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Lunedì, 17 Giugno 2019

G20, SCONTRI AD AMBURGO: "MILIONI DI VITE APPESE A UN FILO"

Scritto da  Redazione Lug 07, 2017

Sono attesi in 100mila in Germani contro il vertice dei 20 Grandi. E ieri è stata una notte di scontri tra militanti anti-G20 e forze dell'ordine a Amburgo: la polizia afferma all'ANSA che sono 111 i poliziotti rimasti feriti. Non è ancora chiaro, invece, il numero degli infortunati sull'altro fronte. Stando agli organizzatori delle proteste, citati da Bild on line, numerosi manifestanti sono rimasti feriti e ci sarebbero stati tra i 10 e i 20 fermi.

La situazione si sarebbe calmata nel cuore della notte, mentre nelle prime ore del mattino gli antisummit hanno ricominciato le azioni di disturbo. Stamane con gli idranti per disperdere un blocco di manifestanti anti-summit sulle rive del lago Outer Alster, a poca distanza dal luogo che ospita il vertice.

Il G20 blindato dalla polizia - 20mila addetti alla sicurezza, fra cui 15mila agenti di polizia locali, 3.500 federali e 2500 unità dell'anticrimine - la bella metropoli dell'Elba attende in questi giorni oltre 50mila manifestanti anti-summit. La prima grande manifestazione, oggi al mercato del pesce, dove si sono radunati migliaia di dissidenti, è stata segnata da disordini e scontri con la polizia che ha usato idranti e spray. Fermi e feriti, nel bilancio. Secondo gli esperti dell'ordine pubblico, sono almeno 8000 i manifestanti ritenuti potenzialmente violenti arrivati ad Amburgo: particolarmente temuti sarebbero gli autonomi di sinistra italiani e greci

La questione siriana

Le vite di milioni di civili siriani sono appese a un filo in occasione dell’incontro fra il presidente russo e quello statunitense a margine del vertice del G20 in Germania il 7 luglio per discutere delle iniziative contro il terrorismo e di una risoluzione politica alla guerra siriana, ha dichiarato Amnesty International.

"Per i civili in Siria, le decisioni prese dal presidente Trump e dal presidente Putin sono una questione di vita o di morte. La prosecuzione delle politiche attuali avrebbe conseguenze disastrose per il popolo siriano, che ha sopportato sofferenze inimmaginabili da più di sei anni", ha dichiarato Samah Hadid, direttrice delle campagne sul Medio Oriente di Amnesty International.

"Gli Usa e la Russia devono impegnarsi pubblicamente a proteggere i civili siriani e a porre fine alle violazioni compiute sia dalle proprie forze sia dalle altre parti in conflitto sul campo. Entrambi i paesi e i loro alleati sono responsabili di centinaia di migliaia di morti e feriti, uomini, donne e bambini. È ora di porre fine allo spargimento di sangue".

Dall'inizio della crisi siriana, Amnesty International ha documentato violazioni e abusi di diritti umani e violazioni del diritto umanitario internazionale commesse da tutte le parti in conflitto, inclusi crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Le forze governative siriane, con il sostegno della Russia, hanno attaccato e bombardato civili, uccidendone e ferendone a migliaia; mantenuto lunghi assedi nelle aree civili; sottoposto decine di migliaia di persone a sparizioni forzate ed esecuzioni extragiudiziali; sistematicamente torturato o altrimenti maltrattato detenuti, causando innumerevoli morti in custodia. I gruppi armati hanno indiscriminatamente bombardato e assediato prevalentemente aree civili e hanno commesso rapimenti, torture e omicidi sommari.

In un rapporto pubblicato nel febbraio 2017, Amnesty International ha rivelato una campagna di uccisioni di massa all'interno della prigione Saydnaya in Siria, dove migliaia di persone sono state impiccate in segreto dal governo siriano. Nonostante l'indignazione globale, il governo siriano non ha ancora permesso a osservatori indipendenti di visitare qualsiasi luogo di detenzione in Siria.

"Non è sufficiente che i leader degli Stati Uniti e i legislatori abbiano espresso preoccupazione per la situazione all'interno della prigione di Saydnaya. Devono fare di più per aiutare a porre fine al flagello a lungo termine della tortura su scala industriale dei detenuti in Siria. L'amministrazione Trump deve costringere la Russia a utilizzare la sua influenza sul governo siriano e consentire l’accesso di osservatori all'interno della prigione di Saydnaya e in altri luoghi di detenzione", ha aggiunto Samah Hadid.

Salute: le richieste di Medici Senza Frontiere

Al G20 di Amburgo, che per la prima volta vede in agenda il tema della salute globale, Medici Senza Frontiere (MSF) chiede ai leader del G20 di portare a compimento la dichiarazione resa dai Ministri della Salute a fine maggio.

Nella dichiarazione si riconosce la necessità di affrontare urgentemente questioni cruciali come le infezioni farmaco-resistenti, inclusa la tubercolosi (TB), e gli attacchi alle strutture e al personale medico durante i conflitti. Ora i leader del G20 devono trasformare le parole in interventi concreti.

"I governi più potenti del mondo devono impegnarsi ad attuare urgentemente politiche in grado di prevenire e alleviare le sofferenze non necessarie delle persone in tutto il mondo", dichiara Florian Westphal, direttore generale di MSF Germania. "I leader del G20 devono migliorare l'accesso delle persone alle cure mediche"

Redazione (Fonte e Foto: Ansa)

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