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Domenica, 16 Maggio 2021

CUCCHI: "FU OMICIDIO". E L'ITALIA ASPETTA ANCORA IL REATO DI TORTURA

Scritto da  Redazione Gen 17, 2017

Stefano Cucchi fu colpito dai tre carabinieri che lo avevano arrestato con "schiaffi, pugni e calci". Lo scrivono il procuratore della repubblica Giuseppe Pignatone ed il sostituto Giovanni Musarò nell'avviso di chiusura indagine. Le botte, per l'accusa, provocarono "una rovinosa caduta con impatto al suolo in regione sacrale" che "unitamente alla condotta omissiva dei sanitari che avevano in cura Cucchi presso la struttura protetta dell'ospedale Sandro Pertini, ne determinavano la morte".

Con questa accusa la Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta bis sul caso Cucchi: non fu epilessia ma l’aggressione fisica di tre uomini dell’Arma. Le accuse sono contestate ad Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco, carabinieri in servizio, all'epoca dei fatti, presso il Comando Stazione di Roma Appia, che procedettero all'arresto di Stefano Cucchi in flagranza di di reato per detenzione di droga. Tedesco è accusato anche di falso. A Roberto Mandolini, comandante Interinale della stessa stazione di Roma Appia sono attribuiti i reati di calunnia e falso. Accusa di calunnia anche per lo stesso Tedesco, e per Vincenzo Nicolardi, anch'egli militare dell'Arma.

"Non lo so come sarà la strada che ci aspetta d'ora in avanti, sicuramente si parlerà finalmente della verità, ovvero di omicidio". Così Ilaria Cucchi commenta la notizia della chiusura dell'inchiesta bus sulla morte del fratello Stefano per l'accusa di omicidio preterintenzionale. "Ricordate la foto del mio pianto il giorno della lettura della sentenza di primo grado? - ha aggiunto -. Ci gettiamo alle spalle sette anni durissimi, di dolore, di sacrifici, di tante lacrime amare. Ma valeva la pena continuare a crederci".

"Oggi è un giorno importante per il caso della morte di Stefano" dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone e CILD. "Fin dal primo momento siamo stati al fianco di Ilaria Cucchi in questa sua lunga battaglia"."E' grazie al suo coraggio e alla sua tenacia se la verità su questo caso non è stata insabbiata". "Un ringraziamento va anche al procuratore Pignatone". "Ora - conclude Gonnella - ci auguriamo si vada dritti verso una sentenza che restituisca giustizia a Stefano, la sua famiglia e tutti noi".

A questo punto torna all’attenzione politica il reato di tortura. La proposta di legge rinviata sine die la scorsa estate e per la quale un cartello di associazioni si mobilita da tempo è attesa in Italia da oltre 28 anni. Cucchi è uno dei tanti casi che, a partire dal G8 di Genova alla morta di Federico Aldovrandi, vedono protagonisti uomini in divisa per abusi e violenze.

G.M.

@nelpaeseit

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