 2008 di non rimandare i richiedenti asilo in Grecia".

Infinita arriva l'invito alle "organizzazioni internazionali presenti sul posto a documentare i respingimenti e a portare avanti immediate azioni legali, perchè quanto sta succedendo non resti impunito".

I promotori invitano "firmare e condividere questo appello perchè le massicce violazioni dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti protezione in corso lungo la rotta balcanica cessino immediatamente".

Per adesioni : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Redazione

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Giuseppe Manzo

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