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Domenica, 25 Agosto 2019

TRATTA, LA GIORNATA EUROPEA: IN ITALIA LIBERATE 25MILA VITTIME In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 18, 2017

Sono 25 mila le vittime di tratta che sono state liberate in Italia. E' quanto emerge nel convegno promosso in occasione della Giornata europea contro la tratta di esseri umani. Le risorse destinate ai piani di contrasto a tutte le forme di schiavitu' sono stati 8 milioni fino al 2015, 14,5 nel 2016, arrivando a 22,5 milioni nel 2017 con cui verranno finanziati progetti su tutto il territorio nazionale.

Lo rivendica la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi: "Questo e' il segnale che il governo crede in queste attivita'. A dicembre verra' pubblicata la graduatoria dei progetti. Ho chiesto- spiega Boschi- che in questa legge di bilancio vengano confermate le risorse e che lo stanziamento sia di durata triennale in modo che si possa impostare una programmazione di politiche adeguate". Quella di oggi, osserva Boschi, "non e' una giornata di celebrazione di una vittoria perche' il lavoro da fare e' ancora tanto; e' una sfida impegnativa, su cui si misura lo stato di salute e la democrazia del Paese".

Nella maggior parte dei casi le vittime sono sfruttate sessualmente, schiave del lavoro e delle economie illegali: si calcola che siano oltre 20 mila ogni anno in Europa le donne, gli uomini e i bambini che entrano nei sistemi di protezione e assistenza delle vittime. Di queste circa mille l'anno sono in Italia: sono in gran parte donne di nazionalita' straniera, in particolare nigeriane (59,4%).

Il numero verde anti tratta 800290290 ha visto un aumento delle chiamate: +35% nel primo semestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2016, piu' 80% rispetto al 2015. Il governo ha poi realizzato uno spot per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessita' di denunciare i casi di schiavitu'.

L’impegno di Dedalus

“In Italia la tratta è cambiata profondamente negli ultimi anni- spiega Andrea Morniroli, operatore sociale con esperienza trentennale sul campo-. Più che un leggero aumento quantitativo del numero di vittime, vanno evidenziate le variazioni qualitative del fenomeno. La prostituzione coatta dell’est con traffico di esseri umani è diminuita, mentre è aumentata la prostituzione africana. Donne, soprattutto nigeriane, arrivano in Italia mischiate ai flussi dei rifugiati: L’OIM (Organizzazione Mondiale per le Migrazioni) nel 2016 ha contato 13 mila nigeriane vittime di tratta giunte via mare. Si tratta di ragazze spesso molto giovani, talvolta sedicenni e diciassettenni, analfabete, costrette a prostituirsi per ripagare il debito contratto dalla famiglia per farle giungere in Italia. La coercizione avviene attraverso il rito vudù che contempla violenza fisica e psicologica come le minacce di morte”.

La Cooperativa Dedalus, con i suoi 10 operatori, tra cui i fondamentali mediatori culturali che agganciano le donne, avvicina circa 1000 persone l’anno, di queste 30, 40 sfuggono alla tratta. Al momento la cooperativa sta seguendo 70 donne nel percorso di reinserimento sociale. Nel 30% dei casi c’è la denuncia che arriva nel giro di un anno. “Il momento più difficile per le donne è quello della fuga- spiega Morniroli-. Ci vuole un grande coraggio, ma una volta che le donne trovano questa forza le accompagniamo nel percorso che va dall’accoglienza in luoghi sicuri, al sostegno psicologico, ai tirocini, fino all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale completa. Le percentuali di fuoriuscita non sono altissime, ma bisogna considerare che ogni percorso di fuoriuscita necessita un lavoro lungo e paziente che dura da 6 mesi fino a 2 anni. D’altra parte grazie al lavoro di avvicinamento e informazione dei mediatori culturali centinaia di donne ogni anno iniziano a recarsi ai servizi sanitari, scongiurando così rischi fortissimi per la salute pubblica. Ad esempio le donne vittime di tratta che fanno l’interruzione di gravidanza vedono incrementare il debito contratto con gli aguzzini fino a 3.000 euro e sono costrette a più anni di schiavitù. In presenza di un mercato del sesso al ribasso ogni donna guadagna circa 800, 1000 euro al mese e impiega circa 4 anni per ripagare il debito”.

“Il Piano Nazionale- conclude l’operatore Dedalus- per la definizione della strategia di Governo nel contrasto e prevenzione del crimine della tratta e nella protezione delle vittime elaborato dal sottosegretario Boschi è ben strutturato. Quest’anno c’è stato il raddoppio delle risorse per i progetti anti-tratta con 20 milioni di euro e si pensa di mantenere questo investimento anche nei prossimi tre anni. Servirebbero 30-40 milioni all’anno per mettere in pratica al meglio tutte le azioni, ma quello compiuto è già un passo in avanti importante”.

 (Fonte: Redattore Sociale/Dire - www.napolicittasolidale.it

 

L'ultima modifica Mercoledì, 18 Ottobre 2017 15:36
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