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Domenica, 24 Marzo 2019

#ALEPPODAY: GUERRA E FAME PER I BAMBINI SOPRAVVISSUTI AL MASSACRO

Scritto da  Redazione Dic 22, 2016

Oggi è #AleppoDay, per rompere il silenzio sul dramma della Siria. "Spesso quando si parla di Aleppo e della Siria in generale siamo così assuefatti a ciò che accade che pensiamo sia un film, ma non è così e' una orrenda realtà", così Andrea Iacomini nel giorno dell' #AleppoDay. "Sono almeno 3000 i bambini evacuati da Aleppo Est ma ce ne sono ancora 4000 intrappolati in quel che resta della città di cui molti orfani e senza famiglie, che hanno bisogno di aiuto immediato o rischiano la morte. Mentre l'evacuazione continua notizie non confermate riportano di bambini e civili morti sui bus a causa del sovraffollamento di massa. Un fatto grave, orribile. Occorre - prosegue Iacomini - vigilare perchè certi fatti, se confermati, non si verifichino, sarebbe paradossale, disumano".

"Bisogna fare in fretta perche' ad Aleppo Est sono finiti medicine, acqua e riscaldamento, case ed ospedali sono ridotti in macerie. E' una corsa contro il tempo. Molti dei bambini evacuati non sono vaccinati. Prima dell'assedio la copertura vaccinale era appena del 30%, copertura che ora è crollata ulteriormente fino alla fine dell'assedio. I bambini di Aleppo hanno vissuto esperienze devastanti durante l'assedio ora sono esposti al trauma ulteriore della continua incertezza d'evacuazione o meno da Aleppo est ed hanno bisogno di assistenza medica immediata". "Oggi - conclude - in occasione dell'#Aleppoday ci auguriamo che il mondo non si volti dall'altra parte e che dall'Italia parta un grande segnale di solidarieta' per questi bambini che vivono un calvario senza precedenti, che non hanno voluto".

Save the children

Oltre alla guerra e la fame, ora anche la neve colpisce la popolazione civile di Aleppo. "Si stima che circa 26 mila persone sono arrivate nelle aree rurali di Aleppo e Idlib negli ultimi giorni, spesso con i soli vestiti che avevano indosso, e, con le temperature che scendono sotto lo zero, in molti sono costretti a dormire in tenda o in edifici non riscaldati", denuncia Save the children, ong nata nel 1919 per tutelare i bambini nel mondo. Nella giornata dedicata ad Aleppo (#aleppoday), dalla Siria arrivano nuovi drammatici racconti sulle sofferenze che stanno vivendo i bambini rimasti intrappolati nella zona est della città o sfollati.

"Vi sono migliaia di bambini e neonati sono in condizioni di estrema vulnerabilità, spesso malnutriti e particolarmente deboli, dopo aver vissuto mesi sotto assedio, senza cibo adeguato per nutrirsi -sottolinea Save the children-. Secondo le testimonianze riportate dagli operatori umanitari, sono moltissimi i bambini rimasti soli, separati dai loro genitori nella confusione che spesso si crea dopo la discesa dai bus con i quali le popolazioni sono state evacuate da Aleppo est, con le persone che vanno immediatamente a cercare il cibo".

I bambini sono affamati e traumatizzati. "Al punto di incontro dove gli autobus arrivano da Aleppo, i bambini sono in stato di shock totale quando vedono la frutta o i pasti caldi che vengono distribuiti. Molti bambini, quando scendono di corsa dagli autobus pur di accaparrarsi una mela o una banana, finiscono con il perdere i propri genitori e restano separati dalle loro famiglie - spiega Muslem Essa, un operatore umanitario impegnato con l’organizzazione locale Violet a Idlib-. Alcuni di loro non hanno visto un pezzo di frutta da almeno sei mesi e sui loro volti, così come su quelli di tanti adulti, i segni della malnutrizione sono evidenti. Per giorni, in attesa dell’evacuazione, i bambini hanno sofferto la fame, e ora sono esausti, alcuni di loro malati e ovviamente traumatizzati. Quando arrivano, i loro volti e le loro mani sono completamente neri e ricoperti di polvere di carbone, visto che negli ultimi giorni hanno bruciato mobili e qualsiasi altra cosa pur di riscaldarsi in qualche modo”.

Con il deterioramento delle condizioni meteorologiche crescono le preoccupazioni anche per le persone ancora intrappolate ad Aleppo est. Mentre aspettano di essere evacuate, queste famiglie continuano a dormire in strada o in edifici bombardati, privi di cure mediche, cibo e carburante. I negoziati per completare l’evacuazione da Aleppo est e dai villaggi sotto assedio di Fuaa e Kefraya, nella zona di Idlib, sono tuttora in corso ma la neve e il cattivo tempo rischiano di ritardarne l’attuazione. La tempesta di neve sta compromettendo gravemente anche la possibilità di prestare soccorso alle popolazioni di Idlib. I partner di Save the Children sul campo riferiscono che le ambulanze sono bloccate sulle strade a causa della neve, ritardando ulteriormente il trasferimento dei pazienti che già da giorni aspettavano di ricevere cure mediche.

Ieri mattina, dopo dieci giorni di attesa delle cure mediche ad Aleppo est sotto assedio, una bambina di appena 5 mesi è arrivata in un ospedale supportato da Syria Relief con due gambe e un braccio rotti e una ferita aperta sullo stomaco. I suoi genitori sono stati uccisi mentre i suoi fratelli, feriti, sono stati trasportati in un altro ospedale. "Negli ultimi tre giorni, abbiamo ricevuto 30 bambini gravemente feriti in un ospedale che supportiamo. Molti dei casi che stiamo assistendo riguardano infezioni da ferite che non sono state curate in maniera adeguata durante l’assedio. Per questo motivo, siamo spesso costretti ad amputare gli arti che purtroppo non possono essere salvati -racconta il dottor Mounir Hakimi, presidente di Syria Relief-. Nei punti di accoglienza, vediamo gente scendere dagli autobus che è esausta e che sta letteralmente morendo di fame. Non avrei mai pensato, in vita mia, di vedere gente così disperata pur di magiare un biscotto. Ora abbiamo bisogno di più coperte e scorte di cibo e sappiamo che la neve renderà il nostro lavoro ancora più difficile nei prossimi giorni".

Save the children chiede agli osservatori internazionali dell’Onu di entrare ad Aleppo est entro le prossime 24 ore e di monitorare l'evacuazione dei civili ancora intrappolati, assicurando che i più vulnerabili e più difficili da raggiungere – tra cui malati, anziani e bambini - siano in grado di abbandonare l’area in maniera dignitosa. Con circa 750 mila persone che vivono ancora sotto assedio, senza cibo sufficiente, carburante e cure mediche, e con le temperature sotto le zero, l’Organizzazione chiede inoltre la fine immediata dell’assedio in tutta la Siria.

Redazione

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