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Lunedì, 19 Novembre 2018

Foto G.B. Parente Foto G.B. Parente

LE "ODISSEE" DEL "TEATRO NELLE CASE": L'INNOVAZIONE DELLE "ARIETTE" In primo piano

Scritto da  Redazione Set 05, 2018

Fare teatro per il Teatro delle Ariette non significa solamente creare e presentare spettacoli ma, sempre più, concepire e realizzare progetti da coltivare con cura nel corso del tempo, farli crescere, lasciarli lievitare, da osservare e ascoltare nel loro manifestarsi in forme e modi imprevisti, a volte sorprendenti, quasi sempre inattesi. Così, è stato per il progetto, appena conclusosi, di Un’Odissea in Valsamoggia, che ha portato alla creazione di uno spettacolo in 5 puntate tratto dal poema omerico, esperimento per un teatro di comunità svoltosi in 5 piazze della Valsamoggia, dal 4 luglio al 1 agosto, quarta edizione di Territori da cucire che ha coinvolto 100 persone e raggiunto circa 1500 spettatori.

Fare teatro per il Teatro delle Ariette significa anche l’abbandono di forme consuete, quali la “stagione teatrale” o il “festival”, a favore di un’attività più articolata, forse meno appariscente ma ricca di relazioni, fatta di una paziente tessitura quotidiana. Fatti e inquietudini del nostro presente, incontri e confronti dettano il ritmo e i contenuti della nostra pratica teatrale produttiva e organizzativa, scrive Stefano Pasquini.

In questa prospettiva si inserisce l’edizione autunnale di A teatro nelle case intitolata Odissee, diretta dal Teatro delle Ariette, momento di riflessione comune sul nostro presente, che travalica il linguaggio teatrale stesso. Stando sui margini, sui confini, nella ricerca di un orizzonte ancora sconosciuto, il Teatro delle Ariette accoglierà artisti di origini differenti: italiani e stranieri, danzatori contemporanei e di hip-hop, rapper, attori, scrittori, poeti e videomaker guidati, come sempre, dal desiderio di essere e fare comunità.

Residenze creative, spettacoli, incontri, laboratori e proiezioni compongono la ventiduesima edizione di A teatro nelle case che dall’8 settembre al 14 ottobre si disseminerà in vari luoghi della Valsamoggia (Bologna), dal Teatro delle Ariette alla Libreria CartaBianca alle case private di cittadini di Valsamoggia, con il contributo di Regione Emilia-Romagna e Comune di Valsamoggia e con la collaborazione di Fondazione Rocca dei Bentivoglio e Libreria CartaBianca.

ODISSEE intese come intreccio di relazioni umane, che nel caso del Théâtre de Chambre portano nel Nord della Francia, dove hanno sede, un Nord mescolato a riflessi di Sud, Algeria, Mediterraneo, bagliori di Russia o di Portogallo. È il Nord di Christophe Piret, direttore artistico e regista del Théâtre de Chambre, amico e compagno di viaggio delle Ariette da più di un decennio, che l’8 settembre alle ore 21, al termine di una residenza creativa (dal 2 all’8), restituirà al pubblico il lavoro svolto, prima del debutto francese di VERSO BARBARESQUES opera apolide per quattro danzatori e un rapper.

Partendo dalla suggestione storica della Pirateria Barbaresca nel Mare Mediterraneo, Christophe Piret ha iniziato nel luglio 2016 un percorso di ricerca creativa sulla questione dell’estraneità, dello straniero, del conflitto, dell’avventura, dell’assimilazione nella nostra realtà contemporanea. Con una compagnia formata da danzatori hip-hop e contemporanei, un rapper e un poeta e, attraverso la programmazione di un laboratorio di creazione, presso la sede di Aulnoye-Aymeries, ha iniziato il percorso produttivo per la realizzazione di un’opera originale, all’incrocio tra la performance di danza urbana e la poesia epica, che debutterà nel novembre 2018 al festival VIA del Manege Scéne Nationale de Maubege (Francia) col titolo “Barbaresques. Ne sors plus de chez toi”. Ricerca che è proseguita nel novembre 2016 in Algeria alla ricerca di artisti, testimoni e partner del progetto e prosegue i laboratori di creazione ospite di diversi teatri francesi.

Sempre il Théâtre de Chambre il 9 settembre alle ore 17.30, in Piazza Garibaldi a Bazzano, all’interno dell’edizione INfestival 2018, presenta AUTOUR DE BARBARESQUES, performance di danza e musica con Christophe Piret, Andreia Afonso, Aziz El Youssoufi e Sofiane Chalal.

Relazioni che invece crescono molto vicino sono quelle nate dalla straordinaria esperienza dell’Odissea in Valsamoggia di cui si rifletterà in due appuntamenti. Il 12 settembre al Teatro delle Ariette alle ore 21 nell’incontro pubblico DOPO L’ODISSEA alla presenza di tutti i protagonisti del progetto, attori, spettatori, aiutanti, cuochi, tecnici, giovani, adulti, anziani, bambini.

Il 30 settembre, sempre alle Ariette, si svolgerà la giornata intitolata DA LIDO ADRIANO A VALSAMOGGIA Esperienze di relazioni interculturali che inizierà alle ore 16 con la proiezione in anteprima di CERCANDO ITACA il film di Paola Berselli, Carlotta Cicci, Stefano Massari, Stefano Pasquini, sezione cinema del progetto Un’Odissea in Valsamoggia.  Alle ore 17.30 seguirà AWA CHE VIVE DUE VOLTE il libro di Laura Gambi: dieci storie di donne immigrate a Lido Adriano (Ravenna) nei primi anni ’90 narrate da una donna. Una sintesi e metafora delle due e molte vite di queste donne provenienti da Albania, Marocco, Senegal. A seguire l’incontro con l’autrice. Alle ore 19 UN’ODISSEA IN VALSAMOGGIA nelle foto di Giovanni Battista Parente mentre alle ore 19,30 si concluderà la giornata con un aperitivo al tramonto.

Il 16 settembre alle ore 13 - con repliche il 13 ottobre alle 20.30 e il 14 ottobre alle 13 - il Teatro delle Ariette presenta il suo ultimo spettacolo ATTORNO A UN TAVOLO piccoli fallimenti senza importanza. Nella Cucina-Teatro delle Ariette la Compagnia tenta di creare, per il tempo effimero dello spettacolo, una comunità provvisoria, forse ancora possibile. Un grande tavolo al centro. Attorno tavoli da lavoro, forno, pentole, fornelli, taglieri e mattarelli. Paola, Stefano e Maurizio accolgono gli spettatori, li fanno accomodare attorno al tavolo e apparecchiano. Così, comincia la cena (o il pranzo) e i tre attori, servendo acqua e vino, focacce, formaggio, verdure e tagliatelle, raccontano, con leggerezza, senza drammatizzare, con la voglia di giocare, storie di vita (di teatro, di agricoltura, di paura di volare, di amici e di cinghiali), esperienze personali, piccoli fallimenti apparentemente senza importanza, inquietudini che attraversano il nostro presente.

‹‹Un esempio concreto di come arte e vita, pensiero e pratica, fatti e parole siano una cosa sola, un’esperienza preziosa di come l’arte possa modificare la realtà››: così, Paola e Stefano scrivono degli amici artisti Luigi Dadina e Laura Gambi, ai quali è dedicata la sezione FATTI E PAROLE arte e vita nel lavoro di Luigi Dadina e Laura Gambi composta da spettacoli, incontri e laboratori, che si svolgerà dal 29 settembre al 6 ottobre.

Fondatore nel 1983, insieme a Marco Martinelli, Ermanna Montanari e Marcella Nonni, del Teatro delle Albe, Luigi Dadina, autore e regista, ha preso parte a numerosi spettacoli scritti e diretti da Marco Martinelli; dal 1994 è guida dei laboratori non-scuola e dal 2001 segue con Il Lato Oscuro della Costa, gruppo rapper ravennate, il laboratorio con un gruppo di adolescenti italiani e stranieri a Lido Adriano. Laura Gambi ha lavorato presso servizi rivolti agli immigrati e si occupa di progetti di promozione culturale. Con Luigi Dadina ha pubblicato Lido Adriano, porta d'oriente (Danilo Montanari editore, 2008), Il pieno e il vuoto: storie di donne e uomini tra l'Emilia-Romagna e l'Argentina (in «Altreitalie», n. 36-37, 2008), Awa che vive due volte (Aiep, 1998, ripubblicato da Elle Unità Multimedia), I wolof del Senegal. Lingua e cultura (L'Harmattan Italia, 1995).

Una ‘dedica’ che inizia il 29 settembre alle ore 18 alla Libreria CartaBianca di Bazzano con la presentazione - con interventi di Luigi Dadina, Laura Gambi, Michele Pascarella, Massimo Ortalli e Cristina Valenti - dei tre libri ALLORA IO VADO di Laura Gambi (Ed. Pendragon, 2016), AMORE E ANARCHIA Uno spettacolo del Teatro delle Albe, a cura di Cristina Valenti (Ed. Titivillus, 2015), RACCONTI SU UN ATTORE OPERAIO Luigi Dadina nel Teatro delle Albe di Michele Pascarella (Ed. Titivillus, 2017).

 

L’ 1 e 2 ottobre alle ore 20 al Teatro delle Ariette Luigi Dadina curerà il laboratorio teatrale LA NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA mentre il 5 e 6 ottobre alle ore 21 il Teatro delle Albe sarà ospite in case private (il 5 ottobre alla Fattoria delle Querce di Bazzano e il 6 ottobre alla Cantina Bonfiglio di Monteveglio) con I FATTI l’aria infiammabile delle paludi. Una ballata blues per due sgabelli, un narratore, Luigi Dadina, e un bassista, Francesco Giampaoli. Musica e voce per tessere un racconto, fuori e dentro la biografia del narratore, storia di avvenimenti reali, immaginati o sognati, che una volta raccontati diventano più veri del vero. La narrazione si apre il 30 giugno 1916, il secondo anno della prima guerra mondiale, nel cuore dell’estate, sul monte Colombara dove muore Dadina Vincenzo Antonio, colono, e termina il 13 marzo 1987 con la tragedia della nave gasiera Mecnavi dove tredici persone persero la vita in uno dei peggiori incidenti sul lavoro in Italia.

 

Dall’8  al 12 ottobre al Teatro delle Ariette Alessandro Berti sarà impegnato nella residenza creativa VERSO BLACK DICK, nuovo lavoro che debutterà a fine ottobre a Bologna, a Gender Bender Festival. Uno spettacolo che tratta della storia dello sguardo del maschio bianco sul corpo del maschio nero. Un esercizio di memoria utile riguardo a qualcosa che diamo per scontato, naturale (in un senso o in un altro) e che invece ha una storia, precisa e tragica. 

 

L'ultima modifica Mercoledì, 05 Settembre 2018 15:07
Redazione

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