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Mercoledì, 12 Dicembre 2018

Nella foto penultima a destra Loredana Rossi dell'associazione Transnapoli Nella foto penultima a destra Loredana Rossi dell'associazione Transnapoli

L'INTERVISTA / TRANSFOBIA, NEL 2018 RECORD DI VITTIME. ROSSI: "UNA MATTANZA LUNGO SCIA DI ODIO" In primo piano

Scritto da  Angelica Spampinato Nov 19, 2018

“Si tratta di una vera e propria mattanza”. Così Loredana Rossi, dell’Associazione transessuale Napoli, commenta i dati del progetto di ricerca Trans Murder Monitoring (TMM), pubblicato da Transrespect versus Transphobia Worldwide, in merito alle vittime di transfobia nel 2018.

I numeri parlano chiaro e i dati si fanno ogni anno più preoccupanti: 271 casi nel 2015, 295 nel 2016, 325 nel 2017, e quest’anno il dato peggiore: 369 vittime di transfobia in tutto il mondo.

Loredana, che cosa risponde a chi afferma che l’omicidio di genere non esiste?

“L’omicidio di genere esiste, avviene contro le donne e le trans, che non vengono uccise in quanto persone, ma in quanto appartenenti a un determinato genere. E’ questo che determina il delitto di genere. I 369 casi di cui parla il report probabilmente non sono nemmeno tutti: molte persone trans uccise non risultano dai dati, perché quando la polizia va nel luogo del crimine li registra con nomi maschili”.

Com’è la vita di una transessuale a Napoli?

“Le trans ancora oggi sono discriminate. Da anni portiamo avanti una lotta per essere come tutti i cittadini italiani. Ancora oggi qui a Napoli, ma non solo, le trans non vengono assunte nei luoghi di lavoro per il loro genere, ecco perché molte sono costrette a prostituirsi per sopravvivere. In tantissimi credono invece che le trans si prostituiscono perché gli fa piacere, perché sono perverse. In realtà sono pochissime quelle che lo fanno per questa ragione, in tantissime lo fanno per necessità.

In un paese civile tutto questo non dovrebbe esistere. A Napoli non ci sono servizi o case di accoglienza dedicate alle trans, facciamo tutto noi con la nostra associazione. Senza una casa di accoglienza le trans che vengono cacciate di casa sono costrette a vivere per strada, e a quel punto iniziano a prostituirsi. A Napoli da questo punto di vista siamo ancora all’anno zero, e questa situazione è una responsabilità condivisa di governo, regione e comune. Anche se abbiamo una delegata all'assessorato, Simona Marino, che è molto vicina a noi, ma che da sola può fare poco, per questioni di disponibilità economica.
Ad oggi la vita di una trans a Napoli è davvero difficile: le file nelle prenotazioni sono interminabili, non vengono finanziati i percorsi per le trans, i servizi, dalle consulenze mediche a quelle psicologiche, sono carenti”.

Che cosa organizzerà stasera l’associazione Atn - Associazione transessuale Napoli per laTrans Day of Remembrance (TDoR) 2018?

“Oggi alle 18 al Cinema Modernissimo di Napoli proietteremo il corto 'La gatta mammona', di Paolo Cipolletta, con protagonista una persona transessuale. Seguirà poi una fiaccolata di commemorazione patrocinata dal comune di Napoli in piazza del Gesù. Chiediamo a tutti di partecipare e di unirsi a noi in questa giornata importante”.

Il problema non è sono nazionale, ma mondiale. Secondo lei come si potrebbe sensibilizzare sul tema?

“E’ un lavoro che va fatto da bambini, nelle scuole. Bisognerebbe cercare di spiegare  fin dalla tenera età che trans e gay e sono persone come tutte. Ci dovrebbe anche essere un dibattito nazionale sui media per sensibilizzare su questi temi”.

Come commenta la vittoria del premio Oscar per miglior film straniero ‘Una donna fantastica’, che racconta la storia di una trans?

“E’ stata una vittoria per tutte, il film mette in luce un elemento importante della vita delle trans: il fatto che in molti credono che non abbiamo sentimenti. La vita di una trans, che in apparenza sembra bellissima e piena di splendore, è fatta in realtà di tanta sofferenza. Quando una trans si innamora di un uomo lui diventa tutto il suo mondo. E spesso gli uomini arrivano a compiere atti estremi nei confronti delle loro compagne”.

Visto il crescente aumento delle vittime di transfobia, quali sono le sue preoccupazioni per il futuro?

“Non so dove arriveremo con questo governo e con questa ondata nera di odio che dilaga in tutta Europa. Vogliono negare i diritti non solo alle trans, ma anche alle donne. Basta guardare il ddl Pillon. Con questa scia di odio che si propaga piano piano, non so dove arriveremo e soprattutto non so se riusciremo a fermarci in tempo. Quello che mi fa schifo di quest'governo è l'odio che propaga verso i concittadini e verso gli stranieri”.

Quali sono gli obbiettivi che lei, come membro della comunità LGBT, si augura di vedere raggiunti il prossimo anno?

“Quello che mi auguro è che, anche se so che sarà molto difficile da realizzare in questo particolare momento storico, è una legge sulla transfobia. Anche l'Europa ci condanna per questo. Mi auguro inoltre che il numero delle vittime di transfobia il prossimo anno si riduca, e non aumenti, ma anche questo mi sembra un miraggio. Per quanto riguarda la situazione di Napoli mi piacerebbe invece riuscire ad ottenere una casa di accoglienza per le persone trans che vengono cacciate di casa e non sanno dove andare. Noi continueremo a lottare. E lo faremo per tutte quelle che non ne sono state più in grado e hanno deciso di togliersi la vita, è per loro che non ci arrendiamo”.

 

 

L'ultima modifica Lunedì, 19 Novembre 2018 13:50
Angelica Spampinato

Angelica Spampinato

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