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Venerdì, 19 Luglio 2019

BOUYAGUI, DOPO LA PAURA L'ABBRACCIO DELLA COOPERAZIONE: "ESISTE UN'ITALIA CHE ACCOGLIE" In primo piano

Scritto da  Redazione Giu 26, 2018

“Siamo qui per portare a Konatè tutta la nostra solidarietà, sperando che contribuisca a dargli la forza e la serenità per continuare il suo impegno nella cooperativa Tobilì, ma anche per testimoniare che esiste un’altra Italia, un’Italia che mantiene una visione della società solidale e inclusiva, un’Italia che accoglie i migranti e li aiuta a inserirsi nella nostra società, con la formazione e percorsi professionalizzanti” Così il presidente di Legacoop Mauro Lusetti ha salutato all’inizio della Direzione nazionale Konaté Bouyagui, il ragazzo di 22 anni, profugo dal Mali, giovane cooperatore, vittima di un’aggressione nella notte tra giovedì e venerdì a Napoli. Mentre a mezzanotte rientrava dopo il lavoro da una macchina gli hanno sparato con un fucile a pallini, colpendolo all’addome e a un braccio. “Ero terrorizzato – ha raccontato – loro ridevano”.

Konate è uno dei cinque fondatori della startup cooperativa Tobilì, nata da Less Impresa Sociale, ente gestore del progetto Sprar di Napoli, e decollata grazie al sostegno di Coopfond attraverso un bando del progetto Coopstartup con Unicoop Tirreno. La cooperativa si occupa di catering etnico, e lo fa così bene che se ne è accorta anche la trasmissione di Sky “Masterchef” che nella scorsa edizione ha invitato come ospite proprio Bouyagui.

Bouyagui Konate era arrivato in Italia ancora minorenne, dal Mali. Qualche mese nel Centro per minori non accompagnati poi il riconoscimento della protezione internazionale, il permesso di soggiorno e l’avvio della cooperativa, insieme ad altri due rifugiati e due ragazzi di Napoli. Un’esperienza di successo, grazie al loro impegno, da cui è nato anche il ristorante multietnico Kikana, gestito insieme ad altri rifugiati e richiedenti asilo provenienti da diversi Paesi dell’Africa.

A chi gli ha chiesto se resterà in Italia, Konaté ha spiegato: “Sono spaventato. Una persona che scappa dalla guerra, che fugge dal suo Paese, che riesce a integrarsi in Italia e a fare un lavoro normale non può vivere nella paura. L’integrazione non è facile. Bisogna avere la voglia di farlo, ci vuole impegno e forza d’animo. Nella cooperativa ho trovato una famiglia, ho imparato a lavorare, mi ha insegnato tutto. E anche se io andassi via so che continuerà dopo di me, perché la cooperativa è di tutti i soci, di tutti quelli che ci lavorano”.

Scheda – La startup Tobilì

Tobilì è nata nel 2015, grazie al sostegno del bando Coopstartup Unicoop Tirreno, lanciato dal progetto di Coopfond in occasione dell’anniversario della fondazione della cooperativa di consumo. A darle vita cinque soci: tre giovani richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, provenienti da Turchia, Mali ed Armenia, accomunati dalla passione per la cucina; un professionista italiano esperto di gestione di attività di ristorazione; un’esperta di progettazione sociale.

Tobilì propone la cucina etnica come strumento di mediazione interculturale gestendo un laboratorio di preparazione di cibi etnici nel centro storico di Napoli, servizi di catering etnico, l’organizzazione di corsi di cucina per la preparazione di piatti tipici armeni, curdi/turchi, maliani e somali, lo svolgimento di iniziative di promozione del dialogo interculturale attraverso la tradizione culinaria di diversi Paesi. Per saperne di più: http://www.coopstartup.it/startup/tobili/

 

 

L'ultima modifica Martedì, 26 Giugno 2018 16:50
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