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Mercoledì, 20 Gennaio 2021

VAL D'AGRI: ARRESTATI FUNZIONARI CENTRO OLI ENI DI VIGGIANO

Scritto da  Redazione Mar 31, 2016

I Carabinieri hanno eseguito anche un'ordinanza di divieto di dimora nei confronti di un dirigente della Regione Basilicata. Sul Centro di Viggiano erano arrivate le denunce di Legambiente Basilicata. Già dal 2011 infatti con l'elaborazione in un dossier, l'associazione ha denunciato "anomalie e stranezze nella gestione dei rifiuti speciali".

Cinque funzionari e dipendenti del centro oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni - dove viene trattato il petrolio estratto in Val d'Agri - sono stati posti agli arresti domiciliari dai Carabinieri per la tutela dell'ambiente perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di "attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti".

I Carabinieri hanno eseguito anche un'ordinanza di divieto di dimora nei confronti di un dirigente della Regione Basilicata. I provvedimenti cautelari - emessi dal gip del Tribunale di Potenza nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia - sono stati eseguiti nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta.

Sono stati eseguiti anche due decreti di sequestro con possibili conseguenze sulla produzione di petrolio in Val d'Agri, dove si trovano giacimenti di idrocarburi di interesse nazionale. Lo si è appreso da fonti investigative e sindacali.

Inoltre tra gli indagati risulta esserci anche il convivente della ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi, come rivela repubblica.it

I precedenti

Sul Centro di Viggiano erano arrivate le denunce di Legambiente Basilicata. Già dal 2011 infatti con l'elaborazione del dossier Rifiuti Speciali, l'associazione ha denunciato "anomalie e stranezze nella gestione dei rifiuti speciali in Basilicata, con un sistema che non appare "governato" dall'interesse pubblico ma piuttosto dall'interesse delle imprese private". "Un settore nel quale si hanno difficoltà a reperire dati certi sui flussi, le quantità, le tipologie, gli impianti ed i siti di destinazione: informazioni che sfuggono per incapacità o collusione, a chi è chiamato ad autorizzare, vigilare e controllare. In un contesto così nebuloso, si continuano inoltread importare in Basilicata rifiuti speciali, per essere trattati e smaltiti impianti lucani".

Redazione (Fonte: Ansa)

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