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Mercoledì, 25 Novembre 2020

REGENI, SCONTRO DOPO LE PAROLE DI ALFANO: "ITALIA RINUNCIA A MEMORIA"

Scritto da  Redazione Set 05, 2017

"L'Egitto - ha detto alle commissioni riunite di Camera e Senato - è un partner ineludibile dell'Italia, così come l'Italia è imprescindibile per l'Egitto". Queste le parole del ministro degli Esteri Angelino Alfano ieri alle commissioni Esteri di Camera e Senato. Sono parole che hanno scatenato polemiche e, forse, mettono una pietra tombale sulla ricerca della verità per l’uccisione del ricercatore italiano. Nonostante le rivelazioni del Ney York Times a Ferragosto sulle prove di un coinvolgimento di Al Sisi nel sequestro e nella morte di Regeni, i rapporti commerciali diventano prioritari.

“Troviamo anche discutibile – ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia - la ricostruzione delle ragioni per cui un anno e mezzo fa venne richiamato temporaneamente l'ambasciatore italiano al Cairo, ragioni che secondo il ministro Alfano si sarebbero limitate a ottenere una maggiore cooperazione giudiziaria. Ammesso che questo risultato sia stato raggiunto, cosa che nella sostanza è tutta da verificare, le dichiarazioni ufficiali dell'aprile 2016 parlavano dell'ottenimento della verità sull'omicidio di Giulio Regeni. Ritenere che qualche riunione in più tra le procure e l'invio di alcuni documenti (per di più, ancora prima che questi fossero tradotti dall'arabo) sia stato motivo sufficiente a rimandare l'ambasciatore al Cairo, è francamente sorprendente".

"Quanto all'ipotesi di intitolare a Giulio Regeni sedi e istituzioni italiane in Egitto – aggiunge - ci limitiamo a segnalare come eventuali iniziative non possono e non devono indurre a credere che l'Italia abbia ormai rinunciato, in favore della memoria e della commemorazione, all'obiettivo fondamentale di conoscere i nomi e i volti di chi lo ha torturato a morte 19 mesi fa".

Sul fronte politico arriva la dichiarazione del senatore di Sinistra Italiana Giuseppe De Cristofaro: “ritengo gravissima e sconcertante la scelta del governo italiano di inviare nuovamente l’ambasciatore al Cairo in assenza di novità sostanziali sulle cause della barbara uccisione di Giulio. A cosa è servito richiamarlo in Italia per poi inviarlo dopo pochi mesi senza significativi passi avanti nelle indagini? Il motivo di questa scellerata decisione è che probabilmente gli interessi economici e geopolitici in campo con l’Egitto vengono prima della ricerca della verità sulla morte del giovane ricercatore italiano”.

"Alfano ha detto soltanto che verranno intitolate a Regeni borse di studio, università o istituti culturali (la solita squallida ipocrisia) ma non ha detto una sola parola sulla denuncia del New York Times. Il suo vergognoso silenzio conferma quella denuncia. La loro vergognosa ipocrisia dimostra il sacrificio di un ragazzo morto ammazzato sull'altare degli interessi economici", commenta Alessandro Di Battista di M5S.

Redazione 

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