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Martedì, 27 Ottobre 2020

RABBIA, ABBANDONO, ESCLUSIONE: ECCO COME SI VIVE NELLE PERIFERIE ITALIANE In primo piano

Scritto da  Redazione Nov 24, 2017

Se non si può parlare di situazione di emergenza, poco ci manca. Le condizioni di vita nelle periferie delle città italiane (sia in quelle metropolitane, sia in quelle delle città medio-grandi) sono nettamente peggiorate nel corso degli ultimi anni per il 42% dei residenti.  Lo spiega le rilevazione PoliticApp Swg di questa settimana che arriva in un momento di forte tensione in alcune periferie come Ostia a Roma o quelle di Napoli dopo i fatti criminali di questi giorni. Una situazione che, però, investe anche città del nord come Torino e Milano dove su molti aspetti simili.

Di segnali di miglioramento ne parla solo una sparuta minoranza (13%), per il resto dei cittadini il quadro è perennemente uguale a se stesso, colto nel suo avvolgente senso di degrado e abbandono. Le criticità vissute da chi vive in queste realtà sono molteplici, ma quelle al calor bianco sono: la criminalità (37%), l’onnipresenza dello spaccio di droghe (14%), il problema della mancanza o dell’eterna precarizzazione del lavoro (36%), il vuoto di opportunità e futuro per i giovani (33%), il fastidio e la preoccupazione, in costante crescita nel corso degli ultimi anni, per la presenza degli immigra- (36%) e, infine, il sempre verde tema della ghettizzazione (17%), del vivere in ambi- esclusi dal cuore della vita urbana, lontani dai luoghi in cui crescono le possibilità, il benessere e la qualità dell’esistenza.

Le periferie urbane, siano esse alle latitudini nordiche o a quelle meridionali, mantengono inalterato il loro cliché esistenziale, marcato da violenza, abbandono, senso di frustrazione e rischio di guerra tra poveri. Il degrado, in ogni area, resta il tratto distintivo di queste parti urbane, alimentato da un micidiale cocktail, in cui primeggia la dimensione soffocante e dilagante della microcriminalità (45%), la pervicace e indisturbata operosità degli spacciatori (30%); il senso di abbandono, nutrito e sostenuto dalla scarsa cura degli spazi comuni, dalla mancanza di illuminazione (25%), dall’esistenza di edifici in stato di abbandono (24%) e dal dilagare di scritte e graffiti (17%).

Il contesto sociale

Completano il quadro, la presenza di mendicanti (19%), clochard (8%) e prostitute (15%). Per i cittadini che vivono nelle periferie delle nostre città la scala delle priorità è chiara e nitida. Complessivamente, le richieste tracciano il profilo di un modulo di azione che non è solo di investimento infrastrutturale ed economico, ma ha i contorni di un progetto di ri-umanizzazione esistenziale di queste parti delle città.

I residenti  richiedono interventi massicci sul fronte della sicurezza (priorità delle priorità, che è al 45%); azioni di controllo e integrazione dei flussi migratori (38%); investimenti poderosi per la manutenzione, cura e pulizia degli spazi pubblici (36%), ma anche progetti per aree verdi, per il recupero di spazi ed edifici abbandona-. Dalle periferie arriva forte la richiesta di ricucire le cesure, di potenziare i trasporti pubblici, per rendere queste parti urbane più vicine al resto della ci@à (28%), di interventi per limitare le forme di marginalizzazione sociale (27%), di incentivi alle attività economiche, per far nascere nuove opportunità. Il quadro che emerge dalle periferie delle città del nostro Paese è sicuramente sconsolante. E lo è ancor di più se si guarda al futuro, con il 40% dei residenti che non prevede alcun miglioramento per il quartiere in cui vive e si prefigura una permanente realtà di disagio e sofferenze. In tutto questo la relazione con la politica mantiene alcuni tratti peculiari.

Da un lato, i livelli di astensione sono leggermente maggiori rispetto alla media, dall’altro lato, i parti che vanno per la maggiore (da0 calcola0 sulle intenzioni di voto del 16/11/2017) sono la Lega Nord (che prende mediamente quasi il 5,7% in più) e i raggruppamenti  estremisti di destra, mentre appaiono più penalizzati i Cinquestelle (-1% rispetto alla media nazionale) e il PD (-0,6%).

Redazione

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