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Venerdì, 03 Luglio 2020

MIGRANTI: CONTRO LE FAKE NEWS SERVONO STUDI E UNA BUONA COMUNICAZIONE In primo piano

Scritto da  Cronaca Dic 20, 2019

Una comunicazione più efficace da parte del mondo accademico. I giornalisti che devono valersi di fonti serie e attendibili. Con questo mix si possono sconfiggere le fake news. È uscito questo tema dalla quinta Giornata di studio sulle migrazioni nell’ambito del Master di I livello in Immigrazione e politiche pubbliche di accoglienza e integrazione promosso dal Dipartimento Scienze Politiche della Federico II di Napoli, Associazione studi giuridici sull’immigrazione e coop sociale Dedalus.

Alla Giornata che ha coinvolto gli studenti del master, ricercatori e docenti si è svolto un dibattito partendo dagli autori di tre libri. “Sono almeno una decina ogni le pubblicazioni in stile rapporto o annuario sul tema delle migrazioni”, ha detto Salvatore Strozza, coordinatore del Master, che con Giuseppe Gabrielli hanno organizzato un format in stile talk con i giornalisti Giuseppe Manzo, direttore di nelpaese.it, e Tiziana Grassi di Rai International, studiosa di migrazioni e autore di un libro sull’accoglienza.

Il primo a intervenire è stato Michele Colucci del Cnr e autore del libro “Storia dell’immigrazione straniera in Italia: dal 1945 ai nostri giorni”. Si tratta di un lavoro che vuole inquadrare il fenomeno migratorio dentro tutta la storia repubblicana: “nella nostra Costituzione c’è il diritto d’asilo perché molti costituenti conobbero la fuga e l’asilo politico”, sottolinea Colucci. Inoltre, secondo il docente, il fenomeno "emigrazione e immigrazione è molto fluttuante e pone la questione delle aree interne che vanno spopolandosi". 

Dopo questo sguardo storico il dibattito si è focalizzato su due punti cruciali: la religione e il lavoro. Con Paolo Naso, docente di Scienza politica alla Sapienza e autore del volume “Il Dio dei migranti”. “Per capire le migrazioni bisogna capire le religioni: ogni migrante viaggia con un oggetto religioso in tasca come è conservato in uno spazio curato da alcuni attivisti a Lampedusa”. Sfatato un luogo comune: tra gli stranieri in Italia la prima religione non è l’Islam ma il Cristianesimo, soprattutto ortodosso.

Le tre “R” religione, rispetto, risorsa rappresentano la possibilità per i migranti di costruire comunità come per gli ortodossi nella cattedrale in ristrutturazione a Torino.

A concludere la mattinata è stato il sociologo Francesco Carchedi che con l’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil ha curato il rapporto “Agromafie e caporalato”. Anche sfatato un luogo comune: il caporalato non riguarda solo il Sud ma anche ampie zone del Nord. Si parte dalla legge 199 che “il governo Conte I ha provato a smantellare perché si fa riferimento soprattutto al concetto dello sfruttamento più che del caporale”. Carchedi ha individuato tre tipologie di imprese coinvolte: quella legale, quella “grigia” e quella illegale. “Non è una questione di controlli ma di sistema: i primi a opporsi al primo capitolo della legge 199 sono le associazioni di categoria delle aziende agroalimentari”.

L'ultima modifica Venerdì, 20 Dicembre 2019 15:56
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