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Domenica, 09 Dicembre 2018

Siria, ecco il video della distruzione dell'ospedale di MSF In primo piano

Scritto da  Redazione Mar 02, 2018

A Medici Senza Frontiere arriva una drammatica video-testimonianza da un ospedale materno-infantile colpito nei recenti bombardamenti nella Ghouta orientale. Ad inviarlo sono stati i medici che lavorano nella struttura,

supportata da MSF dal 2014. Il video mostra l’ospedale prima, quando vi nascevano i bambini, e dopo l’attacco, con gli ambienti distrutti, dall’ingresso alle sale per i pazienti. Al momento la struttura non è più funzionante. “Di fatto il cessate il fuoco nella Ghouta orientale non è mai partito – dichiara Msf - attacchi e bombardamenti continuano, ed è salito a 4050 il numero dei feriti e a 770 il quello dei morti, dal 18 al 27 febbraio. Tra loro, molti sono donne e bambini. Questi dati arrivano da 10 strutture a cui MSF garantisce un supporto regolare e altre 10 a cui l’organizzazione sta fornendo materiali medicali di emergenza”. Ma si tratta di una sottostima perché alcuni centri hanno bisogno di tempo per inviare i dati e perché nell’area “ci sono anche altre strutture, non supportate da MSF, che hanno assistito feriti di cui non abbiamo i numeri”. Sono 15, su 20, le strutture mediche supportate da MSF nell’area sono state danneggiate o distrutte: “tra i medici che supportiamo, 3 sono rimasti uccisi e 8 feriti dal 18 febbraio. I medici ancora attivi sono completamente allo stremo”. In questa situazione ancora grave e drammatica, MSF rinnova con forza il suo appello per un immediato cessate-il-fuoco. In particolare, MSF chiede a tutte le parti in conflitto di: “fermare gli attacchi e i bombardamenti per consentire una riorganizzazione della risposta medica; consentire l’evacuazione medica dei pazienti più gravi; consentire a organizzazioni medico-umanitarie indipendenti di entrare nell’area per fornire assistenza diretta; garantire una massiccia fornitura di farmaci e materiali medici salvavita; garantire prima, durante e dopo ogni pausa nei combattimenti che le aree civili su entrambi i fronti, incluse le strutture mediche, non vengano colpite”.

L'ultima modifica Venerdì, 02 Marzo 2018 15:16
Redazione

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