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Domenica, 18 Novembre 2018

DECRETO SICUREZZA, LE REAZIONI DI ASSOCIAZIONI E ANCI: "ORA AVREMO IRREGOLARITÀ E LAVORO NERO" In primo piano

Scritto da  Angelica Spampinato Nov 08, 2018

"Il decreto comporta serie implicazioni per il diritto alla salute, sia rispetto alla possibilità di accedere pienamente al SSN, sia rispetto alle condizioni sociali che concorrono a determinare la salute fisica e mentale delle persone", è quanto si legge da una nota stampa del Tavolo Asilo Azionale in merito al decreto legge Salvini approvato ieri in Senato.

"In primo luogo- continua la nota- siamo preoccupati del passaggio dal permesso di soggiorno per motivi umanitari (pensato come clausola generale dalla precedente disciplina) ad un ristretto numero di permessi di soggiorno per "casi speciali", che rischia di far cadere in una condizione di irregolarità le circa 140.000 persone titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, tra cui anche neomaggiorenni, esponendoli al rischio di povertà estrema, di marginalità e di devianza. Dei casi speciali, ci preoccupa che tali permessi di soggiorno siano configurati come autorizzazioni precarie, quasi sempre non rinnovabili e non convertibili, ad esempio, in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Questo significa che, dopo il primo anno di applicazione della nuova disciplina, si produrrà irregolarità e lavoro nero. Si va dunque generando, in nome della sicurezza, un inasprimento della disciplina del soggiorno che aumenterà l'illegalità, renderà più fragile la coesione sociale, renderà più difficile per le imprese reperire legalmente mano d'opera giovane e motivata, ad esclusivo vantaggio degli imprenditori disonesti e della criminalità organizzata. Il sistema di accoglienza pubblico Sprar viene sacrificato a favore dell’accoglienza straordinaria (CAS), che presenta standard di qualità oggettivamente inferiori a quelli dello SPRAR. Si diffondono così inoltre grandi centri d’accoglienza collettivi".

"Il decreto comporta serie implicazioni per il diritto alla salute- dichiarano le associazioni- sia rispetto alla possibilità di accedere pienamente al SSN, sia rispetto alle condizioni sociali che concorrono a determinare la salute fisica e mentale delle persone. Appare inoltre di estrema gravità lasciare che i bambini che arrivano in Italia con la propria famiglia rimangano senza una presa in caricoimmediata e un’accoglienza dedicata. Siamo invece convinti che non possa esservi davvero sicurezza senza la consapevolezza che, di fronte all’assenza di flussi di ingresso regolare e a un drastico calo degli sbarchi, occorre favorire al massimo l’integrazione e non avventurarsi in norme che rischiano di allargare l’irregolarità. Il Tavolo Asilo guarda dunque con grande preoccupazione al mancato senso di responsabilità istituzionale nelle politiche sull'immigrazione. In particolare consideriamo inutile e sbagliato impegnare risorse per l’allungamento della detenzione amministrativa degli stranieri, provvedimento che in passato ha già dimostrato di essere inefficace. Nel contempo le politiche di promozione dell'integrazione vengono sacrificate, sottraendo risorse umane e finanziarie. Per la stessa protezione internazionale sono previste procedure basate solo sulla celerità, che riducono lo spazio del diritto d’asilo, senza garantire un giusto procedimento e in molti casi senza nemmeno consentire l'ingresso del richiedente asilo sul territorio nazionale. Ci preoccupa anche l’aumento delle pene detentive motivate solo dalla irregolarità del soggiorno per coloro che sono stati respinti od espulsi. Infine ci preoccupa la grave involuzione di civiltà giuridica rispetto alle procedure per l'acquisto della cittadinanza. Appare infatti fortemente discriminatoria la decisione di determinare in ben 48 mesi il termine per la definizione delle domande di cittadinanza da parte di persone residenti in Italia già da molti anni".

"Purtroppo, con la votazione della fiducia, nessun dibattito in aula è stato possibile al Senato. Tuttavia continuiamo a sostenere che per il bene del Paese e la sicurezza di tutti non conviene aumentare l’irregolarità ma rafforzare i percorsi di integrazione", conclude la nota firmata da A Buon Diritto, Acli, Action Aid, Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Avvocato di Strada, Casa dei Diritti Sociali. Centro Astalli, Cir, Cnca, Comunità di S. Egidio, Emergency, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Intersos, Medici Senza Frontiere, Medici per i Diritti Umani, Mèdicine du Monde Missione Italia, Oxfam Italia, Save the Children Italia e Senza Confine.

Per il prefetto Mario Morcone, direttore del Centro Italiano Rifugiati (Cir) il decreto: "non raggiungerà in nessun modo l’obiettivo che il legislatore si è posto: cioè più sicurezza nel nostro Paese. L’abolizione della protezione umanitaria creerà migliaia di irregolari che non potranno essere rimpatriati, se non in modo molto limitato. Lo smantellamento dello Sprar determinerà nuove forme di marginalità, derive di esclusione sociale che inevitabilmente renderanno più fragili le persone che arriveranno in Italia enfatizzando il rischio di conflitti e rendendoli permeabili a percorsi di radicalizzazione”. 

Molto aspre anche le critiche di Arci: "Una delle pagine più buie della storia repubblicana. Il fatto che avvenga nell’anniversario dell’emanazione delle leggi razziali (1938 – 2018) e abbia contenuti esplicitamente razzisti e discriminatori lascia davvero attoniti di fronte ad un Paese ed una classe politica che non sembra aver imparato nulla dalla sua storia".

Per l’Arci si tratta di un vero e proprio “manifesto culturale propagandistico di matrice leghista, al quale gli alleati 5 Stelle si sono completamente adeguati, un provvedimento che trasuda cattiveria e che rappresenta un veleno micidiale per la nostra società Nel passaggio in Commissione Affari Costituzionali il testo ha subito modifiche, proposte dal relatore leghista e dal governo, che ne hanno peggiorato pesantemente l’impianto già anti costituzionale. Il diritto d’asilo rischia di essere azzerato perché ogni richiedente asilo che arriva nel nostro Paese potrà essere accusato di presentare una domanda manifestamente infondata e quindi sottoposto a espulsione"

"La cancellazione del titolo di soggiorno per ragioni umanitari- spiega Arci- produrrà irregolarità, disagio  e conflitti. L’accoglienza dei richiedenti asilo, ossia di persone che nella quasi totalità dei casi hanno subito torture e violenze, viene relegata dentro la logica del confinamento, con l’idea dei “campi”: grandi strutture private con nessun rapporto con le comunità locali e l’amministrazione pubblica, con un approccio totalmente assistenziale (alla faccia dei profughi che sfruttano la “generosità italiana”) e con regole che attraggono soggetti profit, senza alcuna attenzione alle persone e al territorio. Un provvedimento che  verrà certamente censurato in gran parte dalla Corte Costituzionale e che otterrà palesemente l’effetto opposto a quello dichiarato".

Il Centro Astalli esprime invece "seria preoccupazione per il trattamento riservato alle persone migranti e richiedenti asilo in Italia nelle ultime settimane". "Ci pare importante ribadire che i diritti umani e civili ineriscono la persona e non il cittadino e che in quanto tali non sono soggetti a deroghe o violazioni- spiega l'associazione- anche se disposte da chi ha responsabilità di governo. La detenzione in Italia è regolata da norme chiare. In nessun caso si possono discrezionalmente stabilire misure restrittive per i migranti per il solo fatto di trovarsi sul territorio italiano.Ci pare particolarmente grave il clima generale di odio e di conflittualità che cresce a causa della criminalizzazione di uomini e donne che arrivano in Europa in cerca di una vita migliore. Reputiamo ancor più grave che rappresentanti istituzionali possano abbandonarsi a dichiarazioni ad effetto, che possono lasciare intendere una messa in discussione dei principi costituzionali e delle convenzioni internazionali alla base del nostro sistema democratico.

"Alla luce degli ultimi sviluppi relativi al caso dei migranti della nave Diciotti, il Centro Astalli chiede il rispetto della persona e dei diritti umani sempre e in ogni circostanza e invita il mondo politico e della comunicazione a non alimentare paure e tensioni sociali che ci rendono tutti più insicuri e per questo più influenzabili", concludono.

Parole di fuoco anche da Don Luigi Ciotti: "Ci sono frangenti della storia in cui il silenzio e l’inerzia diventano complici del male. Questo è uno di quelli. Le conseguenze della crisi economica si stanno manifestando come crisi di civiltà. Sulla paura e il disorientamento della gente soffia il vento della propaganda. Demagoghi scaltri e senza scrupoli si ergono a paladini del “popolo” e della “nazione” e acquistano di giorno in giorno consenso, additando nemici di comodo: erano le democrazie e gli ebrei al tempo del fascismo, oggi sono l’Europa e i migranti".

"Abbiamo colto questa prima occasione di confronto politico con il Ministero per rappresentare tutta la preoccupazione dei sindaci rispetto alle ricadute negative in termini di costi sociali che il decreto immigrazione rischia di avere sui territori”. Così Matteo Biffoni, delegato Anci all’Immigrazione e sindaco di Prato, commenta l’insediamento, avvenuto stamani al Viminale, del tavolo nazionale di coordinamento, presieduto dal sottosegretario Molteni.

"Prendiamo atto della disponibilità di collaborazione più volte ribadita stamattina dal sottosegretario Molteni e ci aspettiamo che a questa importante apertura seguano fatti concreti. Abbiamo chiesto, in particolare, di riconsiderare con attenzione gli emendamenti proposti dall’Anci, che potrebbero evitare tanti problemi, non solo ai sindaci ma anche ai prefetti e quindi allo stesso Ministero. In particolare quelli principali sono: prevedere sempre l’assenso del sindaco per l’apertura di strutture di accoglienza, per evitare che le scelte di collocamento delle strutture seguano logiche diverse dalla sostenibilità territoriale; mantenere nello Sprar i richiedenti asilo vulnerabili e i nuclei familiari con minori, perché i costi sociali ed assistenziali non ricadano tutti sui sistemi di welfare territoriale. Sono proposte concrete, operative, che permetterebbero di alleggerire il decreto dei suoi aspetti critici più evidenti. Non si mette in discussione l’impostazione complessiva, la responsabilità politica è del Governo. Ad Anci interessa evitare che vengano fatti errori che ricadano su Comuni e comunità residenti. Su questo la nostra collaborazione è piena. Abbiamo anche evidenziato la nostra preoccupazione in merito ai possibili, ingentissimi, tagli al sistema dell’accoglienza, ed in particolare al Fondo minori e al fondo che finanzia lo Sprar. Se verranno confermate le previsioni che abbiamo potuto leggere nello schema di legge di bilancio, vuol dire che, al di là di ogni diversa dichiarazione, lo Sprar va sostanzialmente a chiudere, essendo le risorse di molto inferiori anche alla potenziale platea di beneficiari previste dall’attuale testo del decreto. L’azione di governo non può essere incisiva e calata nella realtà senza l’ascolto attento dei territori. Noi ci siamo", conclude il delegato.

 

 

L'ultima modifica Giovedì, 08 Novembre 2018 11:28
Angelica Spampinato

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