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Mercoledì, 21 Novembre 2018

Foto del rogo di domenica I luglio a San Vitaliano Foto del rogo di domenica I luglio a San Vitaliano

TORNA LA "GUERRA DEI FUOCHI": ALLARME IN CAMPANIA PER LA NUBE TOSSICA In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 02, 2018

Un fungo tossico dalla provincia di Napoli e visibile fino a Posillipo. Luglio inizia come era finito un anno fa: un mega rogo che ha sprigionato una nube nera e ha fatto scattare l’allarme tra sindaci e Medici per l’ambiente.

Nel caldo torrido della prima domenica di luglio brucia l’azienda Ecologia Bruscino a San Vitaliano che tratta rifiuti di vario tipo. Fiamme altissime hanno oscurato il cielo e dall’Isde - Medici per l'ambiente, con il suo referente Luigi Costanzo, è partito il primo appello alla popolazione: “non aprite finestre e condizionatori, restate a casa ed evitate luoghi pubblici”. Poco dopo sono arrivate le ordinanze dei comuni interessati, da San Vitaliano a Pomigliano fino alla provincia casertana, con il protocollo previsto dall’Arpac.

Lo scorso anno definimmo la lunga estate di roghi e incendi come “guerra dei fuochi”, una sorta di “strategia della tensione” che vedo veri e propri ecoterroristi che rispondono a logiche di business per il settore ambientale, dello smaltimento rifiuti e delle bonifiche.

I primi ad arrivare sul posto, insieme ai vigili del fuoco, sono stati come sempre i cittadini attivi che in questi anni sono state le uniche “sentinelle” per la difesa dell’ambiente come ha ricordato il ministro Sergio Costa che dice: “ è uno dei 300 roghi in 2 anni in tutta Italia, già ci siamo attivati per fare chiarezza ma ancora una volta ci sono cittadini chiusi in casa con la paura di respirare fumo tossico”. Anche il vicepremier Luigi Di Maio promette e denuncia: “adesso siamo al governo e la mia gente ha diritto di respirare, un numero impressionante di  roghi che non può essere causale”:

Le reazioni a questo grande rogo tossico arrivano anche dopo le critiche della Rete Stop Biocidio allo stralcio della questione “terra dei fuochi” all’ultimo Consiglio dei ministri: “Non ci vuole una grande finezza d'analisi politica per capire che, ancora una volta, il 'governo del cambiamento' è ostaggio del suo azionista di minoranza, la Lega di Matteo Salvini. Perché, in effetti, parlare di terra dei fuochi, di risanamento ambientale, di bonifiche, di messa in sicurezza del territorio vorrebbe dire parlare delle responsabilità politiche della devastazione ambientale. E la Lega, che oggi si presenta come il 'nuovo che avanza', era in realtà pienamente coinvolta nella perpretazione di questo scempio ordita anche con la complicità dei governi Berlusconi”.

Il numero di incendi che investono impianti di trattamento dei rifiuti da Nord a Sud sono stati indagati dal giornalista Nello Trocchia presente ieri sul posto. Trocchia, lo scorso 27 giugno, metteva in guardia durante il dibattito al festival Nuove Visioni prima della proiezione del film Veleno: “bisogna aggiornare la definizione ‘terra dei fucohi’ perché non è un’area geografica ma un modello economico che si fonda sulla depredazione di risorse pubbliche, la devastazione ambientale e il profitto per alcune imprese. E non bisogna più parlare di ecomafia ma di delitti di impresa, l’imprenditoria risparmia sui costi di smaltimento con il traffico illecito e anche attraverso i roghi sulla pelle dei cittadini”

Sulla vicenda interviene anche il senatore e geologo Franco Ortolani: “E’ aumentata l’attenzione verso l’inquinamento ambientale per cui si sta diffondendo la consapevolezza che il reato ambientale è un reato "prolungato" di tentato omicidio e tentata strage. In pratica un crimine contro l’umanità di oggi e di domani”.

Infine, Udicon Unione dei consumatori annuncia un esposto alla Procura della Repubblica: “è necessario comprendere sia dove stiano le responsabilità di quanto accaduto – dichiara il presidente nazionale Denis Nesci - sia quanto gravi siano le conseguenze di ciò che è successo”

L'ultima modifica Lunedì, 02 Luglio 2018 14:47
Giuseppe Manzo

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