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Giovedì, 13 Dicembre 2018

#FERMATEPILLON, LA MOBILITAZIONE: PUNTO PER PUNTO LE RAGIONI DI CHI DICE NO In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 09, 2018

Il disegno di legge proposto dal Senatore Pillon sulla revisione delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori “ci porta indietro di 50 anni e trasforma le vite degli ex coniugi e dei loro figli/e in un percorso a ostacoli”. Così inizia l’appello delle organizzazioni che spiegano punto per punto le loro critiche al decreto in vista della manifestazione del 10 novembre.

“A parole vorrebbe conciliare i loro problemi – scrivono - ma di fatto crea maggiori contrasti, imponendo regole che stravolgerebbero la vita proprio di quei figli che vorrebbe tutelare. L’iniziativa legislativa mira, infatti, a ristabilire il controllo pubblico sui rapporti familiari e nelle relazioni attraverso interventi disciplinari, con una compressione inaccettabile dell’autonomia personale dei/delle singoli/e”.

Punto per punto: no alla mediazione obbligatoria

“Perché la mediazione ha come presupposto la scelta volontaria delle parti e relazioni simmetriche non segnate dalla violenza. Nella proposta Pillon, l’obbligo di mediazione viola apertamente il divieto previsto dall’art. 48 della Convenzione di Istanbul, mette in pericolo le donne che fuggono dal partner violento, oltre a generare uno squilibrio tra chi può permettersi questa spesa e chi non può perché non è previsto il patrocinio per i meno abbienti”.

No all’imposizione di tempi paritari e alla doppia domiciliazione/residenza dei minori

“Comportano la divisione a metà dei figli/e considerati alla stregua di beni materiali. Il principio della bigenitorialità, così applicato, lede il diritto dei minori alla stabilità, alla continuità, e all’espressione delle loro esigenze e volontà, riportando la genitorialità al concetto della potestà sui figli anziché a quello della responsabilità, già acquisito in sede europea e italiana come principio del rapporto genitori/figli”.

No al mantenimento diretto

“Perché presuppone l’assenza di differenze economiche di genere e di disparità per le donne nell’acceso alle risorse, nella presenza e permanenza sul mercato del lavoro, nei livelli salariali e nello sviluppo della carriera.   Cancellare l’assegno di mantenimento a favore dei figli dà per scontato che ciascun genitore sia nella condizione di dare al figlio pari tenore di vita. Ciò nella maggioranza dei casi non è vero, come i dati Istat confermano. La disparità di capacità economiche dei genitori comporterà una disparità di trattamento dei figli quando saranno con l’uno o l’altro genitore”.

No al piano genitoriale

“Perché incrementa le ragioni di scontro tra i genitori e pretende di fissare norme di vita con conseguenti potenziali complicazioni nella gestione ordinaria della vita dei minori. Non si possono stabilire in via preventiva quali saranno le esigenze dei figli, che devono anche essere differenziate in base alla loro età e crescita. Il minore con il Ddl Pillon diventa oggetto e non soggetto di diritto”.

No all’introduzione del concetto di alienazione parentale

“Proposto dal Ddl che presuppone esservi manipolazione di un genitore in caso di manifesto rifiuto dei figli di vedere l’altro genitore, con la previsione di invertire il domicilio collocando il figlio proprio presso il genitore che rifiuta. E conseguente previsione di sanzioni a carico dell’altro che limitano o sospendono la sua responsabilità genitoriale. Si contrasta così la possibilità per il minore di esprimere il suo rifiuto, avversione o sentimento di disagio verso il genitore che si verifichi essere inadeguato o che lo abbia esposto a situazioni di violenza assistita”.

Per questo saranno in piazza in tante città del paese il 10 novembre per una mobilitazione generale che coinvolge donne e uomini della società civile, del mondo dell’associazionismo e del terzo settore, ordini professionali e sindacati, “tutti i cittadini che ritengono urgente in questa complessa fase politica ripristinare la piena agibilità democratica e contrastare la crescente negazione dei diritti e delle libertà a partire dalla libertà delle donne”.

Promuovono la mobilitazione:

D.i.Re Donne in rete contro la violenza

Udi Unione donne in Italia

Telefono Rosa

Maschile Plurale

CAM Centro di ascolto uomini maltrattanti

CGIL Confederazione generale italiana del lavoro

UIL Unione italiana del lavoro

Rebel Network

NUDM Non una di meno

CISMAI Coordinamento italiano servizi maltrattamento all’infanzia

ARCI

Rete Relive

Educare alle Differenze

BeFree

Federico nel Cuore

Movimento per l’Infanzia

Le Nove

Terre des hommes

Associazione Manden

 

L'ultima modifica Martedì, 09 Ottobre 2018 11:29
Redazione

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