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Lunedì, 22 Luglio 2019

EMMA DANTE PORTA GIAMBATTISTA BASILE A TEATRO: SUL PALCO "LA SCORTECATA" In primo piano

Scritto da  Redazione Feb 18, 2019

Grande prova della regista palermitana Emma Dante è “La scortecata” - una delle novella più celebri della raccolta con cui Giambattista Basile, nel Seicento, creò un capolavoro della tradizione letteraria italiana e mondiale - in scena al Teatro Comunale di Casalmaggiore sabato 23 febbraio alle ore 21, nell’ambito della Stagione Teatrale 2018-2019 diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore con il sostegno della Regione Lombardia nell’ambito di Circuiti Teatrali Lombardi.

Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille, noto anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate), è una raccolta di cinquanta fiabe popolari raccontate in cinque giornate. Prendendo spunto da queste, Giambattista Basile crea un mondo affascinante e sofisticato partendo dal basso. La lingua pare quasi una partitura metrica: un napoletano nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive che ne rafforzano e ne esaltano la musicalità. Una lingua che cerca la verità senza rinunciare ai ghirigori barocchi della scrittura.

Seguendo la tradizione settecentesca, la regista palermitana Emma Dante in questa riscrittura originale, tagliente e spietata, affida i tre ruoli delle sorelle e del re a due uomini, a due interpreti d’eccezione, Carmine Maringola e Salvatore D'Onofrio, che vestono i panni di due vecchie tormentate dal desiderio, ossessionate a tal punto dall’amore per il Re da compiere il più estremo dei gesti: scorticarsi per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova. Si muovono su una scena quasi vuota: due «seggiulelle», una porta a delineare i confini della catapecchia che fa da casa alle due vecchie, un castello in miniatura a suggestione di un sogno soltanto evocato. Le due vecchie, sorelle, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra.

Trascorrono il loro tempo sprofondate nella miseria e nella volgarità, finché non giunge l’inaspettata richiesta del Re, che si è innamorato della voce di una delle due: vuol conoscere la graziosa a cui appartiene quella voce. Allora le due, vittime di un desiderio non ancora sopito, scivolano nella favola volgare che loro stesse mettono in scena: al prezzo di sacrifici, dolori, inganni, ottengono che quella passi una notte d’amore col Re. Ma il Re, al mattino, scopre l’inganno, e la butta giù da una finestra. La vecchia viene salvata da una fata e resa per magia una splendida fanciulla, che ora il Re chiede in sposa.

È qui che la penna di Emma Dante interviene puntuale: laddove la scrittura originale voleva che la sorella, invidiosa, accettasse di farsi scorticare dal barbiere nella speranza di competere con la giovinezza ritrovata dell’altra, qui è la stessa vecchia che, dopo la miracolosa trasformazione, «non ci crede cchiù alle favole», e si offre al coltello brandito dall’altra.

Contribuiscono alla Stagione Teatrale 2018-2019 e ai lavori di restauro del Teatro Comunale: Azotal spa, AFM Casalmaggiore srl, La Briantina spa, Padania Alimenti srl, Union Brokers srl.

 

 

L'ultima modifica Lunedì, 18 Febbraio 2019 13:08
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