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Giovedì, 21 Novembre 2019

VIA ALLA CAMPAGNA "BRASILE PER TUTTI/E": ECCO COME BOLSONARO PASSA DALLE PAROLE AI FATTI In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 20, 2019

Il 21 maggio, quasi cinque mesi dopo l'entrata in carica del nuovo governo, Amnesty International ha avviato la campagna "Brasile per tutte/i" per segnalare le principali preoccupazioni per il futuro del paese e denunciare che la retorica anti-diritti umani che ha contraddistinto l'intera carriera politica e la campagna elettorale del 2018 di Jair Bolsonaro sta iniziando a tradursi in fatti concreti e in azioni che minacciano e violano i diritti umani. 

"Già lo scorso ottobre avevamo detto che le posizioni di Bolsonaro avrebbero costituito un rischio concreto per i diritti umani nel paese. Abbiamo seguito da vicino l'azione del governo e purtroppo stiamo iniziando a constatare che avevamo avuto ragione" - ha dichiarato Jurema Werneck, direttrice generale di Amnesty International Brasile. 

"L'amministrazione Bolsonaro ha adottato provvedimenti che minacciano i diritti alla vita, alla salute, alla libertà, alla terra di tutte le persone che, nelle città o nelle zone rurali del Brasile, vogliono semplicemente vivere in dignità e senza avere paura. Queste misure potrebbero colpire milioni di persone. Un paese equo è quello che non esclude i suoi cittadini. Un Brasile equo è un Brasile per tutte e tutti", ha aggiunto Werneck. 

Queste sono le misure e le azioni dell'amministrazione Bolsonaro che suscitano le principali preoccupazioni di Amnesty International: l'ammorbidimento delle leggi sul possesso e l'uso delle armi da fuoco, che potrebbero aumentare il numero degli omicidi; la nuova legislazione nazionale in materia di droga, che prevede un approccio più punitivo e mette in pericolo il diritto alla salute; le ripercussioni sui diritti dei popoli nativi e dei quilombolas (i discendenti dagli schiavi provenienti dall'Africa); il tentativo di interferire indebitamente nelle attività delle organizzazioni della società civile; le norme contenute nel "pacchetto anti-criminalità" (ad esempio l'ammorbidimento dei criteri per sostenere la legittima autodifesa e giustificare l'uso della forza e delle armi da fuoco da parte della polizia); le misure che colpiscono i diritti delle vittime alla verità, alla giustizia e alla riparazione per i crimini di diritto internazionale commessi durante il regime militare; gli attacchi all'indipendenza e all'autonomia del Sistema interamericano dei diritti umani;  l'uso di una retorica anti-diritti umani da parte di alti rappresentanti del governo, compreso lo stesso presidente, che potrebbe dare legittimità a una serie di violazioni dei diritti umani. 

Una delegazione composta da Erika Guevara-Rosas (direttrice per le Americhe di Amnesty International), da Esteban Beltrán (direttore generale di Amnesty International Spagna) e dalla stessa Jurema Werneck si recherà oggi a Brasilia dove proverà a consegnare al presidente Bolsonaro e ad altri membri del governo una lettera contenente le preoccupazioni sopra descritte e una serie di raccomandazioni per garantire, proteggere e promuovere i diritti umani nel paese. 

"Alcune delle misure adottate o proposte dal governo negli ultimi cinque mesi sollevano molte preoccupazioni: potrebbero aumentare il numero degli omicidi da arma da fuoco; legittimano politiche in materia di sicurezza fondate sull'uso della forza letale; violano i diritti dei popoli nativi e dei quilombolas; basano le politiche contro la droga su pratiche punitive e inefficaci; potrebbero aumentare i controlli sulle Ong senza alcuna giustificazione; negano alle vittime del regime militare i diritti alla verità, alla giustizia e alla riparazione. Il tutto, accompagnato da una manifesta retorica anti-diritti umani che non fa altro che aumentare i nostri timori per la situazione dei diritti umani in Brasile", ha sottolineato Werneck. 

"Nelle Americhe è un momento estremamente delicato, in cui i governi invece di proteggere i diritti umani dei loro cittadini stanno promuovendo misure e politiche che hanno effetti devastanti, come nel caso dei centroamericani che cercano protezione negli Usa, o promuovono la violenza e perseguitano gli oppositori, come in Nicaragua e Venezuela. In questi pochi mesi abbiamo visto come questa tendenza regressiva si stia affermando in Brasile, dove il governo del presidente Bolsonaro ha assunto posizioni assai preoccupanti", ha dichiarato Guevara-Rosas. 

"Nel 2017 abbiamo detto che il Brasile era uno degli stati più pericolosi delle Americhe per i difensori dei diritti umani, addirittura il più pericolo al mondo secondo Global Witness per quanto riguarda coloro che difendono i diritti alla terra e all'ambiente. Il presidente Bolsonaro deve prendere provvedimenti immediati per capovolgere la situazione, rispettare i trattati internazionali ratificati dal Brasile, garantire libertà d'azione alle persone e alle organizzazioni che si battono per una società migliore e abbandonare la sua retorica anti-diritti umani che finisce per legittimare le violazioni dei diritti umani ai danni di determinate categorie di persone", ha aggiunto Guevara-Rosas. 

A sua volta, Beltrán ha espresso preoccupazione per la progressiva erosione degli spazi per la società civile nel mondo, attraverso l'adozione di leggi che cercano di controllare o impedire l'azione delle Ong. 

"Purtroppo, un numero sempre maggiore di paesi sta cercando di porre sotto controllo le Ong e di ostacolare l'azione di organizzazioni che hanno un ruolo cruciale nel porre attenzione sugli errori, i crimini e le violazioni dei diritti umani commessi dallo stato. Temiamo che le misure adottate dal governo brasiliano per controllare le Ong vadano nella stessa direzione. La comunità internazionale deve continuare a tenere gli occhi aperti sul rispetto, da parte di Bolsonaro e del suo governo, degli obblighi di proteggere e garantire i diritti umani". 

Queste misure, come molte altre, si inseriscono in un contesto di aperta retorica anti-diritti umani. 

"Di recente, leader politici di molti paesi hanno promosso un'agenda e una retorica contrari ai diritti umani. In Brasile, dalle parole si sta passando ai fatti. Sollecitiamo pertanto il presidente Bolsonaro ad assumere misure rigorose per proteggere e garantire i diritti umani in tutto il paese e ad assicurare che le persone che difendono e promuovono quei diritti possano farlo senza timore di ripercussioni", ha concluso Guevara-Rosas. 

L'ultima modifica Lunedì, 20 Maggio 2019 16:18
Redazione

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