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Domenica, 20 Ottobre 2019

NON UNA DI MENO: IN PIAZZA LE DONNE CON DISABILITÀ E PER LA DIFESA DELL'AMBIENTE In primo piano

Scritto da  Redazione Nov 24, 2017

Donne, salute e diritti. Il 25 novembre la piazza Non una di meno vedrà anche la presenza di due componenti che riflettono su altre angolazioni per il corpo delle donne e della sua difesa. Quest’anno c’è anche un’altra significativa novità: alla Manifestazione parteciperanno come gruppo, informale ma coeso, e sotto uno striscione senza sigle anche le donne e le ragazze con disabilità per portare il loro sostegno contro la violenza maschile e di genere in tutte le sue forme. Ma non solo.

La partecipazione di tante donne con disabilità sarà importante per fare finalmente emergere la discriminazione plurima da esse subìta, fatta di costrizioni e violenze sia fisiche che psicologiche, di esclusione. Perché donne e perché disabili. È un messaggio che la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap sostiene con forza, richiamando sia la Convenzione ONU che gli ormai numerosi atti e pronunciamenti UE: “la prospettiva delle donne e delle ragazze con disabilità va considerata in tutte le politiche in materia di parità di genere”. Ciò che oggi, purtroppo, non avviene nella società, nel lavoro, nei servizi sanitari e in molti altri ambiti da cui ci si attendono invece pari opportunità.

E non sfugge a FISH “quanto le ragazze e le donne con disabilità siano ancora più esposte a violenze e molestie, spesso nell’impossibilità di difendersi, denunciare, fuggire”. Anche per questo “la prospettiva di genere anche nella disabilità” rimane uno dei punti fermi delle rivendicazioni politiche di FISH. In Piazza della Repubblica alle ore 14 ci sarà lo striscione “Le donne con disabilità contro ogni discriminazione e violenza”.

Donne e ambiente

L’associazione ASud sarà in quella stessa piazza proponendo ciò che si perpetua sui corpi delle donne “attraverso le politiche di gestione ambientale che, nel nostro paese, guardano alla tutela degli interessi economici di qualcuno e non alla salute dei cittadini e delle cittadine”.

“E’ una forma di violenza che ha impatti sulla nostra salute – scrive ASud - sulla nostra fertilità, sulla capacità del nostro organismo di sostenere gravidanze, sulla nostra capacità di allattare.Non è niente che ci siamo inventate: il nesso tra inquinamento ambientale e salute delle donne è stato affermato chiaramente, e con preoccupazione, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quello che mangiamo, beviamo, respiriamo, nei territori in cui viviamo, determina quello che accade ai nostri corpi: si tratta spesso, sempre di più, di veleni, di fattori che generano malattie e morte”.

E non è un caso che molti movimenti territoriali in difesa dell’ambiente e della salute contro l’avvelenamento tossico abbiano visto donne e madri in prima fila: dalla Terra dei fuochi alle mamme volanti di Brescia, dal Passeggino rosso di Brindisi alle No Tap

 

L'ultima modifica Venerdì, 24 Novembre 2017 12:13
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