Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 23 Settembre 2019

Foto Ansa Foto Ansa

DAL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO AL GOVERNO X: LE ASPETTATIVE SUI TEMI SOCIALI PER IL CONTE BIS In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 05, 2019

Giuramento e primo consiglio dei ministri. Oggi parte il Conte bis con la nuova maggioranza giallo-rossa M5S-Pd. Se fosse il titolo di un film sarebbe “Scusate il ritardo” del grande Massimo Troisi: un governo che era possibile anche all’indomani del 4 marzo 2018. Dopo la caduta dell’asse Salvini-Di Maio ecco che le aspettative sono incentrate sui temi sociali. In questi giorno ci sono stati molti appelli dalle organizzazioni di terzo settore e della cooperazione su questioni aperte come la riforma, la disabilità, la povertà, il welfare e le politiche di inclusione.

Economia sociale

“Di fronte alla fase di stagnazione che l’Italia sta attraversando, in un contesto di forte rallentamento dell’economia e di tensioni negli scambi commerciali a livello internazionale -sottolinea Mauro Lusetti, presidente Alleanza cooperative - è necessario che il nuovo Governo lavori da subito, in vista della sessione di bilancio, a misure in grado di rilanciare la crescita e l’occupazione, nel segno della sostenibilità e dell’inclusione sociale”.

“In questo senso -conclude il Presidente dell’Alleanza- come abbiamo già sostenuto nelle occasioni di confronto con il precedente esecutivo, riteniamo che le priorità cui dare risposta siano la necessità di scongiurare l’aumento dell’Iva che avrebbe effetti depressivi sui consumi, far ripartire gli investimenti pubblici e privati, ridurre il cuneo fiscale e contributivo soprattutto a vantaggio dei lavoratori, sbloccare i cantieri, incentivare gli investimenti delle imprese in innovazione e in formazione per accrescere la competitività del nostro sistema produttivo”.

Temi sociali

Il Forum nazionale Terzo settore è stato tra i primi a chiedere priorità sui temi sociali. “Abbiamo un’agenda articolata su diversi punti e siamo pronti per aprire il confronto nel merito delle singole questioni con il nuovo Governo. Tra queste – spiega la portavoce Claudia Fiaschi – innanzi tutto, il contrasto a povertà, discriminazioni e disuguaglianze sociali, l’impegno per uno sviluppo inclusivo e sostenibile, attento alle persone e alle comunità, una risposta alle emergenze umanitarie con politiche integrate. Vanno avviate politiche per i giovani, perché abbiano una speranza di futuro migliore nel nostro Paese e costruire i presupposti per invertire in modo strutturale il destino demografico del nostro Paese”.

Poi la questione disabilità che divide le associazioni sulla scelta di mantenere un ministero ad hoc, come Ileana Argentin di Aida Onlus, mentre per la Fish onlus il premier Conte deve mantenere il coordinamento delle politiche a garanzia della loro applicazione.

Sulle politiche del welfare e dell’ambiente prende posizione anche il Cnca, il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza: “tra le prime misure che ci attendiamo dall’esecutivo che sta per nascere – dichiara Riccardo De Facci - ci sono il corposo rifinanziamento del Fondo nazionale politiche sociali e dellepolitiche giovanili, il rilancio di culture ecologiche e di economia circolare, una seria lotta alla povertà, una reale applicazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in tutta Italia”.

Sui diritti civili, dopo la reintroduzione del ministero alle Pari Opportunità, arriva la soddisfazione di Arcigay con il suo presidente Gabriele Piazzoni: "Vogliamo leggere in questo ritorno il riconoscimento della centralità delle politiche di Pari Opportunità nel contrasto alle diseguaglianze, che affliggono a più livelli il nostro Paese e che sono un freno ostinato allo sviluppo e alla realizzazione degli obbiettivi di ogni cittadino o cittadina. L'associazione di questa delega a quella della famiglia suggerisce una prospettiva interessante, che ci riguarda da vicino: in questo senso accogliamo con grande sollievo l'uso del plurale - "famiglie" - che la neoministra Elena Bonetti ha usato nella sua prima dichiarazione pubblica.

Per quanto riguarda lo sport interviene Vincenzo Manco, presidente nazionale dell'Uisp, associazione di promozione sociale e sportiva con 1.300.000 iscritti, di esprimere un primo giudizio sul nuovo governo: "Il quadro complessivo della squadra di governo offre buoni segnali di discontinuità  che accompagnati al programma che caratterizzerà il lavoro del nuovo esecutivo, indicano delle buone premesse affinché il nostro Paese possa tornare a giocare un ruolo da protagonista anche nella costruzione delle politiche europee".

"Resta evidente che ci sia bisogno di invertire la rotta delle politiche sociali innanzitutto. Ovvero: contribuire al rilancio di un nuovo welfare europeo, rimettere al centro il lavoro, le protezioni sociali, uno sviluppo sostenibile ed il benessere delle persone. Il terzo settore italiano, che rappresenta oltre 340.000 organizzazioni, con i suoi 5,5 milioni di volontari è un grande capitale sociale, un motore umano pronto a trainare queste nuove sfide. E lo sport sociale, le migliaia di volontari, le tante società sportive, che in particolare rappresentano circa il 30% di questo mondo, manifestano un potenziale di intervento quotidiano sulla coesione, l'educazione, l'inclusione, il benessere delle persone di ogni età".

"Apprezziamo, pertanto, la scelta di dare rango ministeriale alla delega sullo sport - conclude Manco - si tratta di un segnale che ci dice che il governo si occuperà con attenzione di questo tema. E lo farà, così come noi auspichiamo, con maggiore impegno rispetto ai governi passati e con uno sforzo di visione culturale più complessiva, vista la stagione da affrontare relativa ai decreti attuativi legati alla recente legge sul riordino del sistema sportivo. Esprimiamo un sincero augurio di buon lavoro al nuovo governo e in particolare al Ministro Vincenzo Spadafora, mettendoci fin da ora a disposizione per trovare forme di collaborazione per lo sviluppo dello sport sociale, quale fattore tra gli altri, che produce benessere nel nostro Paese".

Infine le politiche di contrasto alle droghe e per l’inclusione. Il Forum Droghe con Stefano Vecchio ha chiesto “un cambio di rotta che preveda l'attivazione di un circuito virtuoso che si snodi su 6 tappe. Queste riguardano l'immediata organizzazione della Conferenza Nazionale sulle Droghe che manca da troppi anni, la riforma del Testo Unico sulle Droghe che compie in questi mesi 30 anni, l'esecutività dei Livelli Essenziale di Assistenza (LEA) per quanto riguarda la Riduzione del Danno, la ridiscussione del senso e delle funzioni del Dipartimento Antidroga, una posizione italiana nelle sedi internazionali che mantenga la linea europea di "approccio bilanciato" e che si apra alle sperimentazioni in corso in giro per il mondo ed infine la riapertura in Parlamento della discussione delle proposte per la regolamentazione legale della cannabis."

Dal governo del cambiamento si passa al governo X verso cui la maggioranza degli elettori dei due partiti, secondo un sondaggio Swg, pone la sua fiducia. E attende quelle politiche popolari da troppo tempo dimenticate.

 

L'ultima modifica Venerdì, 06 Settembre 2019 13:24
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Settembre 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30