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Sabato, 20 Ottobre 2018

LA SCUOLA SPIEGATA DA SOCRATE: A TEATRO ARRIVANO I "LEONE D'ARGENTO" ANAGOOR In primo piano

Scritto da  Redazione Mar 13, 2018

Recentemente insigniti del Leone d’Argento per il Teatro 2018 alla Biennale di Venezia, gli Anagoor arrivano con “Socrate il sopravvissuto / come le foglie” al Teatro Comunale di Casalmaggiore giovedì 15 marzo alle ore 21, appuntamento atteso della Stagione 2017-2018 diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore, con il sostegno della Regione Lombardia nell’ambito di Circuiti Teatrali Lombardi, con il contributo di La Briantina S.p.A.

La scuola, l’educazione e il loro rapporto con la stretta attualità, tra la filosofia antica e gli echi di cronache violente che hanno avuto come palcoscenico le scuole. Con Socrate il sopravvissuto Anagoor entra all’interno di una classe, in una scuola come tante e lo fa inseguendo alcune pagine del romanzo di Antonio Scurati, Il sopravvissuto, con contaminazioni e innesti tratti dal “Fedone” di Platone, da “La storia seguente” dello scrittore olandese Cees Nooteboom e dalle riflessioni del filosofo, scrittore e mistico di origini greco-armene Georges Gurdjieff, assumendo il punto di vista di chi si dispone di fronte ad un gruppo di giovani incaricato della loro educazione. Non un adattamento teatrale del romanzo, ma, come di consueto nelle creazioni di Anagoor, alcune tra le pagine più emblematiche del libro si intrecciano come un fiume carsico ad altre vicende, altre parole, altre dimensioni temporali: in questo caso gli ultimi momenti di vita di Socrate attorniato dai suoi discepoli prima della condanna a morte.

Tra le ore che precedono la morte di Socrate per ingiunzione della città, così come sono raccontate da Platone nel Fedone, e l’ora in cui lo studente Vitaliano Caccia massacra a colpi di pistola l’intera commissione di maturità lasciando in vita il solo insegnante di storia e filosofia, così come è dipinta con lucida ferocia nel romanzo di Antonio Scurati, si consuma tutta la battaglia, una vera e propria Gigantomachia, al pensiero occidentale dalle sue origini ai suoi inevitabili e tragici esiti storici. Ma non solo, si rinnovano infatti anche due eterni interrogativi: la domanda di senso, ingombrante punto di domanda rivolto al maestro, e la questione stessa della posizione del maestro rispetto al sapere e ai discepoli.

In un tempo, il nostro, che porta con sé vorticosi mutamenti, la questione educativa – scrive la Compagnia - sembra diventata un tema marginale e insieme una montagna inaffrontabile, aggirata da riforme scolastiche parziali che mortificano insegnanti e ragazzi e il processo stesso della conoscenza. Stiamo accumulando un ritardo colpevole Serve che si levi un pensiero alto ed articolato attorno all’educare oggi, alla cura delle coscienze in formazione.

Un pensiero che rilevi la stretta connessione tra processo della conoscenza e ricerca della giustizia, tra strumenti del conoscere (che è riconoscere e saper distinguere la verità dall’opinione) e pratica politica. Un pensiero che smetta di separare la filosofia dalla vita, che ricucia lo strappo tra anima e corpo e inviti all’eterna e mai perfetta ricerca della verità unico baluardo contro l’assenza di senso della storia e dell’esistenza.

Sui 9 banchi in scena si siedono i giovani studenti attori principianti (Iohanna Benvegna, Marco Ciccullo, Matteo D’Amore, Margherita Sartor, Massimo Simonetto, Mariagioia Ubaldi, Francesca Scapinello/Viviana Callegari/Eliza Oanca), alcuni dei quali provenienti dal laboratorio teatrale del Liceo “Giorgione” di Castelfranco Veneto, dove la compagnia è nata e dove insegna greco e latino Patrizia Vercesi, responsabile della drammaturgia con lo stesso Derai, suo ex studente. Accanto ai ragazzi Marco Menegoni nel ruolo del loro professore di storia e filosofia, Domenico Santonicola sullo schermo nel ruolo di Socrate, Piero Ramella in quello del giovane Alcibiade. La regia è di Simone Derai che firma anche la drammaturgia insieme a Patrizia Vercesi. Il video che scorre sul fondale e che ricostruisce le antiche vicende della Polis di 2400 anni fa, con immagini definite “di folgorante intensità”, è curato da Simone Derai e Giulio Favotto. Le riprese aeree sono di Tommy Ilai e Camilla Marcon. Derai firma anche le maschere, assieme a Silvia Bragagnolo, e i costumi, assieme a Serena Bussolaro. Le musiche e il sound design sono di Mauro Martinuz.

I prezzi dei biglietti sono 18,00 Euro (platea e palchi), 15,00 Euro (ridotto), 11,00 Euro (loggione). I biglietti si acquistano in prevendita presso il Centro Servizi al Cittadino (Piazza Garibaldi, tel. 0375 284496), dal lunedì al sabato dalle ore 8.30-12.30 e presso il botteghino del Teatro tutti i giorni di spettacolo a partire da un’ora prima l’inizio previsto.

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ultima modifica Martedì, 13 Marzo 2018 16:27
Redazione

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