Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Sabato, 14 Dicembre 2019

RIFUGIATI ESCLUSI DAL REDDITO DI INCLUSIONE, ASGI: "DECISIONE ILLOGICA" In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 31, 2017

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri il 29 agosto scorso, il 13 ottobre 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo che istituisce il reddito di inclusione (ReI). Il decreto legislativo introduce, a decorrere dal 1 gennaio 2018, una misura “di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale a carattere universale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale” (art.1).

L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) sottolinea che tra i requisiti c’è la questione“di nazionalità” . “Il componente che richiede la misura (e dunque non tutti i componenti del nucleo) deve avere uno dei seguenti status: cittadino italiano, cittadino dell’Unione, familiare di un cittadino dell’Unione, titolare del permesso di lungo soggiorno”

Resterebbero quindi esclusi i titolari dello status di rifugiato o protezione sussidiaria: “è paradossale – afferma Asgi - se si considera che già in occasione di due analoghe esclusioni, l’INPS era dovuto intervenire con propria circolare estendendo ai titolari di detti status – in attuazione di quanto previsto dall’art. 29 direttiva UE 2011/95  – un beneficio che  la legge non aveva previsto: il riferimento è all’assegno di natalità (cfr. circolare n. 93 dell’ 8 maggio 2015) e all’assegno di maternità di base (cfr. circolare n. 9 del 22 gennaio 2010). Vedremo se anche questa volta l’INPS interverrà nello stesso senso, ma certo la tecnica della legislazione che procede “per errori” affidando poi la correzione alle circolari è davvero criticabile e continua a favorire l’incertezza del diritto”.

Sono parimenti esclusi i titolari di permesso unico lavoro. “Anche in questo caso la riconduzione della prestazione nell’ambito della direttiva 2011/98 potrebbe essere dubbia, stante le caratteristiche più discrezionali del beneficio (quantomeno con riferimento alla possibilità di sanzione e revoca) e stante la finalità (il contrasto alla povertà) che non è di per sé inclusa nell’elenco dei rischi di cui all’art. 3 regolamento 883/04, cui la direttiva rinvia”. Resta tuttavia il fatto che fino a quando sarà riservato a disabili, minori, donne in gravidanza o anziani disoccupati, “la misura si configura come un intervento rivolto a tutelare da rischi pienamente compresi nell’elenco di cui all’art. 3 (rispettivamente: disabilità, famiglia, maternità, disoccupazione) e dunque ben potrebbe ricondursi nell’ambito della direttiva e della relativa clausola paritaria prevista dall’art. 12”.

“Ma resta soprattutto – aggiungono i giuristi - l’irragionevolezza (che ben potrebbe sfociare in una censura di incostituzionalità ex artt. 2, 3 e 34) di escludere dal beneficio proprio gli stranieri che, a causa della assenza di reddito, non sono riusciti ad accedere al permesso di lungo periodo; esclusione tanto più illogica ove si consideri che il “radicamento territoriale” è già garantito dalla norma,  in modo uniforme per italiani e stranieri,  dalla residenza continuativa biennale, sicché aggiungervi un requisito di residenza quinquennale  per i soli stranieri più poveri appare davvero illogico”.

La consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale (si veda la rassegna ) avrebbe invece potuto fornire in proposito indicazioni importanti,  dalle quali il legislatore non avrebbe dovuto discostarsi: “in primo luogo laddove la Corte ha escluso la possibilità di porre limiti per i soli stranieri nella fruizione di diritti sociali fondamentali (all’interno dei quali ben potrebbe ricondursi anche il contrasto alla povertà) ma in particolare laddove la Corte con la sentenza del 12 dicembre 2011 n. 32 ha dichiarato incostituzionale il requisito della carta di soggiorno  per l’accesso alla indennità di frequenza che è un contributo per la frequenza alla scuola del minore disabile, riconosciuto indipendentemente dal reddito: ebbene se è stata considerata incostituzionale quella limitazione, davvero non si vede come possa essere costituzionale l’esclusione dello straniero in condizione di grave povertà da un contributo che serve (anche) ad assistere il componente disabile della famiglia”.

L'ultima modifica Martedì, 31 Ottobre 2017 14:37
Redazione

Redazione

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Dicembre 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31