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Lunedì, 23 Settembre 2019

CARCERI, SLITTA LA RIFORMA NEL CDM: LA DELUSIONE DI ANTIGONE In primo piano

Scritto da  Redazione Feb 22, 2018

Il decreto legislativo che modifica le norme sulla vita in carcere e l'ordinamento penitenziario, già esaminato dal Parlamento, a quanto si è appreso, è al momento in stand by e dovrebbe essere approvato dal prossimo Cdm. Il Consiglio dei ministri ha approvato invece in via preliminare tre decreti attuativi sulle carceri riguardanti minori, lavoro e giustizia riparativa.

"E' un lavoro in progress, lavoriamo con strumenti diversi con l'obiettivo innanzitutto che il sistema carcerario contribuisca a ridurre il tasso recidiva da parte di chi è condannato per reati", afferma il premier Paolo Gentiloni in una conferenza stampa, al termine del Cdm. 

"Siamo delusi”. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, non usa parafrasi per giudicare la decisione del Consiglio dei ministri tenutosi oggi e durante il quale è stato effettuato un esame preliminare di tre decreti relativi alla riforma penitenziaria, senza che venisse riportato in questa sede l'unico che aveva già effettuato anche i passaggi nelle Commissioni parlamentari competenti

“Speravamo che non vincessero la tattica e la preoccupazione elettorale. Oggi si è sprecata un'occasione storica per riformare le carceri italiane – continua Gonella - La legge che le governa risale al lontano 1975. Il Consiglio dei Ministri di stamattina poteva adeguarla alle esigenze del mondo attuale. Poteva allargare il campo delle misure alternative alla detenzione, la cui capacità di ridurre la recidiva e dunque di garantire maggiore sicurezza ai cittadini è ampiamente dimostrata. Poteva avvicinare la vita penitenziaria a quella esterna, come tutti gli organismi internazionali sui diritti umani raccomandano di fare. Poteva garantire una maggiore tutela del diritto alla salute fisica e psichica. Ha invece preferito farsi spaventare dall'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale piuttosto che pensare alla tutela dei diritti dei detenuti”.

“Ma la speranza – conclude - non è del tutto persa. Speriamo che anche dopo le elezioni le autorità vogliano portare a compimento una riforma storica. Il tempo tecnico c'è. I decreti - scritti da persone della massima competenza e supportati dagli Stati Generali dell'esecuzione penale - anche. Bisogna solamente avere la volontà politica di farlo".

Per l’approvazione della riforma dell’ordinamento penitenziario si era esposta anche Magistratura Democratica ieri in un lungo intervento del suo presidente nazionale.

L'ultima modifica Giovedì, 22 Febbraio 2018 16:08
Redazione

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