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Domenica, 29 Novembre 2020

TERRA DEI FUOCHI, SCONTRO DE LUCA - COMITATI: "NON SIAMO NOI I PARASSITI" In primo piano

Scritto da  Redazione Lug 30, 2018

Dopo il rogo dei Caivano si apre un nuovo scontro tra Vincenzo De Luca e i comitati ambientalisti. Il presidente della Regione Campania, durante un incontro a Coldiretti, ha indirizzato parole dure contro giornalisti “camorrologi” e comitati “parassiti, “gente che se non ha un problema, deve inventarselo se no non campa”. Per il governatore sono necessari 15 impianti di compostaggio per la raccolta differenziata e non vuole più sentir parlare di “terra dei fuochi”. Il riferimento è ai roghi degli impianti di Caivano e a inizio luglio di quello a San Vitaliano.

De Luca parla di “comitatismo” in riferimento alla cittadinanza che da anni nelle province di Napoli e Caserta è in prima linea contro roghi e discariche. “Insomma, non ci sarebbe nessuna Terra dei Fuochi – scrivono in una nota Rete Stop Biocidio e Cittadinanza e comunità - E lo grida anche all’indirizzo dell’On. Micillo, sottosegretario all’Ambiente, per dire che non ha molto senso intitolare così proprio il recente decreto che, voluto dal Ministro Costa, ridefinisce le attribuzioni di competenze per la risoluzione di questo problema”.

“Ci faccia capire – chiedono i comitati - bruciano tre piattaforme di raccolta plastica e carta nel giro di un mese (a proposito, lei non sa nemmeno cosa è bruciato: lo dice lei nel video, non noi) modalità praticamente identiche, sicuramente per mano esterna; provocano un danno enorme alla salute dei cittadini, nonché ai raccolti delle zone circostanti e lei ci dice che non c’entra niente la Terra dei Fuochi. Ah si, in fondo allo stesso video da segno di saperla qualcosa, quando dice che non è un problema di rifiuti urbani, ma di smaltimento illegale dei rifiuti. E a lei questi ultimi, devastanti, roghi cosa sembrano? Autocombustione? Ma non possiamo aspettarci altro da un governo regionale che ha le mani in pasta nello stesso sistema corruttivo e nepotistico che ci ha affossato. Siamo seri, signor presidente”.

“Anche noi gridiamo ‘Mai più Terra dei Fuochi’ – continua la nota - Mai più bimbi morti, mai più estati irrespirabili.  Mai più manifestazioni in piazza, mai più notti passate a discutere e a studiare tra noi per proporre soluzioni adeguate. Mai più lavoro incessante sul territorio, tra la gente, ad ascoltare i problemi. Mai più corse sui luoghi dei roghi e mai più ore e ore a respirare monnezza per cercare di capire la verità. Anche noi vogliamo che la Campania riparta dall’agricoltura. Lo gridano gli agricoltori che sono tra le nostre stesse fila e che non hanno paura della verità. Lo vogliono quei contadini che sono strozzati dalla Grande Distribuzione, con cui la sua Coldiretti va a braccetto, e che cercano possibilità economiche in altri canali e che le trovano, Presidente. Lo vogliono quegli agricoltori che si sono visti sequestrare i pozzi perché accanto a discariche immense e che magari continuano a coltivare perché non hanno altro con cui campare. Noi siamo dalla parte di chi lavora onestamente”.

I comitati si sentono in trincea e le loro denunce vanno verso quelle che sono le mancanze istituzionali di oltre 20 anni in quel territorio. “Caro Presidente, non ci chiami parassiti solo perché facciamo il nostro mestiere – conclude la nota dei comitati - senza di noi moriremmo tra molto più dei 900 roghi di cui parla lei. Noi siamo fieri di aver svegliato questo popolo, di aver attivato percorsi legislativi che ora lei nega. E siamo fieri di appartenere alla Terra dei Fuochi che è fucina di pensiero e terra di grande coraggio. Per il resto, le risponderemo come sempre in tutte le sedi: nelle piazze, nei tribunali, nei laboratori scientifici. Rimaniamo in trincea. Soldati semplici, semplici cittadini”. 

 

L'ultima modifica Lunedì, 30 Luglio 2018 16:49
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