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Sabato, 14 Dicembre 2019

Nella foto lo slogan della contromanifestazione di Non una di meno Nella foto lo slogan della contromanifestazione di Non una di meno

CONGRESSO MONDIALE FAMIGLIA, LO SCONTRO: "A VERONA EVENTO OSTILE AI DIRITTI UMANI" In primo piano

Scritto da  Redazione Mar 28, 2019

Arriveranno da tutta Italia per protestare contro il congresso mondiale delle famiglie a Verona. La kermesse degli ultrà cattolici, conservatori ed estrema destra “a difesa della famiglia tradizionale”. L’evento ha aperto uno scontro tanto da determinare il passo indietro del presidente Istat Giancarlo Blangiardo che doveva intervenire in un dibattito sul calo demografico: “a fronte del clamore suscitato da una sua eventuale presenza come studioso al Congresso di Verona, ha rinunciato a partecipare, al fine di evitare che una decisione del tutto personale possa essere interpretata come una decisione del presidente Istat

Non una di meno, Cgil e associazioni lgbt e cittadini saranno in piazza sabato 30 in clima di forte tensione e da muro contro muro: due visioni completamente contrapposte. Ad alimentare il clima acceso è la presenza dei ministri leghisti, compreso Salvini. Sabato in piazza XXV Aprile alle 14.30 ci sarà la mobilitazione transfemminista: “Verona ancora una volta si presenta come laboratorio di sperimentazione politica nazionale – dichiara il movimento Non una di meno - e l’attacco all’aborto e ai diritti delle donne e delle soggettività lgbtqi+ è il terreno privilegiato su cui si intende operare una saldatura tra la destra e i movimenti per la vita”.

In piazza ci sarà anche l’Arci che spiega così le ragioni della protesta: “Riteniamo – afferma la presidente Francesca Chiavacci – un dovere la mobilitazione considerato che tra i relatori c’è chi promuove idee che incitano l’odio e la discriminazione contro le donne, i gay e chiunque non rientri nella visione della famiglia tradizionale. Considerato – prosegue – che temo non si tratti di fake news ma di realtà, la mobilitazione ci sarà in difesa delle donne, degli uomini e di tutte le persone che credono che la famiglia sia da declinare al plurale e che non esiste solo quella eterosessuale, sposata e magari con figli naturali. La maggior parte delle famiglie – rimarca – nell’accezione ampia sará fuori la sala del Congresso e saranno con noi a manifestare contro chi ritiene i gay dei malati e la famiglia al di fuori del matrimonio un abominio”.

“Attacco ai diritti umani”

 Anche Amnesty International Italia aderisce e sarà presente alla contro manifestazione. Lo afferma in una nota che non usa mezzi termini: "programma, obiettivi e relatori coinvolti caratterizzano chiaramente l'incontro di Verona come un evento ostile ai diritti umani, in particolare ai diritti sessuali e riproduttivi e ai diritti delle persone Lgbti; un evento che non dovrebbe essere sostenuto da alcuna istituzione governativa, cui piuttosto spetta il dovere di garantire i diritti di tutte le persone". 

A preoccupare l'organizzazione per i diritti umani sono numerosi contenuti del Congresso, tra cui: “l'affermazione che la "famiglia naturale" composta da un genitore uomo e da un genitore donna sia la "sola unità stabile e fondamentale della società" e quindi il rifiuto del riconoscimento di diritti civili a configurazioni familiari al di fuori della coppia eterosessuale unita in matrimonio;  l'equiparazione, da parte di alcuni partecipanti stranieri, dell'interruzione volontaria di gravidanza all'omicidio; la patologizzazione dell'omosessualità e della transessualità e di tutte le forme di orientamento sessuale e identità di genere non ascrivibili a maschio/femmina eterosessuale e il rifiuto del pieno riconoscimento dei diritti civili alle persone che manifestano queste identità”. 

Amnesty International Italia sarà presente a Verona con le sue attiviste e i suoi attivisti per ribadire che "sui diritti non si torna indietro" e che tutte le persone hanno il diritto di prendere decisioni sulla propria salute, sul proprio corpo, sulla propria sessualità e sulla propria vita riproduttiva senza paura, coercizione, violenza o discriminazione, nonché per ricordare una serie di questioni cruciali riguardanti i diritti umani in Italia: “alcune parti del disegno di legge Pillon che rischiano di colpire le donne già in condizioni di particolare vulnerabilità; i femminicidi, che si ripetono di settimana in settimana, anche a causa del non rispetto o della mancata previsione di misure di protezione in favore delle donne minacciate; la proliferazione e accettazione di comportamenti criminali, come il cyberbullismo e il revenge-porn; la non applicazione, in intere zone del paese, della legislazione in materia d'interruzione di gravidanza per l'indisponibilità del personale sanitario preposto alla sua attuazione; la misoginia, dilagante particolarmente sui social, attraverso insulti e offese di esponenti politici nei confronti di donne che rivendicano diritti o prendono la parola su questioni come l'immigrazione;  l'inadeguatezza dell'attuale legislazione sullo stupro, che è obsoleta e non rispetta gli obblighi internazionali derivanti dalla Convenzione di Istanbul - che l'Italia ha sollecitamente ratificato - in quanto non è basata sull'espressione esplicita del consenso; la perdurante mancata estensione della cosiddetta "Legge Mancino" ai crimini di natura omofobica e transfobica; la mancata equiparazione sul piano legale delle coppie omosessuali a quelle eterosessuali”. 

Sabato 30 marzo Amnesty International Italia parteciperà al corteo e ad alcune iniziative della società civile, tra cui un convegno - in programma dalle 9 alle 13 presso l'Accademia dell'agricoltura, Lettere e scienze, via del Leoncino 6 - organizzato dall'International Planned Parenthood Federation European Network e Unione degli atei e degli agnostici razionalisti in collaborazione con Rebel Network e con una vasta rete di associazioni e movimenti, cui interverranno attiviste per i diritti umani provenienti da altri paesi

L'ultima modifica Giovedì, 28 Marzo 2019 10:20
Redazione

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