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Martedì, 21 Maggio 2019

IL DIBATTITO / AUTONOMIA O SECESSIONE? CRISCUOLO (ASS. LUCA COSCIONI): "SUD RESTA DI SERIE B" In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 13, 2019

Autonomia differenziata o secessione dei ricchi? Continua il dibattito nel Paese tra istituzioni del Mezzogiorno, associazioni e mondo della cultura. Dopo l’intervista alla presidente Fondazione Banco Napoli Rossella Paliotto, interviene anche l’Associazione Luca Coscioni con l’avvocato Rosa Criscuolo (nella foto sotto)

 

Secondo lei quali sono i rischi per il Sud rispetto all'autonomia differenziata?

Sul tema si sono già espressi economisti ed emeriti professori, ciò che mi appresto ad affermare in questa sede è che all'indomani dell'approvazione dell' intesa ci si limiterà a perpetuare una realtà inalterata da 160 anni . Bisogna riflettere sul fatto che invece di accorciare le differenze se ne legittimerà l' esistenza e avremo la conferma che la politica non è stata in grado di far ripartire il Sud immettendolo in un processo economico produttivo nazionale . Il dato politico è che abbiamo perso una grande battaglia. Dall'unità d' Italia in poi il compito dei governanti sarebbe stato quello di garantire pari diritti e dignità ai cittadini e attuare prima tra tutti gli art.1, 2 e 3 della Costituzione. Questa scommessa è stata persa da tempo, oggi ne prendiamo solo atto. I cittadini di serie A e serie B non nasceranno perchè già esistono. La soluzione sarebbe dovuta passare per una riforma economica globale non per singole iniziative. L' unica speranza è che si possa creare una competizione virtuosa tra le regioni ma il punto dolente e' l' intromissione della politica nella gestione delle risorse .

Secondo l'architettura costituzionale, quali sono i limiti legislativi si un maggiore autonomia per queste regioni?

Il ruolo del Parlamento non può essere marginalizzato nella modalità di attuazione e l' approvazione non può essere meramente formale perchè le conseguenze si estendono sul piano della forma di Stato e sull' assetto complessivo del regionalismo italiano , così come si evince dal dettato dell' art. 116 C riformato dalla legge costituzionale n.3 /2001. Le vicende istituzionali successive al 2001 spiegano tanto rispetto alla mancata attuazione dell art. 116, comma 3 C. Sostanzialmente la Lega per il Veneto e la Lombardia avrebbe voluto l' espansione del novero delle Regioni speciali  ma l' attuazione della riforma si è compiuta sotto l' egida di una maggioranza diversa da quella che l' aveva approvata e con un diminuito interesse federale . La Corte costituzionale con la sua giurisprudenza intervenne con interpretazioni restrittive delle competenze concorrenti e residuali legittimando meccanismi derogatori in cui Parlamento e Governo avessero la possibilità di intervenire. Le iniziative del 2006 della Lega sono state scoraggiate dal cambio di Governo del 2008 e i decreti legislativi tutt' al piu' sul federalismo fiscale sono rimasti sostanzialmente inefficaci. Quel che emerge è che giusta chiave di lettura, a mio parere, deve essere che l'art 116 comma 3 completi il disegno regionalista avviato nel 1970 e riconsiderato nelle riforme amministrative e costituzionali degli anni 1997/ 2001 ma letto coerentemente con i principi di unità e indivisibilità della Repubblica e con la funzione propria del Parlamento di tutelare gli interessi di tutti i cittadini e di tutte le Regioni .

Sul piano politico questa battaglia Nord-Sud quali attori coinvolge? E qual è la posta in gioco?

Personalmente vedo solo un attore ed è il leader della Lega Matteo Salvini che in questo momento storico potrebbe realizzare quello che il partito di Bossi tenta di fare da svariati anni. Bisogna riflettere sul fatto che non e' il Sud lo sconfitto ma la centralità del governo romano con il depauperamento della funzione dei ministeri e via discorrendo: avremo 5 regioni a statuto speciale e 3 regioni con intese ad autonomia differenziata su competenze diverse. L' opposizione negli anni precedenti ha messo tasselli utili per giungere a questi risultati quindi è stata più collaborativa dello stesso alleato di Governo e cioè il Movimento Cinque Stelle. Credo che le somme da tirare siano chiare e cioè che la propaganda meridionalista dei Masaniello di turno non ripaga. 

 

L'ultima modifica Mercoledì, 13 Marzo 2019 10:48
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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