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Sabato, 11 Luglio 2020

COVID-19 TRA ITALIA E USA: PARLA ANTONIO GIORDANO, RAPPRESENTANTE DEL MINISTERO AMBIENTE ALL'ISTITUTO SUPERIORE SANITÀ In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Apr 14, 2020

Il professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Filadelfia e ordinario all'università di Siena, sarà il rappresentante del Ministero dell'ambiente all’ Istituto Superiore di sanità per volontà del ministro Costa

Quali sono i suoi obiettivi in questo nuovo ruolo e perché ha accettato?

L'obiettivo cardine è tutelare la salute dei cittadini. Il comitato ha il compito di indirizzare la ricerca su tutto ciò con cui quotidianamente le persone vengono a contatto come gli agenti tossici ambientali, a cui anche involontariamente siamo esposti e che rappresentano un rischio non trascurabile per la salute umana. Nel corso del mio impegno lavorativo ho sempre posto molta attenzione alla tematica ambiente-salute e, quindi, anche al legame tra eventi pandemici e cambiamenti climatici, che hanno una grande incidenza sulla salute collettiva.

È necessario porre le basi per creare dei programmi di prevenzione mirati proprio al rapporto tra ambiente e salute dei cittadini. Divulgare la conoscenza dell'inquinamento ambientale e creare la coscienza dei pericoli insiti nei "veleni" che ci circondano fa parte della "mission" che mi sono prefisso. Vorrei concludere sottolineando l'importanza della ricerca in un momento storico di cambiamento e di salute a rischio.

La situazione Covid 19 va verso la fase 2 in Italia. Il dibattito scientifico è molto serrato: serve ancora chiusura o bastano alcune precauzioni sul distanziamento sociale?

Naturalmente ci vorrà ancora tempo per "liberare" baci e abbracci, ma la ripresa dipenderà dalla curva epidemica. Ad oggi, sembra che la situazione stia migliorando, soprattutto per quanto riguarda la pressione sulle terapie intensive, prova che le misure di contenimento sociale sono, al momento, l'arma più efficace per difendersi dal virus. Lavorare alla Fase 2 è quantomai importante per l'Italia.  L'allentamento delle misure dovrà essere graduale e differenziato per tipologia di intervento e, ove possibile, 'personalizzato' nelle varie Regioni monitorando strettamente l'insorgenza di nuovi focolai. Sarà necessario prevedere una riapertura, seppur parziale e con regole fortemente limitative a cui sottostare finalizzate a un progressivo e graduale ritorno alla normalità

Questa fase 2 dovrà essere gestita con tutta la prudenza possibile, per evitare nuove impennate dei casi. Ma soprattutto, prima di riaprire, dobbiamo essere sicuri di poter intercettare nuovi focolai di virus per poter rapidamente assistere nel modo giusto i pazienti.

Qual è la situazione negli Usa dopo la sottovalutazione di Trump? 

Gli Stati Uniti sono di gran lunga il Paese più pesantemente colpito dal coronavirus e pure quello che è stato meno capace di reagire al contagio e arginarlo. Il presidente è stato lento ad assorbire l'entità del rischio e ad agire di conseguenza, concentrandosi, invece, sulla protezione dell'economia. Trump frena, comunque sull'ipotesi di riaprire agli inizi di maggio, tutto dipenderà dalle considerazioni sanitarie. La situazione negli ospedali si sta stabilizzando, a prova del fatto che le misure di allontanamento sociale stanno funzionando. 

Cosa pensa dello scontro tra il presidente americano ed Anthony Fauci?

Quello tra Trump e Fauci è stato solo uno scambio di punti di vista trasformato ad arte in polemica per fare notizia. Le direttive sono ben chiare, per cui non abbiamo mai avuto alcun dubbio: Anthony Fauci è un punto di riferimento mondiale per la virologia e le malattie infettive. Sulla questione vaccini si lavora con intensa professionalità, in quanto con Bill Gates (con un’operazione pubblico/privato), si sta finanziando la ricerca scientifica. Al momento esistono 8 vaccini in fase di sperimentazione clinica. Due di questi sono a Filadelfia, dove sono stati reclutati già 60 pazienti. Si tratta di lavori estremamente promettenti che potrebbero dare risultati nei prossimi mesi.
A Filadelfia il 50% delle terapie intensive è stato riempito. Se nei prossimi 10 giorni il dato rimarrà tale, otterremo un’indicazione importantissima per il controllo di questa malattia.
La speranza è che questo virus con i primi caldi vada ad attenuare la propria intensità e la propria aggressività.

Può anticipare alcune sue ricerche o i risultati di qualche suo studio che sarà pronto prossimamente?

Al momento il mio gruppo di ricerca continua a lavorare sul mesiotelioma e stiamo ottenendo dei risultati incoraggianti.  Contemporaneamente stiamo portando avanti un progetto sullo studio del meccanismo di azione del coronavirus di prossima pubblicazione.

L'ultima modifica Martedì, 14 Aprile 2020 14:52
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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