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Lunedì, 22 Ottobre 2018

RAQQA: "VITTIME CIVILI SONO ERRORI". SCONTRO USA-AMNESTY INTERNATIONAL In primo piano

Scritto da  Redazione Lug 17, 2018

Le prove raccolte da Amnesty International sul campo contraddicono i dati forniti dalla Coalizione a guida Usa sul numero limitato di vittime civili nel corso della liberazione di Raqqa, la capitale del gruppo autoproclamatosi Stato islamico. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, commentando la reazione della Coalizione al suo rapporto del 5 giugno. Secondo le vaghe e inadeguate risposte ricevute, quasi tutte le denunce relative a vittime civili sarebbero "non credibili". Tuttavia, secondo i partner della Coalizione sul terreno, le "ampie perdite umane e materiali" di cui è accusata sarebbero dovute a "errori" e ad "attacchi aerei che non hanno raggiunto l'obiettivo".

La pletora di risposte della Coalizione alle conclusioni cui era giunta Amnesty International nel suo rapporto, circa le devastazioni causate dai bombardamenti aerei portati a termine su Raqqa lo scorso anno, mostra fino a che punto sia giunta la strategia di negare il vasto numero di civili uccisi o feriti dagli attacchi della Coalizione.

Dopo la pubblicazione del rapporto "Guerra di annichilimento", esponenti di primo piano della Coalizione e dei governi che ne fanno parte hanno fatto dichiarazioni sui social media, rilasciato interviste e persino tenuto interventi al parlamento britannico per smentire le conclusioni cui era giunta Amnesty International, ossia che diversi attacchi della Coalizione avessero ucciso e feriti civili in violazione del diritto internazionale umanitario.

"Le reazioni inginocchiate della Coalizione sono piene di retorica e scarse di dettagli. Ci dicono fino a che punto i governi che ne fanno parte abbiano negato di aver mancato di proteggere la popolazione civile finita in mezzo al conflitto di Raqqa", ha dichiarato Donatella Rovera, alta consulente per le risposte alle crisi di Amnesty International.

"Se la Coalizione non imparerà dagli errori commessi a Raqqa e ancora prima a Mosul, tenderà a ripeterli e i civili pagheranno ancora un prezzo devastante", ha commentato Rovera. La Coalizione afferma di essere stata "trasparente" e di aver posto in essere "meticolose procedure" per fare il possibile onde evitare vittime civili. Ma non è riuscita a dimostrare che ciò fosse vero.

Il rapporto mensile della Coalizione sulle vittime civili in Iraq e Siria si basa su descrizioni vaghe e definisce come "non credibili" la maggior parte delle denunce. La Coalizione ha riconosciuto solo 23 morti civili a seguito degli oltre 30.000 colpi di artiglieria e delle numerose migliaia di attacchi aerei lanciati su Raqqa durante la campagna militare durata quatto mesi, da giugno a ottobre del 2017, che ha lasciato la città in rovina. Questo numero non è né accurato, né credibile, né serio.  

L'unico partner sul terreno della Coalizione, le Forze siriane di difesa a guida curda, hanno mostrato di avere un approccio decisamente differente rispetto a quanto accaduto durante l'offensiva militare di Raqqa. Alla fine del giugno 2018, hanno scritto ad Amnesty International citando "ampie perdite umane e materiali" dovute a "errori" e ad "attacchi aerei che non hanno raggiunto l'obiettivo".

Amnesty International ha trascorso settimane a Raqqa conducendo indagini sul terreno - cosa che la Coalizione non ha fatto - e concludendo senza ombra di dubbio che l'offensiva militare della Coalizione ha causato centinaia di morti e migliaia di feriti tra la popolazione civile.

In soli quattro casi approfonditi da Amnesty International, gli attacchi aerei della Coalizione hanno ucciso 70 civili, per lo più donne e bambini, 39 dei quali appartenenti a una singola famiglia. Il numero artificiosamente basso di vittime civili riconosciuti dalla Coalizione è in parte frutto di procedure d'indagine inadeguate che non hanno neanche fatto ricorso a indagini sul terreno.

"Fare ricerche sul campo e intervistare sopravvissuti e testimoni sono elementi cruciali di ogni indagine. In loro assenza, le conclusioni cui è giunta la Coalizione sono semplicemente prive di credibilità", ha dichiarato Benjamin Walsby, ricercatore di Amnesty International sul Medio Oriente.

"Sia i luoghi bombardati che i sopravvissuti e i testimoni sono facilmente accessibili, dato che ora Raqqa e Mosul sono sotto il controllo della Coalizione. I responsabili della Coalizione e i leader politici occidentali hanno viaggiato di recente nelle due città e dunque non c'è alcun motivo per cui non siano state svolte indagini degne di questo nome, come previsto peraltro dalla metodologia della Coalizione", ha proseguito Walsby.

Dall'inizio del 2017 Amnesty International ha svolto numerosi incontri con rappresentanti della Coalizione, scritto ripetutamente a funzionari della Difesa di Usa, Regno Unito e Francia e pubblicato quatto rapporti sulle vittime civili causate dalle operazioni militari della Coalizione a Mosul e Raqqa. In tutto questo periodo, la Coalizione non ha replicato alle richieste di ulteriori informazioni o ha cercato di negare le conclusioni di Amnesty International.

Di tanto in tanto, la Coalizione e alcuni suoi membri hanno ammesso di aver fatto vittime civili dopo che Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani avevano denunciato casi specifici. Alla fine di giugno del 2018 la Coalizione ha annunciato che, alla luce delle nuove prove fornite da Amnesty International, avrebbe ripreso in esame quattro casi precedentemente chiusi ed esaminato un nuovo caso.

"I virulenti dinieghi che abbiamo visto e ascoltato da parte di rappresentanti della Coalizione sono contraddetti dalla realtà vissuta da centinaia di civili che abbiamo incontrato a Raqqa e Mosul. Sono persino contraddetti dai loro partner sul terreno", ha sottolineato Rovera.

 

"Chiediamo alla Coalizione di rispettare i suoi stessi standard sull'analisi delle vittime civili nei conflitti, di indagare sulle denunce di violazioni e di offrire risarcimenti alle vittime degli attacchi e alle loro famiglie. Nutriamo molta speranza che l'annuncio di esaminare le nostre conclusioni possa rappresentare il primo passo in quella direzione", ha concluso Rovera.

 

L'ultima modifica Martedì, 17 Luglio 2018 15:08
Redazione

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