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Giovedì, 22 Ottobre 2020

MILLE MORTI NEL MEDITERRANEO: IL 7 LUGLIO UNA MAGLIETTA ROSSA PER RESTARE UMANI In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 04, 2018

“Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo”.

Inizia così la lettera appello di Don Luigi Ciotti firmata anche da Francesca Chiavacci (Arci), Francesco Viviano (giornalista), Stefano Ciafani (Legambiente) e Carla Nespolo (Anpi) per sabato 7 luglio. Nell’ultimo naufragio di ieri sono morte 114 persone (91 uomini, 20 donne e 3 bambini). Venerdì a sei miglia dalle coste della Libia a perdere la vita sono stati in 104. Due nuove stragi del mare, 218 vittime nel giro di poche ore, che allungano tristemente la lista dei morti nel Mediterraneo. “Quest’anno il numero in percentuale delle vittime del mare è altissimo - spiega Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni) a Redattore sociale -.  Dall’inizio dell’anno se ne contano 1405 in tutto il Mediterraneo, ma la maggior parte di questi, ben 1068, è morto nella rotta del Mediterraneo centrale. Abbiamo quindi circa mille morti su 26.500 partenze totali: 16585 sono infatti le persone arrivate finora in Italia e circa 10mila quelle partite e riportate indietro dalla Guardia costiera libica. 

Il 7 luglio magliette rosse

“Di rosso – continua il testo - erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori. Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura”.

“L’Europa moderna non è questa – conclude l’appello - L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini”.Dalla c

Dalla cooperazione sociale arrivano le prime adesioni come Cadiai che invita soci e utenti dei servizi a indossare l'indumento rosso pubblicando un selfie sulla pagina facebook della cooperativa.  Anche il nostro giornale aderisce all’iniziativa e invita i suoi lettori a fare questo piccolo gesto di testimonianza

L'ultima modifica Mercoledì, 04 Luglio 2018 15:06
Giuseppe Manzo

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