Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 26 Agosto 2019

MANCINI, POLIZIOTTO "MORTO PER DOVERE": INTERVISTA A NELLO TROCCHIA

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 15, 2016

"Te stai ad amalgamà? Non è finito un cazzo". Questa è una delle ultime frasi di Roberto Mancini a un suo amico, il poliziotto che ha scoperto la "Terra dei fuochi": il grande business dello sversamento di rifiuti industriali e tossici nella provincia di Napoli e Caserta. Il poliziotto, morto il 30 aprile del 2014 per un cancro, aveva ragione. Non è finito nulla e la sua storia lo dimostra, raccontata sul filo dell'emozione nel libro "Io, morto per dovere" (Chiarelettere editore) scritto da Nello Trocchia e Luca Ferrari con la moglie Monika Dobrowolska Mancini. Un libro da tenere stretto sullo scaffale, un testo che ricostruisce fatti e responsabili a partire dalla vicenda umana e professionale di un uomo: dagli anni della sua militanza marxista alla scelta di entrare in polizia, con Il Manifesto sotto braccio.

Chi è lo sbirro che nel 1996 aveva capito tutto e aveva scritto l'informativa ignorata dalla magistratura e dalle istituzioni? Non era un eroe, era "un poliziotto che stava applicando la Costituzione" come ha ricorda Beppe Giulietti, presidente Fnsi, in una delle presentazioni romane. E aveva ragione Mancini perché oggi lo stesso Nello Trocchia sul Fatto Quotidiano riporta le rivelazioni del pentito Nunzio Perrella che spiega dove si trovano altre megadiscariche di veleni in Campania. E proprio a Trocchia, giornalista che da alcuni mesi vive sotto minaccia di un boss della camorra, sono poste le domande su una storia che non è finita.

 

Nello, chi è questo poliziotto che scopre la Terra dei fuochi 20 anni prima? Come è stato possibile?

L'immagine molto azzeccata su Roberto Mancini è stata data dal presidente della Fnsi: non possiamo raccontare come anomali ciò che dovrebbe essere la normalità. Perché è colui che incarna e fa rispettare la Costituzione. Gli anni di attività investigativa e anche gli anni precedenti all'ingresso in polizia sono quelli di una persona che ha promosso i valori costituzionali. Come poliziotto intendeva garantire questi diritti perché tutti sono uguali e faccio da mediatore anche in situazione tese di piazza, rinunciando all'uso della pistola. È stato interprete ligio non del "potere" ma al dovere costituzionale. Roberto è stato la normalità, non l'anomalia.

Mancini, attualizzando le questioni, sembra mettere in rilievo l'importanza dell'investigatore mentre dal governo, ad esempio, inviano i militari per ogni emergenza: a partire dalla questione roghi.

È esattamente così. Nella Terra dei fuochi hanno mandato i militari mentre lì serviva una risposta sistemica che risponde all'approccio di Roberto, cioè quello dell'investigatore, o a una task force contro l'economia nera e illegale che smaltiscono illegalmente. Serve una visione sistemica, fatta di indagini e pedinamenti, di carte da leggere e notti insonni. Mancini lascia la pistola in ufficio e ha con sé sempre la penna: l'inchiesta che lui è quella da tessitore attraverso il lavoro dei suoi uomini fatto di intercettazioni e appostamenti. Questa è la novità e la capacità sua e quella della sua squadra, capace di svelare i responsabili della mattanza. Individua il grande broker inventore delle ecomafie come Cipriano Chianese e la ragnatela di imprenditori, trasportatori, proprietari delle discariche, i tecnici e i controllori.

Mancini, praticamente, scopre tutta un'altra storia rispetto ai meridionali "brutti, sporchi e cattivi" che non sapevano gestire il ciclo rifiuti.

Questa è una storia di capitalismo famelico. Avevano creato un sistema di riduzione dei costi di smaltimento. Infatti molte imprese che vengono scoperte e sono in contatto con Chianese, facevano affari con la camorra e riescono a sopravvivere anche dopo l'uscita di scena di questi protagonisti. Quindi significa che è una storia di imprenditoria criminale. E questo Mancini lo aveva scoperto e scritto nella sua informativa. Perché non ha avuto seguito? Si possono dire alcune cose fuori da ogni logica del "complotto".

E diciamole...

Prima di tutto il dominus Cipriano Chianese era stato già arrestato e assolto nel processo Adelphi. Parliamo di un soggetto che era capace di dare del tu ai boss casalesi di primo piano. E nell'informativa di Roberto che pubblichiamo in calce al libro si legge l'attivismo dell'avvocato-brocker verso i massimi livelli del ministero dell'ambiente o aveva rapporti con forze dell'ordine e servizi segreti. Si tratta insomma di una borghesia imprenditoriale. In questo aspetto c'è stata anche una sottovalutazione del fenomeno come aveva rivelato proprio il pentito Nunzio Perrella sulla "monnezza che vale oro": il contesto è quello di un vuoto normativo sui reati ambientali.

In questo vuoto normativo, cosa resta delle indagini di Mancini?

L'aspetto positivo è che oggi il pm nel processo a Chianese ha acquisito i contenuti di quelle indagini ed è oggi agli atti di un altro procedimento a Roma. Insomma è da ribadire che è stata sottovalutata la sua informativa, se pensiamo che Chianese è solo uno dei protagonisti di questo disastro.

In questa sottovalutazione, bisogna dircelo, c'è anche il ruolo del'informazione. Non è un caso che i giornalisti ricorrano ai libri per raccontare il disastro ambientale in Campania.

Per la nostra categoria si ripete il concetto della sottovalutazione. Credo che c'è una vicenda emblematica, raccontata da altri colleghi: quella della discarica di Chiaiano. Lì c'è la sintesi dell'atteggiamento sbagliato e in molti casi "embedded" della stampa mentre i militari erano a difesa di aziende colluse che lavoravano in quella cava e fuori i cittadini a protestare giustamente.

Giuseppe Manzo

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Agosto 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31