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Venerdì, 19 Luglio 2019

Nella foto il ministro Salvini in uno dei suoi selfie Nella foto il ministro Salvini in uno dei suoi selfie

DECRETO SICUREZZA BIS, I GIURISTI: "UN ATTACCO AL RISPETTO DELLA VITA UMANA" In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 13, 2019

Nelle stesse ore in cui avveniva dell'ennesima strage avvenuta nel Mare Mediterraneo a causa delle politiche di chiusura ed esternalizzazione dell'Italia e dell'Unione europea, venivano diffusi i contenuti di un possibile nuovo decreto d'urgenza proposto dal Ministero dell'Interno che dovrebbe andare nuovamente a modificare alcune delle norme sulla disciplina dell'immigrazione in Italia.

“Il testo appare essere l'ennesimo stravolgimento dei fondamentali principi di diritto internazionale e un ulteriore contributo alla politica posta in essere da questo Governo, così come da quello precedente, finalizzata a colpire coloro, specialmente organizzazioni non governative di chiara fama, che non vollero ubbidire alla regolamentazione della salvaguardia del diritto alla vita”. Così dichiara l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi).

“Tra esse la previsione di nuove sanzioni (ed addirittura la sospensione o la revoca della licenza alla navigazione) – sottolinea Asgi - a carico di chi a certe condizioni ponga in essere ‘azioni di soccorso di mezzi adibiti alla navigazione ed utilizzati per il trasporto irregolare di migranti, anche mediante il recupero delle persone’. Ovvero sanzioni per chi, nell'adempimento di un dovere etico, giuridico e sociale, salva vite umane altrimenti destinate alla morte”.

Nonostante i gravi dissidi istituzionali determinati dall'ultimo Governo Conte e dalle politiche dell'attuale Ministro dell'Interno, con l'attuale ipotesi di decreto legge (a cui sono evidenti a tutti la mancanza dei requisiti di necessità ed urgenza), “si persegue pervicacemente nella strada intrapresa e, addirittura, si decide di portare la guerra agli esseri umani anche in acque internazionali sbeffeggiando le convenzioni internazionali in materia di ricerca e soccorso in mare”.

Secondo Asgi, in attesa di una compiuta analisi normativa se e quando quel testo dovesse prendere formalmente vita, è doveroso evidenziare che: “sino ad oggi la magistratura italiana ha ritenuto che le operazioni di salvataggio in mare da parte di navi private siano state svolte per adempiere a precisi obblighi internazionali e per rispondere ad evidenti condizioni di necessità. La situazione generatasi in Libia nel corso degli ultimi anni è degenerata ulteriormente nelle ultime settimane impone di intervenire per salvare la vita dei civili e dei migranti presenti nel Paese e di interrompere le politiche di sostegno alla Libia relative alle operazioni della Guardia costiera libica. Salvare vite in mare è un dovere che risponde a precisi obblighi umanitari e non può e non dovrà mai essere considerato un crimine”.

“Prendere posizione contro questo ennesimo attacco al rispetto della vita umana, ai diritti e alle libertà fondamentali è un dovere a cui non è più possibile sottrarsi”, conclude Asgi.

 

L'ultima modifica Lunedì, 13 Maggio 2019 09:39
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