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Mercoledì, 03 Giugno 2020

CORONAVIRUS, IL "RADAR" DI SWG: "DALLA PAURA ALL'INCERTEZZA, LA CINA VISTA COME ALLEATO" In primo piano

Scritto da  Redazione Apr 07, 2020

Conclusa la quarta settimana di lockdown cala tra gli italiani il sentimento di paura per il contagio, mentre crescono le incertezze sul futuro, soprattutto dal punto di vista lavorativo. Negli ultimi giorni appare anche più chiaro che le tempistiche non saranno brevi e che il percorso di uscita dalla crisi sanitaria sarà lungo. Per il 60% è necessario risparmiare mentre il 39% teme di non poter pagare mutui, rate e bollette.

Il trascorrere dei giorni non sembra incidere sulla capacità di reagire positivamente alla situazione, che rimane stabile. Peggiora però l’immagine del futuro. Sono sempre meno gli italiani che pensano che la nostra nazione uscirà rafforzata da questa crisi, così come diminuisce la percezione che le persone in generale e gli stessi intervistati al termine della crisi saranno migliori.

Politica e scenari internazionali

La crisi legata alla pandemia cambia anche la percezione degli scenari politici a livello globale. L’empatia dovuta all’essere state le due realtà più colpite nella fase iniziale dell’epidemia, ma anche gli aiuti reciproci, producono un notevole avvicinamento degli italiani alla Cina, al punto da preferirla come alleato rispetto allo storico partner americano. Sul piano europeo invece, le dinamiche recenti hanno incrinato fortemente il rapporto dei cittadini con le istituzioni europee, ma ha anche diviso le opinioni pubbliche dei diversi stati membri. Gran parte degli italiani, come anche la maggioranza dei francesi, sostiene il bisogno di politiche solidali tra i paesi per condividere i costi della crisi. In termini finanziari ciò si traduce nell’assenso con l’ipotesi degli Eurobond, strumento che però trova la contrarietà di due terzi dei tedeschi. 

Riavvio imprese e banche sempre più “lontane”

Vi è ampia consapevolezza tra i cittadini che è importante non aspettare troppo con la riapertura delle attività produttive, seppure con tutti gli standard di sicurezza. Questa tendenza si lega ai diffusi timori per le ripercussioni economiche della pandemia.

Sul piano dei consumi, al momento della riapertura degli esercizi, gli italiani prevedono di acquistare più di tutto capi d’abbigliamento e viaggi. In ogni situazione di crisi le banche rivestono una posizione centrale.

 In questa fase viene percepito che stiano rispondendo in maniera meno efficace rispetto al passato alle esigenze dei cittadini e del tessuto produttivo, anche se nell’epicentro della crisi, nel Nord-ovest, questo giudizio risulta meno severo. 

Tra gli istituti economici sono le banche ad essere viste sempre più con distanza. Per le famiglie e per le imprese sono lontane dalle proprie esigenze mentre solo una minoranza del 25% le vede come un riferimento.

Redazione

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