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Lunedì, 06 Luglio 2020

FASE 2, IL RADAR DI SWG: CONTINUA LA PAURA PER IL LAVORO E PER IL VIRUS In primo piano

Scritto da  Cronaca Mag 05, 2020

Continua l’analisi di SWG su come la pandemia legata al Covid-19 stia modificando i comportamenti e gli atteggiamenti di individui e consumatori. Questa settimana in primo piano: cosa ne pensano gli italiani delle misure del Governo per la «Fase 2», una valutazione delle possibili opzioni per recuperare risorse per affrontare la crisi post-emergenza, come vivono i cittadini le precauzioni quotidiane.

I vissuti individuali

L’ultima settimana della «Fase 1», conferma una serie di trend in corso: si riduce in generale la preoccupazione per il Virus, ma resta alta la percentuale di chi ritiene probabile subire il contagio. Sul fronte del lavoro, in una famiglia su due si continua a temere un problema occupazionale, ma migliora la valutazione sulla capacità di reazione della propria impresa. Gli ultimi giorni mostrano anche una ripresa dell’idea che l’emergenza possa terminare entro 3 mesi. In generale migliorano gli indicatori di ingresso rispetto alla «Fase 2», per quanto rimanga elevata la quota di chi vive un profondo senso di insicurezza nello svolgere attività fuori dalla propria abitazione.

Le misure per la «Fase 2»

Le misure previste dal Governo dal 4 maggio in poi suscitano una reazione non omogenea da parte dei cittadini: meno della metà (il 39%) le approva del tutto, mentre la metà si divide tra chi le ritiene troppo restrittive e chi invece le valuta come non sufficientemente prudenti. Tuttavia gran parte delle singole misure risultano largamente condivise. Sono considerate eccessivamente restrittive da più di un terzo dei cittadini le posticipazioni delle riaperture di parrucchieri, bar e ristoranti, ma anche il prolungamento del divieto di celebrare la Messa. In parte preoccupa invece la riapertura dei parchi e dei negozi. Complessivamente gli italiani giudicano che la gestione di questa emergenza nel loro Paese sia stata più efficace rispetto agli altri paesi europei e degli Stati Uniti. Soltanto alla Corea del Sud viene riconosciuta un’efficacia maggiore.

Il distanziamento sociale nelle abitudini degli italiani

Come si presenterà il problema della prossimità nel più o meno lungo periodo di transizione verso la normalità? Tra gli italiani c’è una diffusa consapevolezza dell’utilità dei comportamenti prudenziali, anche se non tutti ci credono. Molti accorgimenti sembrano essere stati oramai assimilati dalle persone e l’intenzione prevalente è di non abbassare la guardia nemmeno nelle prossime settimane, anche se ciò comporterà per alcuni non pochi sacrifici. Vi è tuttavia un 20% di cittadini scettici nei confronti dell’utilità di queste precauzioni, i quali non garantiscono di volerle rispettare. Nella «Fase 2» si avranno sicuramente dei mutamenti nelle abitudini dei cittadini. Oltre all’utilizzo di mascherine e guanti, la limitazione di contatti e delle frequentazioni di luoghi affollati, appare probabile anche un aumento dei pagamenti tramite cellulare a fronte di una riduzione dell’uso dei contanti.

L'ultima modifica Martedì, 05 Maggio 2020 12:57
Cronaca

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