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Sabato, 07 Dicembre 2019

LAMPEDUSA, 4 ANNI DOPO: STUDENTI E ASSOCIAZIONI PER RICORDARE I MIGRANTI In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 03, 2017

Sono 200 le studentesse e gli studenti in questi giorni sono a Lampedusa per confrontarsi, dibattere, approfondire i temi dell’immigrazione, dell’integrazione e dei diritti delle e dei rifugiati e delle e dei richiedenti asilo. Una quattro giorni, che va avanti fino a domani, martedì 3 ottobre, di workshop, incontri, faccia a faccia con migranti e superstiti, esperti e addetti ai lavori. È il progetto “L’Europa inizia a Lampedusa” che riparte proprio dall’isola simbolo dell’accoglienza nei giorni dell’anniversario della strage del 3 ottobre 2013, Giornata della memoria delle vittime delle migrazioni.  

Il progetto è promosso dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca in collaborazione con il Comitato 3 ottobre ed è reso possibile grazie all'impegno del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (Fami) gestito dal Ministero dell'Interno

“Il 3 ottobre è una data significativa per noi di SOS Villaggi dei Bambini, per ricordare una delle più grandi tragedie umanitarie avvenute sotto i nostri occhi nel Mediterraneo, ribadendo la necessità di abbattere quei muri che hanno causato tragedie come questa e istituire al più presto canali di accesso legale al nostro paese - dichiara Orso Muneghina, Head of Emergency Response Unit di SOS Villaggi dei Bambini Italia -. L’impegno quotidiano che SOS Villaggi dei Bambini sta portando avanti, sia nei Paesi di provenienza che in quelli di transito e di destinazione dei migranti, è volto ad aiutare migliaia di bambini per evitare che situazioni come questa si possano ripetere.

"Essere oggi a Lampedusa con i ragazzi del nostro Movimento Giovani per parlare di inclusione e di non discriminazione, e' un modo di ricordare che la protezione e l'integrazione devono essere messi al centro di qualunque politica sulle migrazioni, in particolare per i tanti minori che arrivano nel nostro continente da soli". Lo ha detto Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia.

Save the Children, Ong impegnata dal 2008 in Italia per fornire supporto e assistenza a minori stranieri arrivati via mare, ha infatti preso parte con i ragazzi di SottoSopra del suo Movimento Giovani e con la loro web radio UndeRadio, agli eventi organizzati a Lampedusa dal Comitato 3 Ottobre, in occasione del quarto anniversario del naufragio del 2013 in cui persero la vita 368 migranti. Previsti due workshop tematici e laboratori sulla comunicazione etica e responsabile, per trasmettere l'importanza dell'inclusione e della non discriminazione. La Comunita' di Sant'Egidio, in questa giornata di memoria di tutte le vittime dell'immigrazione, ricorda "che esistono alternative ai trafficanti di esseri umani. Sono i corridoi umanitari, realizzati da Sant'Egidio insieme alle Chiese protestanti italiane: finora hanno portato in sicurezza, per chi arriva e per chi accoglie, circa 900 profughi siriani dal Libano, in un progetto che favorisce in modo evidente l'integrazione.

 Don Zerai: "in 4 anni più barriere contro queste persone"

Un monito severo arriva da padre Mussie  Zerai, intervistato dall’agenzia stampa Redattore Sociale, che in estate ha ricevuto attacchi nel bel mezzo della vicenda Ong: “in questi quattro anni non si è fatta neanche la prevenzione che ci aspettavamo perché non morissero altre persone in mare, offrendo un’alternativa, e una via sicura di ingresso per chi è in cerca di prevenzione – sottolinea padre Zerai -, al contrario si sono alzate più barriere e più ostacoli per non vedere arrivare queste persone, come per esempio il patto con la Libia. Oggi le persone non possono di fatto raggiungere un posto sicuro dove chiedere protezione e ottenerla. Si può davvero parlare ancora di diritto d’asilo?”.

L'ultima modifica Martedì, 03 Ottobre 2017 14:27
Redazione

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