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Domenica, 21 Aprile 2019

MIGRANTI, 245 MORTI IN MARE: "SERVE CORRIDOIO UMANITARIO". E ZUCCARO FA MARCIA INDIETRO SU ONG

Scritto da  Redazione Mag 09, 2017

Sono morti 245 migranti negli ultimi giorni al largo della Libia tra venerdì e domenica. L’Unhcr ricorda che “con questi due naufragi il numero totale di persone che hanno perso la vita o che risultano disperse nel tentativo di attraversare il mare e raggiungere l’Italia dall'Africa settentrionale raggiunge quota 1.300 dall'inizio dell'anno. Dall’inizio del 2017, oltre 43 mila migranti e richiedenti asilo hanno percorso il Mediterraneo Centrale per raggiungere l'Italia”.

Come sottolineato dall'Alto Commissario Filippo Grandi nella giornata di domenica, le operazioni di salvataggio in mare, che coinvolgono tra gli altri la Guardia Costiera Italiana, in coordinamento con Frontex e le Ong, sono di importanza fondamentale. “È altrettanto urgente affrontare le cause che spingono le persone alla fuga, nonché offrire alternative percorribili a questi viaggi pericolosi per le persone che hanno bisogno di protezione internazionale, prevedendo per esempio vie accessibili e sicure per raggiungere l'Europa, tra cui il ricongiungimento familiare, la ricollocazione e il reinsediamento”.

Il direttore della Caritas di Palermo padre Sergio Mattaliano, in merito alle recenti tragedie dei migranti che sono morti in mare, chiede che si attivino tutti gli strumenti nazionali e internazionali per favorire i canali umanitari sicuri. "Basta con tutti questi morti in mare. I trafficanti si possono combattere soltanto favorendo in tutti i modi possibili l'apertura di canali legali e sicuri per questi nostri fratelli migranti - e cioè i ponti umanitari. Dalle parole dobbiamo passare ai fatti sempre più concreti per frenare tutta questa ecatombe di persone che continua a morire in mare. Tutti i paesi europei coinvolti, compresa l'Italia, devono attivarsi per incentivare ulteriormente l'esperienza dei ponti umanitari che sta dando buoni frutti. Il numero degli arrivi però è ancora troppo basso e pensare di salvarli soltanto in mare facendoli cadere in mano ai trafficanti senza scrupoli continua ad essere profondamente inumano. La vita deve avere lo stesso valore per tutti e ognuno deve assumersi la propria responsabilità".

Zuccaro fa marcia indietro

Il procuratore di Catania, in audizione alla Camera dopo quella al Senato dove disse di “non avere prove”, ha spiegato che l’interesse del suo ufficio si concentra, in particolare, sulla “tratta delle persone, delle donne e dei minori provenienti dalla regione subsahariana: solo nel 2016 abbiamo arrestato 30 persone per questo odioso crimine, di cui dodici nell'ottobre 2016 – aggiunge -. "Un’organizzazione opera tra Libia, Ghana e Nigeria- spiega Zuccaro- i minori vengono trasferiti principalmente dalla Nigeria alla Libia per iniziativa del gruppo criminale o su richiesta del committente che opera in Italia e che generalmente e' straniero, nigeriano".

Redazione (Fonte e foto: Redattore Sociale)

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