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Lunedì, 20 Maggio 2019

"L'ITALIA CONTINUA A VIOLARE I DIRITTI DEI MIGRANTI". E IL CONSIGLIO D'EUROPA NON CHIUDE MONITORAGGIO In primo piano

Scritto da  Redazione Mar 15, 2019

L' Italia rimane sotto esame al Consiglio d'Europa per le condanne che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) inflisse al nostro Paese per il trattenimento arbitrario subito da alcuni cittadini stranieri a Lampedusa e per i respingimenti illegittimi dei migranti dai porti Adriatici.

Tra il 12 e il 14 marzo 2019, il Comitato dei Ministri del Consiglio di Europa si è riunito per 1340esimo meeting periodico durante il quale sono state esaminate le misure adottate dagli Stati in attuazione delle sentenze della CEDU.

In tale sede sono state rigettate le richieste del governo italiano di chiudere i processi di supervisione avviati a seguito della sentenza Khlaifia c. Italia - con cui la CEDU ha condannato il nostro paese per la detenzione arbitraria dei cittadini stranieri e per l'assenza di mezzi di ricorso effettivi - e della sentenza Sharifi c. Italia - relativa ai respingimenti illegittimi dal porto di Ancona e al mancato accesso alla procedura di asilo. Il Comitato ha chiesto all'Italia di inviare ulteriori informazioni sulle misure adottate entro il 31 maggio 2019.

L'ASGI ritiene che “la detenzione dei cittadini stranieri in Italia, in particolare nei cosiddetti centri hotspot, rappresenti ancora, in troppi casi, una grave e ripetuta violazione del diritto fondamentale alla libertà personale. Allo stesso tempo si ritiene estremamente preoccupante l'assenza di un sistema efficiente di monitoraggio dell'accesso al diritto di asilo e di contrasto dei respingimenti arbitrari nei porti Adriatici”.

Per tali motivi ASGI, nell'ambito del progetto In Limine e in cooperazione con l'Ambasciata dei diritti Marche, Melting Pot e Sos Diritti di Venezia, che ha inviato due comunicazioni al Comitato dei Ministri in cui vengono evidenziate “le principali violazioni riscontrate in tali contesti, accoglie con soddisfazione le richieste di informazioni che il Comitato dei Ministri ha rivolto all'Italia e si riserva di intervenire nuovamente in tali processi, presentando le criticità e le violazioni riscontrate nei contesti di sbarco, sia presso i porti adriatici che nei centri hotspot in Sicilia”.

 

L'ultima modifica Venerdì, 15 Marzo 2019 16:15
Redazione

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