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Domenica, 26 Gennaio 2020

ITALIANI IGNORANO REFERENDUM MA AUMENTANO SPINTE AUTONOMISTE. I DATI SWG In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 06, 2017

I referendum sull’autonomia regionale indette in Lombardia e Veneto piacciono ai locali, ma lasciano piuttosto freddi gli italiani. Convincono maggiormente i cittadini del Nord e gli elettori di centrodestra, mentre, la restante parte del corpo elettorale si colloca su posizioni di maggiore distanza. Osservato dai diversi angoli del Paese la scelta di convocare i referendum per l’autonomia lascia perplessa la maggioranza relativa dell’opinione pubblica.  Questo è quanto rileva il sondaggio PoliticApp di Swg.

Il 54% ritiene poco utili le due consultazioni, mentre una corposa minoranza (34%) si schiera a favore della chiamata alle urne. Il dato, come è ovvio, è distribuito in modo disomogeneo sul territorio. L’analisi di queste dinamiche non riguarda gli elettori di Lombardia e Veneto, che si trovano coinvolti in prima persona sul tema, ma è un u-le punto di osservazione per cogliere che cosa accade nell’opinione pubblica delle realtà non trascinate dal processo referendario. Più convinti della necessità delle due consultazioni sono gli ele0ori di centrodestra (55% degli ele0ori della Lega e 54% di quelli di Forza Italia). Al di fuori delle due regioni in cui avviene la consultazione, cresce la disa0enzione e il disinteresse dei corpi ele0orali e aumentano le perplessità anche tra i militanti e la base elettorale dei due partner principali del centrodestra. Interessante, invece, è il quadro che emerge negli altri blocchi elettorali.

La proposta dei referendum dialoga con poco più di un quarto degli ele0ori del PD (28%), con il 37% degli elettori grillini e con il 30% degli indecisi. Non solo. Le ipotesi referendarie trovano consensi in più di un quarto degli ele0ori del Centro e del Sud Italia. Ad alimentare i livelli di freddezza verso i referendum, da parte dei ci0adini non residenti in Veneto e Lombardia, è il tema dei cos- che si devono sostenere per le due consultazioni. Il 55% degli italiani ritiene si tratta di una spesa inutile, mentre il 34% valuta giusta la spesa.

Sul tema, purtuttavia, c’è una maggiore omogeneità di valutazioni: i dubbi sui costi emergono sia tra gli ele0ori di Forza Italia (51%), sia tra i residenti del Nordovest (56%), sia tra quelli del Nordest (52%). Il distacco degli italiani nei confronti dei referendum lombardo-veneti non deve trarre in inganno.

Aumentano spinte autonomiste

Il tema dell’autonomia, in primis fiscale, lambisce da tempo le coste di molto elettorato. Per la maggioranza degli italiani, il 51%, le Regioni dovrebbero negoziare direttamente con lo Stato una nuova spartizione di ruoli, risorse e poteri. Il processo autonomista per contrattazione piace al 65% degli elettori del PD, a metà dei Cinquestelle, dei berlusconiani e degli indecisi. Solo agli elettori della Lega Nord l’ipotesi della negoziazione piace poco e preferiscono la via del taglio referendario. In ogni caso il tema di una maggiore autonomia è sul tappeto.

Da Nord a Sud, più o meno la metà dell’opinione pubblica, è favorevole all’avvio di percorsi di contra0azione tra le Regioni e lo Stato centrale. Il dato non riguarda solo l’oggi, ma è confermato dal trend di lungo periodo. Dal 1997 a oggi la spinta federalista e autonomista è in aumento. Venti anni fa gli autonomisti, a livello nazionale, erano solo il 10% dell’opinione pubblica. Una quota concentrata, maggioritariamente, nelle regioni del Nord e nelle Isole. Nel corso di 4 lustri la mappa è mutata. Già nel 2007 la quota degli autonomisti puri aveva fa0o un passo in avanti, arrivando al 14%.

Oggi è raddoppiata, salendo al 26%. L’impulso autonomista e federalista, nonostante l’incedere di altri pressanti temi (crisi, disoccupazione, immigrazione, debito pubblico, terrorismo, Euro e Europa), ha continuato a covare sotto le ceneri. Il trend in crescita non fa presagire rallentamenti, ma, anche per effetto degli attuali referendum, la spinta autonomista potrebbe ulteriormente accentuarsi, aumentando, sotto le vesti di una negoziazione tra Stato e Regioni, il suo peso nell’agenda politica

 

L'ultima modifica Venerdì, 06 Ottobre 2017 15:13
Redazione

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