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Sabato, 17 Novembre 2018

Foto Baobab Foto Baobab

ROMA, ECCO IL MURO DI 3 METRI PER SEPARARE BAOBAB: "APARTHEID" In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 19, 2018

Nuove barriere di cemento armato e una rete di oltre 3 metri. È ciò che oggi si vede passando per il presidio di Piazzale Maslax dove ci sono i rifugiati di Baobab Experience.  A denunciarlo sono gli stessi volontari sulla pagina facebook: “ci stanno chiudendo in gabbia, qualcosa a metà tra un campo di concentramento e una nuova frontiera. Ci stanno impedendo così di entrare con le auto, di portare agevolmente acqua e pasti, di effettuare assistenza sanitaria lontano dalla strada, di far entrare mezzi di soccorso, se necessario”.

I volontari affermano di non aver avuto comunicazioni ufficiali: “i nostri unici interlocutori sono gli operai della ditta appaltatrice. Cosa accadrà una volta che anche l'ultimo piccolo accesso sarà sbarrato da un cancello elettrico? Saremo sotto sequestro? Saremo prigionieri? Nessuno, nemmeno Ferrovie dello Stato (proprietaria dello spazio in cui sorge il presidio umanitario informale) che non ha risposto a nessuna richiesta di confronto, anche quando domandata dalle istituzioni locali”.

Una prima ipotesi riguarda il comitato per l'ordine e la sicurezza metropolitano che si è riunito ieri. L'argomento al centro della riunione è stato “Scattare la fotografia della situazione dell'area della stazione Tiburtina sul fronte della sicurezza”.

“A quanto pare, il delegato alla sicurezza della Sindaca di Roma, Marco Cardilli – scrive Baobab - oltre a scattare questa foto immaginaria ha anche rivendicato il fatto che il Comune abbia un “info-point” per i migranti alla stazione Tiburtina, mentre aggiornava il Prefetto sulla situazione”.

E concludono: “vorremmo ricordare che abbiamo cercato in ogni modo di compiere il nostro dovere di cittadini portando sostegno a chi non aveva nulla e che comunque sarebbe arrivato qui, tra edifici abbandonati e allo sfacelo, su questo pezzo di asfalto, confine estremo e dimenticato della città. Vorremmo scriverlo a lettere cubitali su questa muraglia di cemento e acciaio: la sicurezza fatta di cancellate senza la tutela dei diritti degli ultimi non è libertà, è apartheid”.

 

L'ultima modifica Venerdì, 19 Ottobre 2018 16:34
Redazione

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