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Sabato, 20 Luglio 2019

VAL D'AGRI: SCONTRO SULLE ACQUE DEL "PERTUSILLO"

Scritto da  Redazione Feb 27, 2017

“Un’alga non smacchierà ancora una volta l’operato di Eni in Val d’Agri: annullare qualsiasi progetto di ampliamento, bonificare, cambiare rotta”. É questo il commento di Legambiente Basilicata Onlus in merito alle ultime nere vicende che hanno riguardato l’attività estrattiva in regione mentre è in corso il processo contro l'Eni  

“Non sarà un’alga a smacchiare l’operato di Eni in Val d’Agri e non saranno i risultati delle analisi dell’Arpab sulle acque del Pertusillo a sollevare il governo regionale dalle sue gravi responsabilità in termini di mancato monitoraggio e controllo”. É questo il commento di Legambiente Basilicata Onlus in merito alle ultime nere vicende che hanno riguardato l’attività estrattiva in regione. Continua la tensione tra ambientalisti e l'azienda mentre è in corso il processo a Potenza con richiesta di rinvio a giudizio di ben 52 imputati, tra cui i manager Eni, per diversi illeciti ambientali (fra cui quello di attività finalizzata al traffico illecito di rifiuti) nonché a carico della medesima compagnia petrolifera italiana, imputata quale persona giuridica.

“Il responso Arpa – continua l’associazione- secondo cui non ci sono idrocarburi ma solo alghe nel Pertusillo, non ci tranquillizza. È onnipresente infatti la sensazione di un incombente disastro ambientale con Eni che, oltre ad essere rinviata a giudizio per traffico illecito di rifiuti, non riesce o non vuole garantire la minima sicurezza del processo produttivo. Considerate le ultime vicende e gli innumerevoli “incidenti” connessi all’estrazione in questi vent’anni è chiaro che una moratoria sull’attività di sfruttamento dei giacimenti lucani, fino al ripristino di una condizione di legalità e trasparenza, è l’esigenza primaria del territorio”.

“A fronte di una comunità spaventata e diffidente – aggiunge Legambiente - la risposta da parte dell’Eni è quella di programmare il raddoppio delle superfici occupate, la sesta, la settima e l’ottava linea. E’ inaccettabile: annullare qualsiasi progetto di ampliamento, bonificare le aree inquinate ed avviare un processo di riconversione produttiva verso la chimica verde”.

La Val d’Agri e la Basilicata oggi sono a un bivio: riagganciare la modernità, che finalmente parla di agricoltura, di sostenibilità ambientale e di qualità della vita “o assecondare dinamiche ed interessi che continuano a considerare lo sfruttamento delle risorse come unico modello produttivo”. Secondo Legambiente “è necessario uno sforzo da parte di tutti (cittadini e istituzioni) ad agire concretamente per recuperare le reali potenzialità locali: qualità ambientale e agroalimentare, servizi diffusi e di prossimità, reti di comunicazione, mobilità e ricerca. Mettere in campo una vera innovazione, sintesi virtuosa di ruralità e modernità in grado di apportare un reale progresso sociale ed economico del territorio”.

“L’Eni – conclude la nota – ha dimostrato ancora una volta di non essere compatibile con la Val d’Agri. A noi tutti il compito di dimostrare con i fatti di aver voglia di ricongiungerci alla modernità nel rispetto della vocazione e dell’identità del nostro territorio”.

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