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Lunedì, 22 Aprile 2019

A ROMA LA MARCIA PER IL CLIMA, A DIFESA DI AMBIENTE E SALUTE: IL GRIDO DELLE MAMME DI TUTTA ITALIA In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 21, 2019

Il prossimo 23 marzo si terrà una grande manifestazione ambientalista per le vie di Roma: "la Marcia per il Clima e contro le Grandi Opere ed Inutili". Dopo il Climate Strike lanciato dalla piccola Greta per salvare il pianeta in Italia comitati, associazioni e movimenti si danno appuntamento nella capitale.

Ad appoggiare questa mobilitazione sono le mamme organizzate di tutto il Paese. In una lettera aperta spiegano chi sono e perché saranno in piazza: “per condividere ed esprimere la nostra rabbia per quanto sta accadendo nei nostri territori, avvelenati dalle industrie e minacciati dalla costruzione di nuove opere dannose per l’ecosistema. Da Nord a Sud hanno già toccato i nostri figli e noi dobbiamo proteggerli”.

“Il Governo Italiano non può rimanere immobile davanti a questo scempio. E non può continuare ad autorizzare progetti deleteri. La legge è uguale per tutti o per pochi? Chi inquina paga davvero? E anche se pagasse, sarebbe troppo comodo! Perché è vietato inquinare. Il principio di precauzione che fine ha fatto? E’ meglio curare o prevenire?”, si domandano.

Si sta giocando con la salute dei bambini “ma bisogna fare i conti con le loro madri”. Per questo, dicono, “saremo a Roma a manifestare”.

Le vertenze regione per regione

Verranno le mamme dal Veneto dove vogliono venga venga distrutta la seconda ricarica degli acquiferi d’Europa. Sono le “Mamme No Pfas”. Poi dalla Terra dei Fuochi, in Campania, si paga da sempre un tributo troppo alto: “la morte dei suoi figli innocenti a causa di un sistema di sviluppo che divora i diritti di base, sacrifica l’umanità sull’altare del profitto a tutti i costi al punto da distruggere il pianeta cambiandone il clima”. Contro i roghi tossici mai spenti, le discariche abusive e la concezione del rifiuto come scarto e non come risorsa, le mamme campane lottano con forza da sempre con Noi genitori di tutti, Rete Cittadinanza e comunità, Rete Stop Biocidio.

L'acquifero del Gran Sasso che fornisce acqua per 700.000 persone è inquinato a causa di diversi incidenti avvenuti nei laboratori di fisica nucleare (INFN) e nelle gallerie dell'autostrada (società Strada dei Parchi). Ad oggi nei laboratori ci sono 2.200 tonnellate di sostanze tossiche. Da 12 anni la regione Abruzzo è inadempiente per non aver approvato il "Piano di tutela delle acque’’. Per questo in Abruzzo sono in prima linea le mamme della Mobilitazione Acqua Gran Sasso. E ancora in questo territorio tra le tante forme di impegno in Valle Roveto, in Abruzzo, questa specifica riguarda la tutela del fiume Liri, da molti anni oggetto di smisurato sfruttamento idroelettrico e inquinamento da parte di diversi "attori"

E sempre in quella regione c’è la lotta contro le discariche nel Vastese con il Comitato per la difesa del territorio. A causa del petrolio, in Basilicata l’acqua è a rischio: da quella regione arriveranno le “mamme libere”.

A Taranto, in Puglia, la diossina e le polveri sottili stanno devastando la vita e l’economia del territorio. I bambini non possono giocare nei giardini. Quando soffia il vento dalla zona industriale i bambini del rione Tamburi non vanno a scuola. “Qui i diritti umani vengono violati in nome dell’acciaio. L’ex Ilva è ‘’strategica’’ per l’Italia? No, tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un bambino”, dicono le mamme tarantine.

Sempre in Puglia le mamme No Tap sono nate per contrastare la realizzazione del megagasdotto Transadriatico che prevede di portare il gas in Europa da un giacimento dell'Azerbaijan, passando anche per l'Italia, a San Foca, una delle più belle spiagge del Salento. Fin dall'inizio, la popolazione si è opposta a questo progetto tanto inutile quanto dannoso e tuttora lotta per contrastarlo.

A Brindisi il presidio di resistenza Oria Resiste è nato per ostacolare gli espianti e la “mafia xylella” che stanno facendo largo a tutta la devastazione per mano delle multinazionali nel silenzio di tutti.

Le “Mamme del Quadrilatero della morte” Augusta Priolo Melilli Siracusa sono stanche di vedere quotidianamente i propri figli “avvelenati a norma di legge dalle sostanze tossiche sprigionate dal più grande Petrolchimico d’Europa che in cinquant’anni ha prodotto un vero e proprio disastro ambientale”. “Pretendiamo con forza che le Istituzioni competenti provvedano ad avviare le bonifiche che ci spettano di diritto per un territorio dichiarato già nel 1998 Sito di Interesse Nazionale. Non vogliamo piangere ancora i nostri figli che continuano ad ammalarsi e morire”, affermano dal Comitato Stop Veleni.

In Sardegna “una fabbrica di bombe inquina le vite dei lavoratori e la nostra storia millenaria di punto d’incontro tra civiltà. Diamo voce al grido di dolore delle mamme dello Yemen e dei loro bambini, uccisi anche dalle "nostre" bombe, vendute all'Arabia Saudita, in violazione della Costituzione, della Legge 185/90 e del Trattato internazionale per il Commercio sulle armi”, scrive il Comitato per la Riconversione RWM.

A Vicenza “noi mamme stiamo lottando contro l'introduzione ubiquitaria della tecnologia 5 G. Si tratta di onde elettromagnetiche classificate dalla Iarc (Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro) nel 2011, come "possibili" cancerogene”, scrive il Comitato “Per il bene comune”.

“Noi chiediamo la tutela della salute pubblica con l'applicazione del principio di precauzione. Fermiamo l'avanzare del 5 G fino a quando non saranno stati fatti studi specifici indipendenti, a dichiarare la sua nocività o meno”. Il Comitato No Wi-Fi Toscana si occupa di Elettrosmog ed Elettrosensibilità. “Pochi sanno che in Italia gli Elettrosensibili sono il 5% della popolazione e che bambini e donne in gravidanza sono sempre più a rischio di manifestare o trasmettere tale patologia. Il trend è in crescita esponenziale. Negli incontri informativi abbiamo spesso trovato muri di gomma. Con l’avvento della sperimentazione della tecnologia 5G è a rischio la nostra salute. E le cavie siamo noi”. 

Aderiscono inoltre: Antonietta Centofanti, Comitato familiari vittime casa dello studente, L’Aquila, Abruzzo e promotrice della rete nazionale ‘Noi non dimentichiamo’ che riunisce familiari di vittime di varie stragi (ambiente, terremoti, inquinamento, morti sul lavoro ecc.), Clementina Piluso, SOS la Piana del Casone Scarlino, Grosseto, Toscana, Miriam Corongiu, Stop Biocidio, Terra dei Fuochi, Campania. Lorena Sancin, Associazione mamme in piazza per la Libertà di Dissenso, Torino."Associazione Mamme per la salute e l'ambiente onlus " di Venafro Molise, Vivere tra un inceneritore e un cementificio, Anna Rita Trulli per Rifiutiamoli, Colleferro, RM. Comitato Mamme Movimento di Lotta Maccacaro di Alessandria.

 

L'ultima modifica Giovedì, 21 Marzo 2019 14:33
Giuseppe Manzo

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