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Sabato, 17 Novembre 2018

OFFENSIVA CONTRO IL MODELLO RIACE TRA SMENTITE E CORO DI PROTESTE In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 15, 2018

Un polverone politico e sociale che apre nuove tensioni sul tema migranti. Questa è la conseguenza dell’annuncio del Viminale di porre fine al modello Riace dopo i discussi arresti domiciliari per il sindaco Mimmo Lucano. A gettare acqua sul fuoco, però, è lo stesso ministero. "Non ci sara' alcuna deportazione da Riace". Cosi' ai microfoni del Gr1 Rai Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale dello Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati, in merito alle notizie di possibili trasferimenti dei migranti che vivono a Riace, dopo la chiusura del progetto di integrazione su disposizione del Ministero dell'Interno.

"I rifugiati, ma anche i richiedenti asilo non sono detenuti", aggiunge la direttrice, "le persone che sono in accoglienza possono proseguire il progetto di integrazione in un altro progetto Sprar e noi, operativamente, cerchiamo di individuare altri posti che siano adeguati alle richieste del rifugiato, tenendo in considerazione, ad esempio, il nucleo familiare", spiega ancora la Di Capua, sottolineando che il trasferimento viene proposto e non imposto ai migranti. "I richiedenti asilo e i rifugiati sono liberi di stare dove vogliono, possono affittare una casa, possono lavorare; se non sono in grado, stanno nei centri per richiedenti asilo", conclude la Di Capua

Associazioni, giuristi e sindacati: un coro di indignazione

“Non sarà una circolare del Ministero dell'Interno italiano a fermare un'esperienza di civiltà, di umanità, di solidarietà, di rispetto delle persone”. A dirlo è l’associazione Giuristi Democratici. “La circolare del Ministero dell'Interno – scrivono i giuristi democratici -vuole distruggere uno dei rari esempi, se non l'unico, di convivenza civile che sia stato costruito in Italia, grazie al Sindaco e alla Giunta comunale di Riace. La volontà, partita da un vertice e pedissequamente eseguita dagli ufficio burocratici del ministero, è chiara a tutti”.

“Non di sola disobbedienza civile si deve ora parlare. Ma di determinato rispetto della Costituzione repubblicana. Che dai soggetti che dovrebbero rappresentare le Istituzioni e che oggi occupano i loro vertici, non è considerato il primo dei loro doveri. E su questa Costituzione questi stessi soggetti hanno giurato prima di prestare la loro funzione. Da parte nostra, possiamo garantire che tutti gli strumenti giuridici verranno apprestati per impedire l'esecuzione di questa circolare”, aggiunge l’associazione.

"La scelta di trasferire i migranti ospiti nello Sprar di Riace presso altre strutture lo riteniamo un grave errore. Attraverso una circolare, il Ministero dell'Interno ha disposto il trasferimento di quella che e' a tutti gli effetti una comunita' e che a questo punto produrra' effetti terribili per gli uomini e le donne che hanno trovato un approdo sicuro in quei luoghi". Cosi' una nota di Cgil, Cisl e Uil. "Un conto- continuano i sindacati- e' chiedere ed avere rendicontazioni e giustificativi sull'utilizzo delle risorse e trasparenza su tutti gli atti amministrativi da parte dell'amministrazione comunale, altra cosa e' smantellare il "modello Riace", simbolo di accoglienza diffusa che ha rianimato un paese morente e promosso processi di integrazione che hanno favorito la serena convivenza tra culture ed etnie diverse, rendendola un fattore di sviluppo oltre che un valore, un'esperienza importante di accoglienza per persone che scappavano via da guerre, violenze e persecuzioni. Si attacca Riace per colpire tutto il modello Sprar. Un'azione di questo tipo rappresenta una lesione dei diritti umani.

Marco De Ponte, segretario generale ActionAid dal Festival della Partecipazione dell'Aquila, chiede un "cambio di rotta" in materia di sicurezza, a nome di tanti che lavorano ogni giorno per l'accogllienza. "Negli stessi giorni in cui il Governo mette fuori legge il modello Riace e dell’arrivo in Senato del disegno di legge su Sicurezza e Immigrazione - ha riferito - noi abbiamo messo insieme la società civile, rappresentanti istituzionali di maggioranza e opposizione, richiedenti protezione internazionale e abbiamo discusso di accoglienza e di migrazioni; delle buone pratiche e dei rischi che derivano dal nuovo Decreto Sicurezza. E'emersa una richiesta forte e chiara da parte di chi lavora tutti i giorni nel sistema accoglienza, di chi si occupa di ricerca, degli studenti, dagli attivisti e delle persone che sono ospiti negli Sprar, perché il decreto immigrazione e sicurezza venga cambiato. Devono essere affrontati i temi dei flussi regolari e dei corridoi umanitari e deve essere introdotta la reversibilità della protezione, senza la quale migliaia di persone diventerebbero irregolari nel giro di poco tempo, generando ancora più esclusione e marginalità".

"La scelta del Ministero dell'Interno di 'chiudere' l'esperienza di Riace non ha nulla a che vedere con le irregolarità contestate al sindaco Mimmo Lucano, che saranno verificate in sede giudiziaria. É piuttosto una scelta politica che mira a distruggere la testimonianza concreta del fatto che la migrazione può essere vissuta come un'opportunità, che può portare sviluppo, crescita e qualità della vita ai territori interessati" ha dichiarato Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia.  

"Il desiderio è di cancellare quello che funziona e che, proprio per questo, contrasta con una rappresentazione della realtà per cui la migrazione sarebbe soltanto fonte di problemi e disagi per gli italiani. Una rappresentazione funzionale a certa propaganda politica ma lontana dalla verità" ha aggiunto Rufini.

"La preoccupazione è che la 'chiusura' faccia ritornare Riace alla sua condizione precedente di paese in pericolo d'estinzione in quanto abitato prevalentemente da persone anziane e che costringa centinaia di italiani che a Riace sono tornati o che vi si sono stabiliti negli ultimi anni alla più classica delle vie di fuga dalla marginalità: l'emigrazione" ha concluso Rufini.

 

(Fonti: Dire/Redattore Sociale)

L'ultima modifica Lunedì, 15 Ottobre 2018 16:07
Redazione

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