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Venerdì, 14 Dicembre 2018

DECRETO PILLON: DOMANI 60 CITTÀ IN PIAZZA CONTRO LA PROPOSTA CHE DIVIDE ANCHE IL GOVERNO In primo piano

Scritto da  Redazione Nov 09, 2018

Tocca tutte le regioni, dal Nord al Sud dell’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, con sit in, cortei, incontri pubblici e presidi in oltre 60 città, la mobilitazione contro il disegno di legge Pillon su separazione e affido, mentre la petizione lanciata su Change.org da D.i.Re  ha raggiunto quasi le 100.000 firme.

Una mobilitazione imponente, che vede fianco a fianco centri antiviolenza e organizzazioni sindacali, associazioni di donne e del terzo settore, movimenti quali Non una di meno, associazioni professionali, comitati cittadini formatasi ad hoc e associazioni che si occupano di infanzia. Tutti/e uniti/e nel chiedere il ritiro del Disegno di legge Pillon e degli altri 3 disegni di legge sulla stessa materia attualmente in discussione al Senato, che rischiano di trasformare la separazione e l’affido in un campo di battaglia permanente.

A Roma l’appuntamento è in Piazza Madonna di Loreto sabato 10 novembre alle ore 11 che nelpaese.it seguirà in tempo reale sui social e con una successiva cronaca della giornata. 

Con D.i.Re Donne in rete contro la violenza, la rete nazionale dei centri antiviolenza, si sono mobilitati UDI Unione donne in Italia, Fondazione Pangea, Associazione nazionale volontarie Telefono Rosa, Maschile Plurale, CGIL, CAM Centro di ascolto uomini maltrattanti, UIL, Casa Internazionale delle donne, Rebel Network, il movimento Non una di meno, CISMAI Coordinamento italiano servizi maltrattamento all’infanzia, ARCI e Arcidonna nazionale, Arcigay, Rete Relive, Educare alle Differenze, BeFree, Fondazione Federico nel Cuore, il Movimento per l’Infanzia, Le Nove, Terre des hommes, Associazione Manden, CNCA Coordinamento nazionale comunità d’accoglienza, Rete per la parità, Associazione Parte Civile, DonnaChiamaDonna, One Billion Rising, Futura, UDU Unione degli universitari, LAIGA
Libera associazione italiana ginecologi per l’applicazione della L. 194, Palermo Pride, e tante altre realtà, che in taluni casi hanno dato vita a livello territoriale a un Comitato No Pillon.

Il decreto che divide il governo

Una proposta avversata da più parti ma anche all'interno delle stesse istituzioni, contro il disegno di legge del senatore leghista Simone Pillon sull'affido condiviso. Testo che prevede l'affidamento condiviso dei figli nelle coppie separate e l'azzeramento dell'assegno di mantenimento: "così non va" ha detto in un'intervista a 'Elle' settimanale, il vicepremier e leader di M5S Luigi Di Maio spiegando che "questa legge non è nei programmi di approvazione dei prossimi mesi".

Al ministro Di Maio risponde Arcigay che aderisce alla mobilitazione "Con convinzione - spiega il segretario nazionale - domani scenderemo nelle piazze assieme alle associazioni che hanno organizzato la protesta contro lo sciagurato ddl Pillon sull'affido condiviso. Al contrario di quanto sostiene il vicepremier Di Maio, non c'è modifica che possa rendere quel testo accettabile: la  proposta è espressione di una cultura misogina, classista e omofoba e va assolutamente ritirata. Essa è il tentativo di una destra reazionaria di impedire il divorzio e di colpire i diritti delle donne e in particolare delle madri. Non solo: il provvedimento svuota il ruolo dei giudici e regolamenta a priori questioni che calate nelle realtà sono piene di distinguo e differenze che non possono e non devono essere ignorate. Come non può essere ignorata la violenza maschile sulle donne, fenomeno allarmante nel nostro Paese e rispetto al quale il ddl Pillon interviene in maniera scellerata, esponendo le donne ancora di più ai loro aguzzini. Infine, non possiamo non osservare che la reiterazione nel testo dei termini "madre" e "padre" ci fa fare un enorme passo indietro, riportando la genitorialità nell'ambito esclusivo della coppia eterosessuale e cancellando la realtà, prima ancora della possibilità, delle famiglie omogenitoriali. Quel testo, insomma, è una sciagura e in quanto tale va assolutamente ritirato”.

L'ultima modifica Venerdì, 09 Novembre 2018 12:03
Redazione

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