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Lunedì, 19 Novembre 2018

SONDAGGIO/ REGREDITA E CHIUSA AI MIGRANTI, L'ITALIA RIPARTE DAI DIRITTI CIVILI E DALL'AMBIENTE In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 11, 2018

Change, cambiamento. Una parola che fa fatica ad avanzare nel nostro Paese. Fa rima con innovazione che invece trova pochi alleati nel senso comune. Gli italiani si vedono regrediti, chiusi ed esclusi. Questa è la sintesi della rilevazione Swg PoliticApp.

Per il 72% dei cittadini l’Italia sta regredendo, solo per il 28 è in atto una modernizzazione. A questo dato si aggiunge il senso di esclusione per il 68%. In entrambi i casi si nota una forbice che si allarga in negativo negli ultimi 20 anni: a fine anni ’90 si era quasi al 50%, con una risalita nel 2005 che ha poi portato verso un vero crollo ad oggi.

La conseguenza inevitabile è il sentimento di chiusura verso i migranti. Dopo il 2005 il trend è salito vertiginosamente fino al 65% degli italiani che non vogliono accogliere. Legato a questa chiusura è il netto calo di fiducia verso l’Europa: solo il 37% dei cittadini ripone un sentimento positivo per Bruxelles.

A fare da contraltare di fronte a questo senso comune negativo e chiuso, però, ci sono due sentimenti “caldi”. Il primo riguarda la difesa dell’ambiente. Per il 76% lo sviluppo economico deve passare per la tutela del territorio: trend cresciuto soprattutto negli ultimi 10 anni. Altro sentiment “positivo” riguarda i diritti civili. Il 67% degli italiani apre in modo favorevole a convivenza, omosessualità, legalizzazione delle droghe leggere, eutanasia e aborto.

Partendo da questi ultimi dati sembra quasi indecifrabile il consolidamento di consensi per la Lega Nord (32,1%) che, in tema di ambiente e diritti civili, non è assolutamente in linea con questo trend. Paga, invece, la campagna anti-migranti che arriva alla pancia di quei sentimenti di regressione e chiusura.

Siamo di fronte a una fase che apparentemente sembra bipolare. La chiusura e la mancanza di fiducia, paradossalmente, riversano nella libertà della persona e del suo ambiente i pilastri da cui ripartire. In attesa di una visione e di una nuova identità culturale che non passi per l’odio razziale e la paura.

L'ultima modifica Martedì, 11 Settembre 2018 13:52
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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