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Mercoledì, 12 Dicembre 2018

VIOLENZA SULLE DONNE, DOSSIER D.I.RE: 2 SU 3 VITTIMA DEL PROPRIO PARTNER In primo piano

Scritto da  Angelica Spampinato Nov 15, 2018

Dati positivi e negativi quelli emersi dalla rilevazione relativa al 2017 dei centri antiviolenza della rete D.i.Re, presentata stamattina in una conferenza stampa nella sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama.

La violenza esiste e persiste, e questo è senza dubbio un dato negativo. L’elemento sicuramente positivo riguarda invece l’aumento delle donne che scelgono di denunciare recandosi nei centri antiviolenza: 20.137 le donne accolte solo nel 2017.

Secondo quanto si legge dai dati, Toscana, Lombardia ed Emilia Romagna sono le regioni con la densità più alta dei centri anti violenza, mentre Basilicata e Marche sono dotate di un solo centro. "Le azioni dei centri- spiega Lella Palladino, presidente di D.i.Re, Donne in rete contro la violenza- sono mirate a offrire accoglienza, ospitalità, ascolto e protezione, sostegno legale, psicologico e alla genitorialità”.

Le donne che si recano nei centri, secondo i dati sono per il 68% italiane, e solo per il 26% straniere, con un’età compresa tra i 30 e i 49 anni. Il maltrattante è quasi sempre il partner (56,1%), o l’ex partner 19,6%, il cui profilo si configura come un uomo nel 65% dei casi di origine italiana, e nel 23% di origine straniera, con un’età compresa nel 18,1% dei casi, tra i 40 e i 49 anni. Occorre però tenere presente che i dati sono stati ricavati sulla base delle informazioni raccolte all’interno dei centri di accoglienza, e che dunque i dati relativi alle donne che non cercano assistenza, sono esclusi.

Il lavoro dei centri è in gran parte portato avanti dai volontari, ben il 50% di questi può contare un numero di attiviste che va da 3 a 20, a seconda dei casi. Nonostante il duro lavoro dei volontari, esiste però una problematica relativa ai finanziamenti, che ostacola i lavori dei centri: la maggior parte dei fondi pubblici arriva dai comuni (25%) e dalle regioni (27,28%) il dipartimento per le pari opportunità, secondo i dati, contribuisce con solo il 13%. Il dato più allarmante è però quello relativo ai finanziamenti dell'Unione Europea, che da diversi anni, secondo quanto afferma la referente ricerca e rilevazione dati D.I.Re, Paola Sdao, si attesta sempre intorno allo 0%.  

"Lo scorso anno le donne che hanno perso la vita erano 93- ha detto l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, presente all’evento quest’anno sono 70. Molte violenze non vengono denunciate, molte donne hanno timore di non essere credute. La nostra parola vale meno di quella del molestatore, dello stupratore, quello che anche nell’autobus allunga la mano, o del collega molesto che fa battute volgari e ti mette in imbarazzo. E quando lo fai notare ti viene risposto ‘Ma fatti una risata’. Per non parlare delle donne che subiscono ricatto sessuale e molestie nei luoghi di lavoro”.

La Boldrini si è inoltre dichiarata molto preoccupata in merito al ddl Pillon: "Ho detto al governo ‘fermatevi’, ma non perché sono io a chiederlo, ma perché migliaia di donne e di uomini consapevoli si sono opposti scendendo in piazza. I bambini non sono pacchi postali, quando c’è violenza non può esserci mediazione, lo dice la convenzione di Istanbul. L’alienazione parentale non ha nessun fondamento scientifico, ed è un’idea che va solo contro le donne. Dobbiamo unire le forze e superare i distinguo, perché l’obbiettivo da raggiungere è troppo importante. Non è mai accaduto dal 1946 a oggi un attacco così brutale ai diritti civili e ai diritti le donne. E’ tempo di una mobilitazione generale e di una nuova rivoluzione femminista“.

 

 

L'ultima modifica Venerdì, 16 Novembre 2018 09:25
Angelica Spampinato

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