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Lunedì, 22 Luglio 2019

EURISPES: TRA CAMBIAMENTO E NICHILISMO MASSIMA FIDUCIA NEL NON PROFIT In primo piano

Scritto da  Redazione Gen 30, 2018

"Il Paese e' confuso sul piano politico e ondeggia indeciso tra conservazione e cambiamento. Tra desiderio di stabilita' e spinte populiste. Tra ragionevolezza e nichilismo. Fatto sta che si confrontano due tendenze fondamentali: quella dell'etica della responsabilita' e quella dell'etica della convinzione. Per semplificare e volgarizzare: l'etica della responsabilita' si affida alla testa, quella della convinzione alla pancia. Tradotta in termini politici, l'etica della responsabilita' impone la riflessione, il calcolo, la capacita' previsionale, il confronto nel rapporto tra mezzi, fini e risultati possibili e, di conseguenza, si rappresenta con il metodo democratico nella scelta delle azioni". Lo dice il Presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, commentando il Rapporto Italia 2018, giunto alla sua trentesima edizione.

"L'etica della convinzione- prosegue- si affida ad una fede, ad una mera visione di carattere messianico-religioso, interpretata da un capo carismatico, che non puo' essere messa in discussione se non attraverso un'eresia, con tutte le conseguenze del caso per l'eretico. Ovviamente, per dirla con Aron, non e' che l'etica della convinzione coincida con la mancanza di responsabilita' e l'etica della responsabilita' con la mancanza di convinzione. Ma vi e' una differenza incolmabile tra l'agire secondo la massima dell'etica della convinzione e l'agire secondo la massima dell'etica della responsabilita'".

Il rischio, sostiene Fara, "e' che, stabilendo come fondamentale una alternativa che diviene reale solo in casi estremi, ci si espone ad un duplice rischio: dare una specie di giustificazione da una parte ai falsi realisti che scartano con disprezzo i rimproveri dei moralisti, e dall'altra ai falsi idealisti che condannano senza discriminazione tutte le politiche perche' non si conformano al loro ideale e che finiscono col contribuire, coscientemente o no, alla distruzione dell'ordine esistente, a vantaggio dei rivoluzionari ciechi e dei tiranni", aggiunge.

Poi precisa sul termine “Sistema Paese”: "Continuare a parlare di 'Sistema Paese' è ormai improprio. Sarebbe più corretto parlare di Sistema e di Paese in maniera distinta. Il Sistema e`l'insieme delle reti e dei servizi pubblici e privati. Le strutture delle comunicazioni, i trasporti, la sanità, la scuola, la difesa, la giustizia, l'apparato burocratico-amministrativo centrale, regionale e periferico, le diverse autorità a livello territoriale e quindi la classe dirigente che lo amministra. Il Paese è fatto da noi: cittadini, utenti, consumatori, corpi intermedi, associazioni".

Le delusioni

Pochi italiani si dicono convinti che il Governo sia riuscito a mettere mano ai conti pubblici, risanandoli (18,7%, contro l'81,3. Male il versante economico, occupazionale, di sostegno alle famiglie e l'immigrazione. Più positivo il giudizio su contrasto a criminalità e terrorismo, sull'immagine dell'Italia all'estero anche attraverso il sostegno al Made in Italy.

Tra le attese non corrisposte, rilanciare i consumi e gestire la crisi immigrazione (per entrambe le voci il 24% circa dei giudizi positivi) la lotta alla disoccupazione (80% contro il 20%), offrire prospettive ai giovani (80% vs 20%), maggiori diritti per i cittadini (76,3% contro il 23,7%), garantire la coesione sociale e sostenere la natalità (77,2% vs 22,8% in entrambi i casi), la diminuzione della pressione fiscale (80,6% vs 19,4%) e portare a termine una buona riforma elettorale (79,5% vs 25,5%).

La fiducia

I valori molto elevati di consenso la Protezione civile (76,3%) e le Associazioni di volontariato (64,9%). Al non profit si aggiungono le forze di polizia e l’esercito mentre sul piano istituzionale si registrano piccoli aumenti anche in altri campi. Tra le altre Istituzioni, aumenta la fiducia per le associazioni degli imprenditori (dal 29,4% del 2017 al 41,1% del 2018), le confessioni religiose diverse da quella cattolica (dal 19,1% al 28%), la Pubblica amministrazione (dal 23% al 32,3%), i sindacati (dal 28,6% al 40,2%), il Sistema sanitario (dal 52,9% al 61,2%), i partiti (dalll'11,9% al 21,6%) e, in misura meno marcata, le associazioni di consumatori (+0,5%), la Chiesa cattolica (+2,4%), la Scuola (+2,6%); l'Universita' si attesta al 69,8%

L'ultima modifica Martedì, 30 Gennaio 2018 14:40
Redazione

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