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Domenica, 13 Giugno 2021

LAVORO E INTEGRAZIONE MIGRANTI CON "STORIE DI SUCCESSO": LA 2 GIORNI ITALIANA DEL PROGETTO MAX In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 26, 2021

Le politiche di accoglienza e integrazione, il lavoro come strumento decisivo, le storie di migranti che hanno aiutato a crescere le comunità. Sono stati tanti i temi della due giorni “Come si cambia” del progetto europeo Max - Maximizing Migrants contribution to society: il progetto europeo che intende rafforzare - con mezzi e tecniche innovative - il tessuto esistente di reti e parti coinvolte nel fornire una rappresentazione più giusta e più accurata dei migranti, concentrandosi sul contributo che essi danno alla società e fornendo gli strumenti e le linee guida per farlo, in un quadro flessibile ed evolutivo.

Nell’evento svolto il 20 e il 21 maggio, organizzato e promosso da Legacoopsociali, Dedalus, Consorzio Cosm e Consorzio Communitas, si sono alternati esperti, politici, giornalisti, scrittori e organizzazioni sociali. Le presidenti di Legacoopsociali e Dedalus, Eleonora Vanni e Elena De Filippo, hanno salutato relatori e partecipanti puntando proprio sul ruolo della cooperazione sociale non solo in questo progetto ma in tutta l’accoglienza diffusa del Paese.

“Noi, cooperative sociali, continuiamo a lavorare per l’inclusione – ha affermato Vanni - e ci assumiamo il compito di lavorare per portare a sistema quelle che oggi sono testimonianze e buone prassi, ma anche qui non abbiamo la forza, né la presunzione di farlo da soli e al meglio. Occorre una sintesi e la collaborazione direi meglio cooperazione fra la politica che definisce le norme, gli interventi e le risorse, la società civile e il mondo economico e – ha aggiunto - particolarmente il mondo dell’economia sociale che noi rappresentiamo per creare le migliori condizioni per un’inclusione a tutti i livelli che valorizzi il meglio di ognuno”

“Al centro la narrazione delle migrazioni. Tanti sono stati i cambiamenti – ha spiegato De Filippo - sia rispetto ai numeri che alle traiettorie, ma un elemento costante è quello relativo alla collocazione nel mercato del lavoro dei migranti che li vede ai margini”

A mettere un accento politico sulla questione è stata Laura Boldrini, presidente Comitato diritti umani nel mondo Camera dei deputati: “abbiamo doveri imprescindibili come salvare le vite in mare. Sarebbe difficile immaginare una mare nostrum europea? È appannato anche il diritto d’asilo. C’è chi a posta non vuole gestire il problema, ma usa il fenomeno come uno strumento per alimentare il consenso, per rendere il tema esplosivo”.

A queste parole ha fatto eco l’intervento di Josè Antonio Diaz Moreno del Cese: “bisogna cambiare la narrativa, normalizzare il linguaggio positivo. Bisogna lottare contro questi discorsi neofascisti contro le migrazioni perché la popolazione deve essere interculturale perché questo arricchisce tutti noi”.

Nel dibattito sono stati snocciolati i dati che in buona parte smentiscono le narrazioni mediatiche e politiche correnti. Giovanni Di Dio di Anpal servizi ed esperto Labour migration ha ribadito come nel nostro Paese abbiamo “poco più di 5milioni di stranieri in Italia e i non comunitari poco più di 4milioni. Il paese europeo con più stranieri è l’Austria, l’Italia ha un livello di incidenza più basso rispetto al resto dell’Europa”. Enrico Di Pasquale, ricercatore della Fondazione Leone Moressa, ha parlato di “inverno demografico” per l’Italia e di come non si parla di emigrazione dal nostro Paese secondo i dati degli ultimi anni.

Con Valeria Piro, ricercatrice Università di Padova, e Marco Cilento, confederazione sindacati europei Etuc, si è acceso il focus sul lavoro in alcuni settori e sui diritti. “Gli effetti della pandemia sui migranti: aumento delle disuguaglianze, in primo luogo dal punto di vista sanitario ha affermato Piro - e aumento del rischio nei loro settori di lavoro, impoverimento delle condizioni abitative”.

Patrizia Luongo di Forum Disuguaglianza Diversità ha focalizzato l’intervento sulla condizione dei riders: “con la pandemia è aumentata la consapevolezza dell’importanza dei riders e questo può essere un fattore di spinta per il cambiamento nell’ambito dei diritti”. Filomena Costanzo (consorzio Sale della terra) e Federico Boccaletti (Cooperativa soc. Anziani e non solo) hanno fatto il punto su agricoltura e servizi alla persona.

La giornata del 21 ha visto una tavola rotonda con la giornalista dell’agenzia stampa Redattore Sociale e lo scrittore algerino Tahar Lamri che hanno discusso di linguaggi e media sulle migrazioni e sulle evoluzioni delle narrazioni in questi ultimi anni. A concludere l’evento è stata la proclamazione delle due realtà vincitrici delle “storie di successo” a cui hanno partecipato 300 votanti: Associazione Sabir e cooperativa sociale IPAD.

La prima, nella categoria “meno di 5 anni” è stata raccontata dall’Asssociazione Sabir e riguarda il giovane educatore gambiano Malick, costretto a lasciare il suo Paese perchè perseguitato. Oggi Malick, grazie ad una borsa di studio sostenuta dal progetto “Apri” della Caritas di Crotone studia  facoltà di Scienze Politiche.

La seconda storia è di Dionkem, un migrante maliano che ha fondato la cooperativa sociale IPAD Mediterranean. Arrivato nel 2010 in Italia, Dionkem è stato prima ospitato nella parrocchia del paese di Tiggiano. Dopo aver lavorato in agricoltura e nella ristorazione, nel 2019 dà vita alla Cooperativa che gestisce tutt’oggi. Nell’ottobre del 2020, dopo oltre 10 anni, ha potuto riabbracciare sua moglie e sua figlia che aveva lasciato nel Mali.

“Tra le finaliste del contest, erano presenti, in rappresentanza del Consorzio, anche la Cooperativa Diaconia di Frosinone e la Cooperativa L'Arcobaleno di Lecco. - dichiara il Consorzio Communitas - Tutte le storie raccontate hanno in comune la voglia delle persone accolte di dare il loro contributo attivo alla società. Storie di integrazione che sono state possibili solo grazie al grande lavoro sul campo di associazioni e cooperative e di comunità locali accoglienti, in stretto raccordo con le Caritas Diocesane. Dionkem, Dicko, Morick ed Eric, i protagonosti delle storie del Consorzio Communitas, sono esempi bellissimi di un’Italia che sa fare dell’accoglienza un’opportunità di crescita”.

 

 

 

 

Redazione

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