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Giovedì, 22 Ottobre 2020

CONSUMI, TORNA LA SFIDUCIA NEI DATI ISTAT: "FAMIGLIE IN CONDIZIONI CRITICHE" In primo piano

Scritto da  Redazione Nov 27, 2017

A novembre 2017 l'indice del clima di fiducia dei consumatori torna a diminuire passando da 116,0 a 114,3; anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un lieve calo (0,3 punti percentuali) spostandosi da 109,1 a 108,8. Lo dice l’Istat. Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in diminuzione seppur con intensità diverse: la componente economica e quella futura registrano un calo più deciso (da 143,3 a 139,2 e da 121,6 a 119,8 rispettivamente) mentre il deterioramento è più contenuto per la componente personale (da 105,9 a 105,7) e corrente (da 111,5 a 110,1).

Più in dettaglio, si evidenzia una diminuzione del saldo relativo sia ai giudizi sia alle aspettative sulla situazione economica del paese nonché un aumento delle aspettative sulla disoccupazione; per quanto riguarda la situazione personale, i giudizi sulla situazione economica della famiglia sono in peggioramento mentre le aspettative sono in aumento. Con riferimento alle imprese, nel mese di novembre segnali eterogenei provengono dai climi di fiducia dei settori indagati. In particolare, il clima di fiducia rimane sostanzialmente stabile nel settore manifatturiero (da 110,9 a 110,8), aumenta nelle costruzioni e nei servizi (i climi passano, rispettivamente, da 130,3 a 132,1 e da 107,7 a 108,2); invece, il commercio al dettaglio registra una diminuzione (da 113,2 a 110,0).

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia si segnala che, nel comparto manifatturiero, continua il recupero dei giudizi sul livello degli ordini in atto ormai dallo scorso settembre mentre le attese sulla produzione registrano un lieve calo; le scorte di magazzino sono giudicate in accumulo. Nel settore delle costruzioni, l'aumento dell'indice è trainato da un miglioramento dei giudizi sugli ordini in presenza di aspettative sull'occupazione sostanzialmente stabili. Per quanto riguarda i servizi, l'incremento dell'indice di fiducia riflette un generale miglioramento di tutte le sue componenti. Nel commercio al dettaglio si registra un peggioramento sia dei giudizi sulle vendite correnti sia delle aspettative sulle vendite future; le scorte di magazzino sono giudicate in accumulo.

Federconsumatori

La disoccupazione, specialmente quella giovanile, incide ancora in maniera drammatica sulle condizioni di vita delle famiglie e spesso anche su quelle dei loro parenti più prossimi, che spesso si ritrovano a dover sostenere economicamente figli e nipoti disoccupati (con un onere calcolato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori in circa 450 Euro al mese). “Riceviamo quotidianamente richieste di supporto da parte di famiglie – scrive Federconsumatori - che non riescono a far fronte a rete, bollette e mutui. Nonostante i lievi segni di ripresa registrati da alcuni indicatori economici, le famiglie si trovano ancora in condizioni critiche. In tale contesto l’accelerata dell’inflazione registrata negli ultimi mesi, unita alla mancata crescita dei redditi delle famiglie, accresce gli effetti negativi sull’andamento dell’economia”.

“Per questo, come sosteniamo da tempo, è fondamentale intervenire con decisione affrontando la vera e principale priorità del Paese: il Lavoro.” – sostiene Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. Il primo passo in questa direzione è “l’avvio di un piano strategico per il rilancio dell’occupazione, attraverso investimenti per la crescita e lo sviluppo, nonché attuando un taglio delle tasse sul lavoro”. Si tratta di una strategia fondamentale, “se si vuole aprire una nuova fase improntata alla reale, stabile e duratura ripresa dei redditi delle famiglie ed al rilancio della domanda interna, necessario per sostenere la crescita e lo sviluppo della nostra economia”.

 

 

L'ultima modifica Lunedì, 27 Novembre 2017 12:35
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