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DROGHE. “LA NUOVA STRATEGIA EUROPEA NON VA BENE”: APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI In primo piano

Scritto da  Redazione Set 22, 2020

"Un passo indietro rispetto alla posizione storica dell'Unione Europea con un forte ritorno all'approccio "law and order", il grave depotenziamento delle politiche sociali e sanitarie ed un quasi sparizione del tema dei Diritti Umani, una scarsa attenzione ai temi della ricerca, del monitoraggio e delle evidenze scientifiche ed il forte rischio di rinforzare la stigmatizzazione del fenomeno e dei suoi attori".

Questi sono i principali rilievi che la Società Civile ha posto all'attenzione del Governo italiano con un appello rispetto alla discussione sull'Agenda Europea sulle Droghe e sul Piano d'azione 2021-2025 lanciato oggi.

A firmare il documento Forum Droghe, la Società della Ragione, Associazione Luca Coscioni, EUmans, Science for Democracy, Associazione Antigone, CGIL Nazionale, CNCA - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, LILA Nazionale, ITARDD - Rete Italiana Riduzione del Danno, Parsec Consortium, CAT-Cooperativa sociale.

Si è avuto "un processo opaco di costruzione e consultazione sul nuovo testo" denunciano le associazioni nel loro appello, chiedendo al Governo italiano "un attento esame del testo, in ragione del valore strategico e del ruolo di indirizzo che Strategia e Piano d'azione comunitari giocano, in Europa e negli Stati membri, per un approccio alle politiche sulle droghe equilibrato, efficace, basato sulle evidenze scientifiche e sul rispetto dei diritti umani."

In un quadro internazionale in grande fermento, la Società Civile teme inoltre che "il debole aggancio ai documenti più avanzati a livello globale, come lo UNGASS Outcome Document del 2016 e il rischio della perdita di una dimensione comunitaria coesa e di un ruolo centrale dell'Unione nel dibattito globale".

L'Agenda Europea sulle Droghe e sul Piano d'azione 2021-2025 sarà presto in discussione presso lo Horizontal Working Party on Drugs (HDG) e per questo i promotori invitano il Governo ad intervenire "chiedendo in quella sede una modifica dell'impianto proposto dalla Commissione, nella direzione di un approccio maggiormente bilanciato tra politiche per la riduzione dell'offerta e della domanda, aggiornato ai profondi mutamenti del fenomeno dei consumi, basato sulla seria valutazione dell'impatto e dei risultati della precedente Strategia e dei due precedenti Piani d'azione, e realmente basato sulle evidenze e sul rispetto dei diritti."

 

L'ultima modifica Martedì, 22 Settembre 2020 09:47
Redazione

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