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Lunedì, 14 Ottobre 2019

Nella foto le forze curde dello Ypg Nella foto le forze curde dello Ypg

"ERDOGAN VUOLE ANNIENTARE I CURDI, RISCHIO GENOCIDIO": IL GRIDO DELLA COMUNITÀ CURDA IN ITALIA In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 09, 2019

“L’Occidente ha tradito la nostra popolazione. Ha usato i curdi per sconfiggere l’Isis e, adesso che non servono più, li abbandona. È un tradimento, dell’Occidente in generale e degli Stati Uniti in particolare. Nella regione del Rojava, il Kurdistan siriano, sono morti 11 mila partigiani curdi, uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita per combattere Daesh. È questo il riconoscimento?”. David Issamadden, presidente della Comunità curda in Italia e vice presidente dell’associazione Bologna-Kurdistan, parla all’agenzia stampa Redattore Sociale dopo la decisione di Erdogan di avviare l’operazione militare volta alla realizzazione di una safe zone, una zona cuscinetto, sul confine tra Turchia e le aree siriane controllate dello Ypg, la milizia curda delle Unità di protezione popolare. L’idea di Ankara è quella di spostare in quella zona le migliaia di profughi siriani rifugiati in Turchia, trasformando in minoranza la popolazione curda. 

“La verità è una sola: l’obiettivo è annientare l’esperienza democratica nata in Rojava. Erdogan odia i curdi, li considera terroristi. La comunità turca parla di pulizia etnica: lo sappiamo già, se Erdogan invaderà quelle zone sarà per perpetrare un genocidio. E la responsabilità sarà anche dell’Occidente”.

In Medio Oriente, Issamadden ha le sorelle e i fratelli, vivono nel Kurdistan iracheno: “Sono distanti dal Kurdistan siriano, ma sentono sulla loro pelle la paura. Abbiamo capito che solo con l’unità possiamo affrontare il futuro. I curdi non sono più disposti a ripetere la resistenza di Afrin o Kobane dopo questo ennesimo voltafaccia: non si fidano più né dell’Occidente né dell’Oriente. Anche tra i curdi che vivono in Italia c’è tanta rabbia”. È difficile stabilire con esattezza il numero dei curdi presenti in Italia, perché non vengono registrati in quanto tali, ma come cittadini dei paesi di provenienza (turchi, iracheni, iraniani o siriani). In Italia si stima ce ne siano 4-5 mila, concentrati soprattutto in Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia.

Isammaden lancia un appello alla società civile internazionale, all’Europa e al governo italiano: “Fermate questo nuovo massacro annunciato. Se non lo farete, i cittadini del mondo perderanno definitivamente la fiducia nell’Occidente come difensore della democrazia. Sembra che qualcosa si stia muovendo, dal congresso americano alla Francia, ma per ora sono ancora le solite parole. Quando si passerà ai fatti? Dimostrateci che avete più a cuore i diritti umani che il dio denaro”. 

(Fonte: Redattore Sociale)

L'ultima modifica Mercoledì, 09 Ottobre 2019 16:21
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